Le grandi manovre della Team per favorire Di Zio

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Un piano ingegnoso», a tratti diabolico ma non abbastanza da superare il vaglio della procura di Pescara.

ABRUZZO. «Un piano ingegnoso», a tratti diabolico ma non abbastanza da superare il vaglio della procura di Pescara.

L’obiettivo era, come si è detto, la costruzione di un impianto che producesse cdr, eco balle, dunque combustibile per un termovalorizzatore o inceneritore che dir si voglia.

I pm Trifuoggi, Mantini e Varone, hanno scoperto attraverso una ricerca meticolosa dei documenti che la società mista che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti a Teramo, la Team spa, sin dall'ottobre 2005, dunque subito dopo la nomina di Lanfranco Venturoni a presidente, avvia una collaborazione ufficiosa con la Deco spa dei Di Zio.

La cosa è provata dal folto scambio di e-mail sequestrate dai computer della società. A fare da contraltare c’è però la mancanza totale di atti ufficiali che certifichino i presupposti e le ragioni per la collaborazione con il privato (un secondo visto che la Team spa è già partecipata da una azienda privata: la Slia)

L'obiettivo tra il 2005 ed il 2006 è la predisposizione di un progetto per un impianto (Tmb) per la produzione di biomasse.

A tenere i contatti con la società principe della famiglia Di Zio è il direttore tecnico della Team, Manrico Polisini (anche in questo caso ci sono email che raccontano i rapporti).

Il progetto, che si presume commissionato dalla Team alla Deco, viene da quest’ultima società consegnato alla Teramo Ambiente. Lo stesso giorno il presidente Venturoni lo trasmette alla Regione Abruzzo per il rilascio dell'autorizzazione necessaria per l'inizio dei lavori. Il gip annota in questo caso che essendo stato commissionato dalla Team e presentato da Venturoni alla Regione non vi è dubbio che l’elaborato sia della Team stessa.

Da questo momento in poi però gli inquirenti registrano una serie di manovre ingegnosamente complicate per riuscire di fatto ad affidare direttamente alla Deco la costruzione dell'impianto.

LA TEAM AMBIENTE SPA ENTRA NELLA TEAM TECNOLOGIE AMBIENTALI SRL

L'idea iniziale era che la Team “figliasse”, mediante una scissione, una società che doveva occuparsi della realizzazione, la gestione del bioessiccatore. Questa società doveva chiamarsi Team Tecnologie Ambientali srl.

Il progetto di scissione era già stato approvato dal Consiglio di amministrazione della Team e persino approvato dal Consiglio comunale di Teramo (19 aprile 2007). Questa strada tuttavia venne immediatamente abbandonata: appena un mese dopo, l'8 maggio 2007 il Consiglio di amministrazione Team sentenzia che il progetto di scissione non può essere portato avanti «perché mancano i finanziamenti adeguati». Secondo gli inquirenti, tuttavia, questa è una motivazione strumentale perché nel prosieguo si vedrà come le fonti di finanziamento siano esclusivamente pubbliche. Dunque i soldi pubblici erano a disposizione.

Nel frattempo i Di Zio costituiscono una società che viene denominata come quella che avrebbe dovuto risultare dalla scissione di Team: “Team Tecnologie Ambientali srl”, il cui titolare è Rodolfo Di Zio e non ha alcun tipo di legame con la Team Ambiente spa. Succede però che il 19 luglio 2007 davanti al notaio Mastroberardino di Pescara la Team di Venturoni decide di acquistare il 60% delle quote della nuova creatura dei Di Zio e lo fa versando alla Deco spa 30mila euro con un assegno bancario.

Sarebbe questo il passaggio cruciale e fondamentale (vietato dalla legge) che consente di fatto ai Di Zio di ritrovarsi nella posizione privilegiata di socio di un ente pubblico (Team spa) senza aver speso un centesimo, né aver vinto una gara pubblica «anzi avendoci ricavato 30mila euro».

Inoltre, le norme vieterebbero ad una società come la Team di avere ulteriori partecipazioni in altre società. I pubblici ministeri ritengono che l'atto sia viziato anche dal fatto che tale decisione sia stata presa esclusivamente dalla presidente Venturoni e non deliberata dal consiglio di amministrazione della società.

LA CESSIONE DEL PROGETTO

Il primo passo di quello che il giudice definisce «il disegno criminoso di Venturoni» si è concluso con l'acquisto delle partecipazioni in Team Tec. Ora però bisogna superare altre due difficoltà: quella di spostare la titolarità del progetto per il bioessiccatore dalla Team Ambiente spa alla Team Tec srl e bisogna -per favorire l'imprenditore- fare in modo che sia l'ente pubblico a pagare i terreni sui quali sorgerà l'impianto.

Allora, il 6 novembre 2007 Venturoni, che aveva già inoltrato richiesta per avere l'autorizzazione alla Regione, chiede che il provvedimento sia rilasciato non più alla Team Ambiente spa ma alla Team Tec srl. La Regione con decreto del 27 marzo 2008 rilascia l'autorizzazione così come richiesto da Venturoni per la costruzione e la gestione di un impianto per la produzione di Cdr (Ecoballe) in contrada Villa Pavone.

A questo punto la titolarità dell'autorizzazione non è più in capo all'ente pubblico Team Ambiente spa ma della Team Tec srl, una società appena nata che non possiede adeguati strumenti e nonostante ciò riceve la richiesta di acquisto di quote da parte della società presieduta da Venturoni.

LA CESSIONE DEI TERRENI

Secondo alcuni testimoni ascoltati dalla Squadra mobile di Pescara diretta da Nicola Zupo, già nel 2006 Venturoni avrebbe trattato personalmente l'acquisto di un terreno in contrada Torrebianca.

La Team spa il 4 settembre 2007 ne delibera l'acquisto per un importo di € 1.110.000. Il terreno entra, dunque, nel patrimonio mobiliare della società mista Team spa e siccome l'impianto deve costruirlo la Team Tec srl occorre trovare uno stratagemma per cedere quei terreni a quest'ultima società.

Quella che il gip chiama «abilissima manovra» inizia con la trasformazione della Team Tec srl in società per azioni. Il giorno successivo al rilascio dell'autorizzazione alla costruzione del bioessiccatore il Cda di Team Ambiente spa prende atto delle volontà di Venturoni circa il conferimento di questi terreni alla Team Tec spa che nel frattempo ha deciso di aumentare il suo capitale.

Per l'aumento di capitale, dunque, la società pubblica Team conferisce i terreni precedentemente acquistati mentre la società privata (Deco) conferisce il progetto dell'impianto (quello della Team spa che la Regione aveva autorizzato però in capo alla Team Tec srl e che questa per ragioni non chiare aveva venduto a Deco per 76mila euro) versando la somma residua di 442mila euro.

LA PERIZIA GIURATA DI CARLO TARASCHI ED IL SUCCESSIVO INCARICO PER DI ZIO

Per ogni conferimento di beni è necessario che una perizia giurata certifichi il reale valore economico del bene conferito. Per stimare il valore dei terreni (costati un anno prima 1.110.000 euro) viene incaricato l'ingegnere Carlo Taraschi (ex consigliere provinciale, rinviato a giudizio e poi assolto per la frana della discarica La Torre) e il 18 ottobre 2008 deposita la sua perizia al tribunale di Teramo. I terreni per l’ingegnere valgono € 612.000. In questo modo, secondo gli inquirenti, si sarebbe evitato a Di Zio di versare forti somme in conguaglio e sarebbe stato favorito illecitamente ancora una volta. Sono le intercettazioni a chiarire meglio cosa è successo.

In una chiacchierata telefonica Di Zio afferma che è necessario compensare Taraschi con un incarico professionale di almeno € 130.000.

RODOLFO DI ZIO: «anche a Taraschi a Teramo… che qualcosa dovrà fare anche lui…»

INTERLOCUTORE: «chi è Taraschi?»

RODOLFO DI ZIO: «è uno che adesso fa parte della destra e che è stato sempre uno che ha rotto le scatole continuamente, per cui mo’ bisogna coinvolgerlo in qualche modo... quindi questo a Mauro mo gli va detto, lo dico... Taraschi e dobbiamo trovare... che cazzo gli facciamo fare, un incarico di 100, 130.000 euro bisogna darglielo...»

In un'altra conversazione del 6 luglio del 2009 tra Di Zio e Venturoni si chiarisce ancor meglio il concetto.

 DI ZIO:«quell'ingegnere che ha progettato lo svincolo su da te... io l'ho richiamato gli sto facendo l'incarico, comunque per portarlo avanti lo svincolo... mi ha chiesto € 16.000... una cifra accettabile»

Per quanto riguarda, invece, il valore del progetto questo viene stimato € 297.960 (quello stesso progetto che era stato venduto da Team Tec spa a Deco per 76.073,37 più Iva).

«A questo punto, tuttavia, occorre spiegare come sia possibile che la Deco spa», scrive il gip Campli, «abbia conferito un progetto non suo: con scrittura privata del 14 ottobre 2008 tra Team Ambiente spa e la Deco».

L’AFFIDAMENTO DELL’APPALTO

Il 24 ottobre 2008 nel consiglio di amministrazione della Team Tec spa Venturoni illustra lo stato di avanzamento della procedura per la costruzione dell'impianto ed accenna a ragioni di tempestività e di velocità ma anche a professionalità che la Team Tec non ha e per questo propone che per la costruzione del bioessiccatore ci si possa affidare all'esperienza della partecipante Deco.

Prima del decisivo affidamento (che avverrà il 16 marzo 2009) però passano alcuni mesi nei quali gli inquirenti ascoltano le conversazioni tra Di Zio e Venturoni che concertano e commentano il loro piano ed i problemi che Venturoni ha con il socio privato della Team spa, la società Slia spa.

L'affidamento dei lavori per 15 milioni di euro dunque avviene dopo quella che gli inquirenti definiscono «una apparente indagine di mercato sulla congruità dell'offerta dei Di Zio». «Apparente» perché proviene dalla Proger spa ed è concertata direttamente con Di Zio attraverso il funzionario-amico del Comune di Chieti, Luca Franceschini.

a.b. 27/09/2010 8.06