Venturoni, quei versamenti anomali ed i conti che non tornano

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

14005

LANFRANCO VENTURONI

LANFRANCO VENTURONI

RIFIUTOPOLI. PESCARA. L'imprenditore dei rifiuti, Rodolfo Valentino di Zio, versava contributi elettorali praticamente a tutto il Pdl, sostiene la Procura di Pescara. *L'ASSUNZIONE DEL PROTETTO E L'SMS DI CHIODI

Oltre 250 mila euro solo nelle campagne elettorali del 2008-2009.

Ma tra i vari nomi dei beneficiari ne manca «sorprendentemente», scrive il gip, Guido Campli, sempre uno: quello dell'assessore Lanfranco Venturoni. Eppure data la risaputa amicizia, stima e frequenza dei rapporti gli inquirenti proprio non si spiegano come il “generoso” imprenditore preferisse dare soldi e contributi (in chiaro) a tutti ma non a Venturoni.

A lui, infatti, Rodolfo Valentino Di Zio, non avrebbe mai «apparentemente concesso» finanziamenti elettorali. Una anomalia, secondo gli investigatori, visti gli «strettissimi rapporti tra i due». Questo, scrive ancora il giudice, «non può che significare che il denaro sia pervenuto o promesso all’assessore per altra via».

E gli inquirenti seguono una pista precisa. Nell'affare inceneritore, infatti, si sospetta che una quota dei profitti «sia riservata» proprio all’esponente della giunta Chiodi.  Lo stesso Di Zio parlando con Antonio Vercesi, il 2 luglio del 2009, discutendo delle quote societarie della Ecodeco è stato chiaro: «Io credo che non ci siano margini di cambiamento, da quella divisione di quote, per una ragione molto semplice, perchè quello che resta a me...non è soltanto mio, chiaro?».

E di chi? Chi è l'altro beneficiario?

Per gli inquirenti sarebbe proprio Venturoni al quale Di Zio chiese di esercitare «una manovretta» che inducesse Ecodeco a raggiungere patti convenienti, risparmiando quindi 5 milioni di euro. E il risparmio, spiega il gip, «non è quello che otterrebbe la Spa pubblica committente (Team Tec) che dovrà comunque erogare 15 milioni di euro alla Deco, ma il risparmio è della Deco stessa che deve procurarsi il Know How da Ecodeco». Più risparmio per la Deco, quindi, sostiene l'accusa, e maggior vantaggio economico anche per Venturoni.

Il tutto per un affare che la procura di Pescara ha stimato in almeno 100milioni di profitto, parte del quale sarebbe andato proprio all’assessore alla sanità.

LA VERIFICA DEI CONTI CORRENTI

Per la Procura, inoltre, l'assessore beneficerebbe di «una diffusa disponibilità di denaro contante da fonti non note e non riconducibili alle sue attività professionali».

Sono stati, infatti, passati al setaccio i conti correnti dell'indagato e dei suoi familiari più stretti e sarebbero saltate fuori strane manovre. Oltre allo stipendio pubblico quale dipendente della Asl di Teramo (così come la moglie) Venturoni nel 2008 ha dichiarato anche 1.000 euro per attività da libero professionista.

«Ciononostante», scrive il gip, «tra il 15 gennaio 2007 e il 20 ottobre 2008» l’assessore «esegue versamenti per denaro contante pari a 33 mila euro».

Il primo versamento avviene il 15 gennaio: 8 mila euro. In quel periodo, sottolinea la procura, viene presentato il progetto per il bioessicatore ed è proprio in quei giorni che si comincia a delineare l'opportunità di «estendere le opportune alleanza». Altri 6 mila euro vengono versati il 13 aprile del 2007 «in stretta connessione temporale», annota sempre la procura, «con le prime delibere di scissione della Team Ambiente».

Saranno versati 4.260 euro il 20 ottobre 2008: «dieci giorni dopo», scrive Campli, «dopo la scandalosa cessione del progetto Tmb alla Deco spa e quattro giorni prima della delibera di conferimento dei terreni alla Team Tec».

Ulteriori versamenti di contante indicati come ''versamenti personali'' «non giustificati dal prelievo» si riscontrano nel dicembre del 2008 sul conto corrente intestato al mandatario elettorale dell’assessore: 4 mila euro il 17 novembre 2008, 3 mila euro il 3 dicembre. «Si tratta», sostengono i pm, «di versamenti di contanti che seguono tutto l'arco della manovra di spoliazione della Team Ambiente in favore della Deco».

Ma di versamenti anomali gli inquirenti ne hanno registrati anche sul conto della moglie dell'assessore dove risultano accreditati non solo i soldi dello stipendio ma somme di «provenienza non nota».

Sono stati registrati 9.706,10 euro il 26 settembre del 2008 e altri 10.052 il 3 novembre del 2008.

L'ACQUISTO MOLTO CONVENIENTE

La donna ha poi venduto un immobile e riscosso 390 mila euro, la figlia, senza lavoro, ha incassato 330 mila euro per aver venduto un altro immobile.

720 mila euro in totale che sono stati utilizzati in parte (661.991,26) per acquistare un immobile di grandissimo pregio nel centro storico di Teramo.

Un vero affare, sostiene la procura, dal momento che la Dolfru, la società venditrice aveva fatto lavori di ristrutturazione pari 1.131.519 e nella vendita non sarebbe nemmeno riuscita a rientrare dei soldi spesi. «Tale vicenda», spiega il gip, «è suggestiva per la possibilità di un pagamento in nero della differenza, con denaro di provenienza non conosciuta».

Altri accertamenti bancari sono stati fatti anche sui conti della mamma di Venturoni dove sono risultati 16 mila euro di «versamenti in contanti» di non nota provenienza.

La società Dolfru che è stata cancellata appartiene all’imprenditore ed ex patron del Teramo calcio Romano Malavolta jr residente a Roma, perquisito nella sua abitazione il giorno dell’arresto di Venturoni.

Alessandra Lotti  27/09/2010 8.20

 * TUTTO SULL'INCHIESTA DEI RIFIUTI "RE MIDA"

[pagebreak]

LE ASSUNZIONI SU RICHIESTA DI CHIODI

Quando è stato necessario sistemare un familiare del segretario di Chiodi è stato Venturoni a chiedere a Di Zio, «con la massima semplicità possibile», di fare qualcosa, sollecitato dallo stesso governatore a «passare la parola a Di Zio».

Di questo episodio si fa ampio riferimento nell’ordinanza di custodia cautelare firmata la scorsa settimana dal gip Guido Campli. Una ‘’spintarella’’ che sarebbe sintomatica, per gli investigatori, non solo del rapporto stretto tra assessore e imprenditore dei rifiuti ma anche  delle normalità e frequenza di scambio di favori reciproci.

Ma non si tratterebbe di un favore qualunque, in questo caso, perchè «i tempi» della prima assunzione e successiva proroga per il ‘segnalato’ sono per la procura «fortemente suggestivi». Il 7 ottobre 2008 Antonio Di Pasquale, genero del segretario di Chiodi viene assunto alla Deco, di Di Zio, appunto. Solo 7 giorni dopo, il 14 ottobre, proprio la Deco «otterrà, senza concorrere con alcuna altra impresa» l'assegnazione del progetto per la costruzione del Tmp.

Ad aprile 2009 Di Pasquale ottiene la seconda assunzione in proroga.  «E' il periodo», annotano i magistrati, «in cui si salda, grazie al senatore Di Stefano, l'alleanza tra Venturoni-Di Zio e Daniela Stati».

Il segretario di Chiodi, Giuliano Gambacorta, scriverà poi un sms a Venturoni per ringraziarlo. «Lanfranco, volevo informarti che Rodolfo Di Zio ha sistemato mio genero. Grazie per tutto. Sei un vero amico e conta su di me. Giuliano». Ad assunzione fatta sarà poi lo stesso Chiodi, il presidente della meritocrazia e dei banchetti dei disoccupati in campagna elettorale, a ringraziare Di Zio: «Caro Rodolfo, Giuliano mi ha detto che vi siete sentiti. Grazie e buona domenica».

«Venturoni può chiedere», scrive il gip, «perchè ha dato e darà. Di Zio concede, perchè attende restituzioni».

a.l.   27/09/2010 8.22

 * TUTTO SULL'INCHIESTA DEI RIFIUTI "RE MIDA"