Tempi d'attesa pronto soccorso, maglia nera per l'Abruzzo? Chiodi: «dati sballati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'Abruzzo è risultato all'ultimo posto nei tempi di attesa per le ambulanze e negli stazionamenti nei pronto soccorso.

ABRUZZO. L'Abruzzo è risultato all'ultimo posto nei tempi di attesa per le ambulanze e negli stazionamenti nei pronto soccorso.

Verrà avviata un'indagine interna per capire chi e come sono stati elaborati i dati inviati, per conto della Regione Abruzzo, alla Commissione del Senato che ha presentato il rapporto sulla rete di emergenza urgenza.

Lo ha annunciato il Commissario per la Sanità, Gianni Chiodi, nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme con il sub commissario Giovanna Baraldi.

«I dati sono del 2008 - ha detto Chiodi - sono stati elaborati nel 2009 e comunque non corrispondono affatto al vero. In una parola, sono sbagliati. Sarà mia cura capire e indagare su chi ha fornito tali dati palesemente errati, perché non corrisponde assolutamente al vero che la media dei tempi di attesa nei Pronto soccorso regionali tocca punte di 450 minuti».

Il commissario ha spiegato che quello inviato dalla Commissione era un questionario cartaceo, «ma non posso pensare che ci sia stato un atto di sabotaggio. Ma penso anche che sarebbe ancora più grave - ha aggiunto Gianni Chiodi - che chi ha elaborato quel questionario abbia compiuto un errore così evidente e grossolano perché denota inevitabilmente un elemento di totale incompetenza».

Supportato dal subcommissario Baraldi, il commissario Chiodi ha fornito di dati di attesa dei Pronto Soccorso del 2010 relativi a tutti i codici.

Si va dai 48 minuti dell'ospedale di Pescara fino ai 3 degli ospedali di Popoli e Guardiagrele.

«Dati dunque - ha detto Chiodi - che sono molto al di sotto della soglia indicata dal ministero della Salute e nettamente inferiori a quelli che sono stati forniti al Senato per il 2008, per questo in questa vicenda andrò a fondo perché il danno d'immagine per l'Abruzzo è stato pesantissimo».

Anche se i dati forniti dal Commissario si riferiscono al 2010, «quelli del 2008 e 2009 - ha detto la Baraldi - sono sulla stessa linea; possono discostarsi solo di qualche minuto ma indicano una precisa tendenza consolidata e comunque palesemente diversa dal dato fornito al Senato per il 2008».

Per il senatore Fabio Rizzi (Lega Nord), componente della commissione Igiene e Sanità e Segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario, «l'Abruzzo non è maglia nera nell'emergenza sanitaria ma i dati relativi alla Regione abruzzese utilizzati nello studio sono falsati in quanto sono riferiti al 2009, periodo nel quale ha inciso molto un fattore esterno tragico come il terremoto. Li raccoglieremo di nuovo e ricompileremo il questionario per dare la vera fotografia» (per Chiodi invece i dati erano quelli del 2008, elaborati nel 2009).

«Abbiamo chiarito con la Baraldi», ha spiegato Rizzi, «che nel giro di due settimane ci invierà dati più attendibili. La situazione rappresentata è penalizzante, l'Abruzzo avrà problemi nella sanità ma non certo in questo settore. Non so dire qual è il quadro, ma sappiamo che non è questo».

Rizzi ha sottolineato che «purtroppo la pubblicazione è stata fatta, quando avremo il nuovo quadro, troveremo la formula più corretta per rendere pubblica una situazione diversa, spero opposta a quella attuale».  

«E' vero che i dati sono falsati», ha detto invece il senatore Pdl, Fabrizio Di Stefano, «ma non è colpa di chi li ha elaborati, bensì di chi li ha comunicati non segnalando il momento particolarmente delicato relativo al tragico terremoto del 6 aprile 2009».

«I nostri responsabili del settore dovrebbero stare decisamente più attenti - ha continuato il senatore - a prevenire certe brutte figure che non fanno bene all'immagine di una regione che sta lavorando per cercare di ripianare il deficit sanitario».

30/06/2011 8.00