Emergenza carceri, Uil: «situazione sempre peggiore, gestione schizofrenica»

Alessandro Biancardi

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 Emergenza carceri, Uil: «situazione sempre peggiore, gestione schizofrenica»
ABRUZZO. Allarmi lanciati nel vuoto. Vite perse nel vuoto, quelle di centinaia di carcerati che hanno deciso di togliersi la vita.

Nemmeno le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sono servite nel tempo per migliorare le incredibili condizioni delle carceri italiane. Nemmeno la protesta plateale dei radicali Marco Pannella e Rita Bernardini risultano efficaci e di impatto nel mondo ovattato dei media.

Solo qualche giorno fa l’ennesimo suicidio nel carcere teramano ed ogni volta gli allarmi si rinnovano, aggiornando le cifre del sovraffollamento e delle carenze delle diverse strutture.

Per quanto riguarda il sovraffollamento in Abruzzo la situazione più critica si registra a Sulmona con 141 detenuti in piu' rispetto alla capienza del carcere. A Lanciano e Teramo invece si contano 109 detenuti in più, a Pescara 68, a Vasto 52.

«Sovraffollamento e taglio delle risorse», spiega Mauro Nardella della Uil penitenziari, «stanno rendendo estremamente difficile e vulnerabile quel delicato equilibrio che tra i detenuti e i preposti al trattamento degli stessi, non ultimi ovviamente i poliziotti penitenziari, è andato maturando nel tempo. Condizioni cosi difficili, aggravati dal taglio sempre più esasperato delle spese per la gestione della “macchina penitenziaria”, stanno rendendo impossibile la vita non solo dei detenuti ma anche del personale dell'intero comparto sicurezza. Nelle carceri della Provincia, seppur ci sia stato un momento di respiro dal punto di vista numerico riferito al sovraffollamento, la situazione sta riprendendo una piega che non piace».

«Di fronte a tutto questo disastro», aggiunge Nardella, «non può non essere chiamato a rispondere l'attuale ed incoerente Governo. Per due anni consecutivi ha deliberato lo stato di emergenza delle carceri italiane ma nel mentre lo faceva tagliava i fondi ad esso destinati. Con i tagli dichiarati non potranno essere garantiti i rifornimenti dei mezzi e con essi, così come è capitato in Calabria e in Lombardia, la presenza dei detenuti nelle aule dei tribunali mettendo a rischio non solo il diritto alla difesa ma gli stessi processi. Le Direzioni troveranno difficoltà a pagare le utenze telefoniche, dell'acqua, della luce e del gas con tutto quello che ne consegue. In dubbio, considerati gli esigui stanziamenti, sono addirittura i pasti per i detenuti».

A Sulmona dopo i trasferimenti di qualche mese fa c’è il rischio che si ritorni al sovraffollamento di sempre.

«Una circolare del Prap», dice la Uil, «ha pensato bene di attribuire un ulteriore circuito al penitenziario peligno derivante dalla predisposizione di una nuova sezione detentiva c.d. di prima accoglienza e che ospita arrestati e detenuti con un fine pena breve».

La Uil parla di «emergenza carceraria» anche a L’Aquila.

«Questo stato di cose ha reso necessario l'apertura di un tavolo sindacale per capire in che modo organizzare il lavoro di un così importante super carcere», spiega l' Uil, «facendo perno su un esiguo numero di addetti. Tuttavia, Allo stato attuale, non ci sentiamo di attribuire colpe all'attuale Direzione del carcere aquilano della quale non possiamo che considerarne l'affidabilità da sempre dimostrata».

Nella Provincia de L’Aquila la situazione del personale risulta aggravata dal mancato pagamento delle indennità di missione costringendo chi è preposto alle traduzioni dei detenuti ad anticipare di tasca propria ciò che la legge impone di fare a chi amministra. Per questo motivo la Uil si è sentita costretta a livello nazionale ad adire le vie legali e ricorrere al Tar, contro la non ottemperante Amministrazione Penitenziaria, attraverso decreti ingiuntivi che hanno visto la vittoria della Uil e la conseguente sanzione che ha visto l'invito al pagamento delle somme a saldo e le relative spese processuali da parte dell'Amministrazione inadempiente.

Nel 2010 nelle sovraffollate carceri italiane i detenuti hanno posto in essere 5703 atti di autolesionismo e 1137 tentativi di suicidio molti dei quali sventati dalla Polizia Penitenziaria; le morti per cause naturali sono state 108 e 55 i suicidi; 3039 sono stati i ferimenti; 6626 manifestazioni di protesta consistenti in scioperi della fame; 1553 rifiuti del vitto; 1289 detenuti coinvolti in proteste violente con danneggiamento o incendio di beni dell'Amministrazione; 15 evasioni dal carcere da parte dei detenuti , 41 per mancati rientri dai permessi premio, 3 dal lavoro all'esterno e 12 dalla semilibertà; 68 sono gli internati evasi.

Diverse sono state le manifestazioni di protesta collettive sul sovraffollamento che hanno prodotto 550 scioperi della fame, 14632 rifiuti del vitto, 180 battiture( percussioni rumorose sui cancelli) e che hanno visto coinvolti 36641 detenuti.

04/07/2011 7.27