Gravi errori nei contratti per la riabilitazione, ritirate le bozze consegnate. Baraldi perde le staffe

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3395

Gravi errori nei contratti per la riabilitazione, ritirate le bozze consegnate. Baraldi perde le staffe
ABRUZZO. Falsa partenza per i nuovi contratti della Riabilitazione ex art. 26 consegnati dalla Regione agli operatori privati.

I documenti in bozza, forniti dal sub commissario Giovanna Baraldi, sono stati ritirati e se ne riparlerà in un’altra convocazione: erano così pieni di errori che alla fine, constatata l’impossibilità di correggere il testo, c’è stato il contrordine.

Non si trattava solo di refusi o di errori tipo “ho andato” invece che “sono andato”, il testo era proprio confuso e a nulla è valso il tentativo della Baraldi di far emendare il testo, chiamando una funzionaria a correggere le bozze dalle 14,15 alle 15.

Niente da fare, contratti impossibili da correggere e ciascun imprenditore ha dovuto firmare di aver riconsegnato il testo ricevuto per evitare che andasse in giro e magari che fosse pubblicato.

In realtà i rappresentanti delle strutture private impegnate nella riabilitazione, visto che erano lì, hanno proposto di andare avanti, di leggere e correggere insieme gli errori formali più evidenti, rinviando ad un altro momento le osservazioni o le contestazioni.

Quando però sono apparse le tariffe ospedaliere invece di quelle per le cliniche private o per gli istituti religiosi dell’Aris, anche il sub commissario si è arresa: così non si poteva andare avanti.

Un “copia e incolla” sbagliato? Un sabotaggio di qualche funzionario regionale, un lavoro fatto in

fretta? Difficile dirlo. Certo la prima uscita del sub commissario Baraldi non è di quelle da ricordare, nonostante la protezione governativa targata Tremonti che ha trasformato in legge il Programma operativo.

L’irritazione del sub commissario è stata evidente e a volte mal controllata, anche nel corso di qualche telefonata molto tesa. Tutto sommato però, questo incidente di percorso ha i suoi lati positivi. Giovanna Baraldi ne è uscita infatti “umanizzata”: anche lei commette errori, il suo staff non è infallibile, dei contratti se ne potrà ridiscutere. Si è verificata cioè di fatto quella situazione che tutti gli oppositori del Programma operativo auspicano da un anno e mezzo: rivedere a più mani le decisioni che invece vengono imposte senza dibattito.

E la domanda sorge spontanea: se anche altri provvedimenti, presentati come infallibili, fossero frutto di un “copia e incolla” magari più sapiente e dissimulato, ma comunque troppo teorico e poco vicino alla realtà del territorio abruzzese?

E’ ampiamente risaputo che le decisioni dell’Ufficio commissariale sono state sempre molto “vicine” a quelle dell’Agenzia sanitaria nazionale, di cui ha tradotto in pratica le idee, calando una camicia di forza sull’Abruzzo. E forse questo è stato l’errore fondamentale della sanità commissariata, dalla chiusura dei piccoli ospedali, alla riduzione delle unità operative complesse e dei primari, alla rete dell’emergenza urgenza ecc. ecc.: non considerare che l’Abruzzo è terra di grandi sarti, di artigiani sapienti che mal sopportano un vestito che non abbia le misure giuste. E quando sono stati imposti modelli teorici rigidi, tutti hanno compreso che le decisioni in sanità erano state prese senza conoscere il territorio e senza un aggancio con la realtà della vita di tutti i giorni e con quello che succede nelle corsie ospedaliere o nei centri per la riabilitazione, anche psichiatrici.

LA RICHIESTA DI BLOCCARE LA LEGGE 32 

Questo “difetto d’origine” è uscito fuori anche ieri, del tutto casualmente e inavvertitamente. Ed è la misura dell’approccio teorico dell’Ufficio commissariale ai problemi pratici della sanità: basta un nonnulla per mettere in crisi il quadro perfetto disegnato su qualche grafico. Il tutto è nato da una riflessione, più che da una domanda, dell’avvocato Tommaso Palermo, che tra l’altro aveva in mente «di portare un contributo positivo al nuovo corso collaborativo inaugurato dalla Baraldi», come ha spiegato a PrimaDaNoi.it.

«La mia domanda partiva da una constatazione di fondo: il sub commissario vuole riformare il sistema residenziale dell’assistenza per tutti i tipi di ricovero. Ed io posso anche condividere, come sono d’accordo nel ridare appropriatezza a tutte le prestazioni – spiega l’avvocato Palermo – ma non dimentichiamo che è in corso l’adeguamento delle strutture di assistenza secondo la legge 32 sull’accreditamento. Oggi ci è stato riconfermato il budget 2011-2012, ma se alla fine di questo biennio le strutture intanto abilitate per un tipo di assistenza, saranno riconvertite ad un altro tipo di autorizzazione che ha requisiti diversi, che fine fanno i lavori intanto realizzati? Non sarebbe il caso di adottare qualche norma transitoria che ci consenta di arrivare a quando le riconversioni saranno decise, senza buttare soldi inutilmente e dover ricominciare da capo?»

A questo punto il sub commissario ha dovuto ammettere che il problema se l’era già posto (è a tutti nota la sua avversione alla legge 32, definita troppo macchinosa e burocratica): «troveremo il modo di modificare la 32», ha replicato un pò stizzita.

Un altro decreto Tremonti in vista? La legge 32 è di competenza del Consiglio regionale, l’unico in grado di modificarla. E a nulla è servito l’appello finale della Baraldi a collaborare: più correttamente andava indirizzato al presidente Nazario Pagano. Poi tra un nervosismo mal dissimulato e la strana sensazione di vivere quella pubblicità “anch’io ho commesso un errore”, la Baraldi ha aggiornato i lavori ad oggi: si parla di Psicoriabilitazione e domani ci saranno i contratti con le Cliniche. 

Sebastiano Calella 05/07/2011 9.00