Lavori sul fiume Vezzola: spesi 90 mila euro. Acerbo e Saia: «più costi che benefici»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Spiegazioni, solo spiegazioni, nient’altro che spiegazioni».

E’questo che Antonio Saia, consigliere regionale Comunisti italiani e Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista chiedono al presidente della Regione e all’assessore ambientale, in merito ai lavori in corso sul fiume Vezzola.

La posta in gioco è alta ed è per questo che i due politici vogliono essere certi dell’utilità della misura.

90 mila euro è la cifra prevista per realizzare due tipi di interventi: tagliare la vegetazione spondale e rendere più rettilineo il corso d’acqua così da evitare esondazioni. Ma l’allarme lanciato dal Wwf  che definisce i lavori come «l’ennesimo evento distruttivo dopo quelli sui fiumi della Provincia di Teramo», di certo non rassicura.

Secondo l’associazione ambientalista, infatti, il taglio della vegetazione sulle sponde del fiume provocherebbe la perdita della capacità auto depurante del corso d’acqua col rischio, quindi, di portare al mare un maggior carico inquinante.

Per non parlare del fatto che «rendere rettilineo un fiume non sempre migliora le cose», precisa il Wwf.

 Infatti una traiettoria rettilinea non fa che aumentare la velocità dell’acqua in caso di piena spostando i problemi di esondazione di qualche chilometro; così come un intervento artificiale andrebbe a modificare la quantità e la consistenza naturale del materiale solido indispensabile per ricreare la spiaggia colpita da erosione.

Chi ci dà infine la garanzia che questa modifica prevenga i rischi di inondazioni? In teoria nessuno visto che analoghi lavori in altre aree come quelle in zona Caracollo sul fiume Tordino non hanno salvato l’area dai danni.

E’per questo che i consiglieri Acerbo e Saia hanno interpellato le autorità competenti alle quali chiederanno chiarimenti sulla situazione generale dei fiumi abruzzesi, sui costi previsiti per i lavori in questione ma soprattutto su quello che si sta consumando sul fiume Vezzola, un’altra delle risorse abruzzesi abusata dall’intervento dell’uomo.

m.b. 02/07/2011 10.12