Rapporto Pronto soccorso, l’Abruzzo da terzo mondo: si attendono anche 451 minuti

Alessandro Biancardi

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Rapporto Pronto soccorso, l’Abruzzo da terzo mondo: si attendono anche 451 minuti
IL DOCUMENTO INTEGRALE. ABRUZZO. Per il presidente Chiodi i dati sono «falsi» e adesso vuole capire chi li abbia diffusi o rielaborati in quel modo.

Quale modo? In un modo che fa apparire l'Abruzzo come una delle peggiori regioni d'Italia  a causa dell'inefficienza del proprio sistema di Pronto Soccorso.

I tempi di attesa arrivano fino a 450 minuti, i più alti in tutto lo stivale. I riflettori si accendono dunque sulla rete di emergenza e urgenza: ma se il rapporto è per il ministro Ferruccio Fazio «un lavoro monumentale che resterà una pietra miliare» nell’ambito dei progetti di monitoraggio e conoscenza del Sistema sanitario, per Chiodi è frutto di una manipolazione dei dati.

Insorge però Attilio Francesco Santellocco del Comitato territoriale provincia dei Marsi che chiede al commissario alla Sanità di lasciare il suo incarico proprio a causa delle «gravi affermazioni» fatte.

«Chiodi nel dichiarare “falsi” tali dati», spiega Santellocco, «arriva addirittura ad adombrare possibili azioni di sabotaggio (non si capisce da parte di chi e per quali motivi), lanciando di fatto un atto di accusa formale verso dei parlamentari della Repubblica, dei più eminenti professori e Medici italiani, dei rappresentanti dei principali enti e strutture nazionali in campo medico e sanitario, che hanno contribuito e sottoscritto la relazione».

Da qui la richiesta di Santellocco agli assessori e consiglieri marsicani di promuovere «al più presto» una mozione di sfiducia verso il presidente nel suo ruolo di commissario ad Acta per la Sanità, «prima che il sistema sanitario della Marsica e dell’Abruzzo intero sia danneggiato ulteriormente ed maniera irreversibile, con danno di tutti i cittadini, rispetto allo stato di devastazione in cui si trova attualmente a causa delle politiche scellerate in campo sanitario, condotte negli anni da singoli esponenti e da schieramenti politici di tutti i colori ed orientamenti».

IL RAPPORTO DRAMMATICO

Ma cosa dice il rapporto? La sua lettura è decisamente sconfortante. Per quanto riguarda le funzioni dei pronto soccorsi abruzzesi sono state dichiarate inadempienze «per oltre il 20% dei casi» e si rilevano «percentuali elevatissime» di apparente mancata programmazione.

I tempi d'attesa massima in Abruzzo per gli Eas (Pronto Soccorso ad alta specialità) vengono definiti «obiettivamente troppi elevati» con ben 451 minuti. Elevato anche il tempo medio: 241 minuti.

La situazione viene definita «grave» anche per le procedure specifiche integrate per patologia: 1 ospedale su 2 dice di non seguirne.

Capitolo personale: l'Abruzzo spicca in quanto nel 71,4% dei casi non dispone di programmi per la verifica e la promozione della qualità prestata «risultando autoreferenziale».

Altra nota negativa quella sull'aggiornamento del personale: «nel 28,6% dei casi non si segue una formazione specifica».

«Complessa» anche la situazione sulla valutazione delle criticità dell'intervento: nel 71,4% dei casi per i Dea (dipartimento emergenza sanitaria) e in oltre il 33% dei casi Eas (pronto soccorso ad alta specialità) non si seguono procedure specifiche.

Ma l'Abruzzo è tra le regioni che spicca in negativo perchè è tra quelle che «rispetta meno di tutti in Italia» la normativa vigente sull'attivazione del personale che partecipa all'urgenza emergenza.

Per la organizzazione funzionale della cardiologia si parla di una «situazione poco edificante» e non va meglio per la valutazione del dolore toracico: «gli ospedali abruzzesi raggiungono punte del 66,7% in cui non si segue un protocollo di valutazione specifico».

Per fortuna nei capitoli percentuale di mortalità, percentuali di complicanze, la regione è assente tra le negative per quanto riguarda l'emodinamica, mentre è presente nella classifica di percentuali di complicanze per aritmologia.

Capitolo ictus: la regione registra il 66,7% dei casi di mancato rispetto dei tempi di diagnosi ed eventuale trattamento. «Complicata» la situazione per il trasporto da una struttura ospedaliera non idonea ad una unità di cura idonea. «Compromessa» la situazione della formazione e aggiornamento e addestramento permanente del personale che opera all'interno del pronto soccorso.

Centrali operative del 118? Nemmeno queste si salvano secondo il rapporto: «non è ammissibile», si legge, «che non vengano condivise procedure operative».

Sulla verifica e la promozione della qualità dell'assistenza del personale del 118 ennesima bocciatura: «l'Abruzzo presenta con la Toscana, Umbria, Piemonte, Campania, Sicilia le situazioni più critiche».

Sulle verifiche dell'attività svolta «si necessita un sensibile miglioramento». Per il protocollo condiviso per il trattamento dei pazienti con trauma grave il quadro «è incoraggiante ma servono margini di miglioramento».

Dati veri o frutto di manipolazione, come sostiene il commissario Chiodi?

Alessandra Lotti  30/06/2011 16.03

 

RELAZIONE_SANITA -POLEMICA DATI PRONTO SOCCORSO ABRUZZO