Chiodi contro Berlusconi: «manovra Tremonti ci mette in ginocchio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il governatore preoccupato per i nuovi provvedimenti si dice pronto al confronto con il Governo. Lolli: «a Lampedusa sospensione tasse per un anno e mezzo. Noi cittadini di serie B».

ABRUZZO. Il governatore preoccupato per i nuovi provvedimenti si dice pronto al confronto con il Governo. Lolli: «a Lampedusa sospensione tasse per un anno e mezzo. Noi cittadini di serie B».

Mentre a Roma il Pdl vive ore difficili dopo la scoperta della norma salva Fininvest anche in Abruzzo il Popolo delle Libertà mal digerisce alcuni passaggi della manovra Tremonti.

Ieri il testo è sottoposto a continue limature mentre questa mattina è saltata la conferenza stampa del ministro dell'Economia che avrebbe dovuto chiarire punto per punto tutti i passaggi del testo.

Pare confermato lo stop alla rivalutazione delle pensioni cinque volte superiori alla minima, stipendi degli statali congelati e blocco del turnover nella pubblica amministrazione. Nella sanità nuovi ticket dal 2014, e pare confermato il ticket da 10 euro su specialistica e diagnostica a partire dal 2012. Ed è giallo sul taglio agli incentivi per le energie rinnovabili.

E intanto anche in Abruzzo sale la preoccupazione. Non nasconde il proprio malumore il presidente Gianni Chiodi che parla di una «manovra finanziaria troppo onerosa per gli Enti Locali e, in particolare, per le Regioni».

Il giudizio della Conferenza delle Regioni è stato unanimemente di forte preoccupazione, «perché, si traduce in un taglio ai servizi per depauperare realtà già allo stremo delle forze e minaccia l'attuazione del federalismo», ha aggiunto il presidente.

«Si tratta - ha aggiunto - di una discriminazione ingiusta che riteniamo inaccettabile e per la quale pensiamo ad iniziative comuni da mettere in campo per aprire questo confronto con il Governo. L'Abruzzo già da tempo ha intrapreso la strada del risanamento finanziario con grande rigore e determinazione dando prova di essere una regione prudente, efficiente e ben avviata verso un percorso virtuoso. Alla luce di questi nuovi dettami si rischia di far pagare agli abruzzesi un prezzo troppo alto. Ognuno, dunque, faccia la sua parte - ha concluso - in uno sforzo congiunto cercando di imboccare la medesima direzione di marcia. Questa manovra mette in discussione la sostenibilità dei servizi essenziali: sanità e trasporto pubblico locale. Occorre modificarla per renderla più obiettiva e più vicina ai cittadini senza tuttavia penalizzare la ripresa economica».

Contestazioni sono arrivate anche da parte del deputato del Pd, Giovanni Lolli, dopo aver scoperto che nella manovra economica varata dal Governo è presente anche la proroga della sospensione del pagamento di tasse e contributi per i cittadini di Lampedusa fino al 30 giugno 2012. La sospensione avviata a partire dal gennaio 2010 raggiungerà, dunque, l’anno e mezzo.

«Sono contento per i cittadini di Lampedusa», spiega Lolli, «ma registro l’inaudita differenza di trattamento tra il, pur serio, problema di Lampedusa e la tragedia aquilana. A L'Aquila le tasse sono rimaste sospese per un solo anno e a partire da Novembre 2011 si pretende addirittura la restituzione del 100 per cento di quanto sospeso, mentre in altre regioni colpite da eventi sismici la restituzione è avvenuta molti anni dopo l’evento e nella misura del 40%»

Il Governo per l’Aquila ha fatto riferimento ad un problema di bilancio. «Registro che il problema di bilancio vale solo per noi», continua Lolli. «Vale a L’aquila ma non a Lampedusa o in Veneto.

D’altra parte questa vicenda ricorda la tassa di scopo che ci hanno sempre dichiarato come impossibile da realizzare per l’Aquila salvo poi istituirla per Pompei. Vorrei sapere cosa altro devono farci perché si prenda atto tutti quanti che ci stanno trattando come cittadini di serie B e che in questo stato di cose non è nostro diritto ma nostro dovere reagire con una protesta ferma, democratica e unitaria».

Decisivo il parere del Quirinale sulla manovra. Questa mattina il presidente Giorgio Napolitano si è trincerato dietro un no comment: «non dico nulla. Sulla manovra, quando sarà il momento, conoscerete le nostre determinazioni».

05/07/2011 16.25