Ambiente: nascono 7 nuovi centri di educazione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In tutto sono 43. Giuliante: «Regione sensibile tutela e promozione».

Si amplia e rafforza la rete regionale dei Centri di educazione ambientale regolamentata dalla legge regionale 122/99.

La Giunta regionale d'Abruzzo, su proposta dell'assessore Gianfranco Giuliante, ha infatti riconosciuto sette nuovi Cea, su quindici richiedenti, come di interesse regionale; dalla prossima programmazione saranno protagonisti delle attività proposte dalla Regione.

Le strutture riconosciute, rispondenti pienamente ai criteri previsti dalla normativa di settore, sono il "Centro di educazione al paesaggio Torre del Cornone" di Fontecchio (L'Aquila); il Centro di educazione ambientale "Ortonammare" del Comune di Ortona (Chieti); il Centro comunale di educazione, tutela, ricerca e documentazione ambientale del comune di Notaresco (Teramo); l'Associazione interpreti naturalistici onlus per il "Museo del fiore" di Barisciano (L'Aquila); il Centro di educazione ambientale "Monte Genzana Alto Gizio" del Comune di Pettorano sul Gizio (L'Aquila); il Centro di visita del giardino botanico "D.Brescia" di Sant'Eufemia a Majella (Pescara); il Centro APE d'Abruzzo di Scerni (Chieti).

«Il riconoscimento di queste nuove strutture - spiega l'assessore Giuliante - è una chiara indicazione su come la Regione Abruzzo punti a valorizzare anche questo settore che raccoglie sempre maggiori consensi da parte delle scuole e che mette in campo professionalità e progetti atti ad educare le nuove generazioni a una maggiore conoscenza dell'ambiente e di ciò che ci circonda».

Allo scopo di mantenere alta la qualità del servizio offerto dalla rete regionale di educazione ambientale, e a seguito del costante monitoraggio sulle strutture e sulle attività realizzate dai Cea già riconosciuti, sempre su proposta di Giuliante, la Giunta regionale ha deliberato anche la revoca del riconoscimento a due Centri di educazione ambientale che, nel corso degli ultimi anni, hanno perso il possesso dei requisiti minimi previsti per il mantenimento del riconoscimento.

Oggi, quindi, la rete regionale di educazione ambientale è composta da quarantatre Cea che, pur essendo tutti accomunati dalla vocazione ambientale e dalla propensione alla comunicazione/sensibilizzazione, sono caratterizzati da eterogenee esperienze, attitudini e professionalità.

29/06/2011 9.19