Enti inutili (oggi) si tagliano per risparmiare. Via anche Abruzzo Lavoro

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2088

Enti inutili (oggi) si tagliano per risparmiare. Via anche Abruzzo Lavoro
ABRUZZO. Questa mattina su proposta dell'assessore al Lavoro, Paolo Gatti, la giunta regionale ha approvato una delibera con la quale si propone al Consiglio Regionale il via libera ad una legge per la soppressione dell'ente Abruzzo Lavoro.

Questa scelta fa seguito alle delibere, approvate la scorsa settimana, con percorsi analoghi per quanto riguarda l'Aptr e l'Arssa.

Si tratta di scelte dettate dalla logica di tagliare i costi “superflui” che in questo modo dovrebbero rendere più razionali le spese dell’ente Regione.

Per ora, però, oltre agli annunci dei tagli poco si è detto su alcuni aspetti connessi. Primo: se si parla di sprechi in seno agli enti che si vogliono tagliare non sarebbe stato opportuno andare alla fonte dello spreco ed eliminarlo, invece, di cassare l’ente stesso? Ma pare che così facendo non si dia altro che la prova che sono proprio gli enti strumentali stessi della Regione ad essere inutili…

Altro aspetto non secondario è la natura dello spreco e la sua formazione; inutile dire che anche in questo caso -come altri legati a problemi simili- la Regione non individua alcun responsabile di quelli che però poi chiama a più riprese «sprechi».

 E poi ci sono i problemi connessi ai lavoratori, alla loro futura destinazione ma anche alla natura del lavoro svolto dagli enti tagliati: chi assorbirà le mansioni dell’ente tagliato? Si preferirà riorganizzare il lavoro in seno alla Regione oppure sarà più facile appaltare all’esterno magari bruciando il risparmio propagandato? Alcuni non reputano così facile l’operazione di riassorbimento sia dei lavoratori sia delle mansioni.

«Produrremo un risparmio di circa 300mila euro l'anno - ha dichiarato l’assessore Gatti - semplicemente riportando le funzioni di Abruzzo Lavoro in capo all'assessorato, ed i 23 dipendenti all'interno della struttura regionale. Di fatto evitando anche i costi che sarebbero derivati dalla necessità di assumere nuovo personale in direzione. Siamo ovviamente disponibili ad un confronto aperto sui dettagli dell'operazione, ma convinti di portare avanti, senza tentennamenti, anche questo percorso di riforma e di contenimento dei costi».

«In particolare - ha concluso l'assessore - la scelta di rinunciare alla figura del direttore, il cui costo e' di circa 150mila euro l'anno, mi pare una prova di maturità alla quale certamente la classe politica abruzzese non si sottrarrà. Rinunciando, di fatto, alla nomina di una postazione di cui possiamo fare a meno».

04/07/2011 14.06