Arriva il voto di fiducia in Consiglio regionale per spingere le leggi indigeste?

Alessandro Biancardi

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Arriva il voto di fiducia in Consiglio regionale per spingere le leggi indigeste?
ABRUZZO. Approda in Commissione Statuto la proposta di introdurre  la questione della fiducia sulle leggi regionali.

Il Consiglio regionale come il Parlamento? Chiodi come Berlusconi? Potrebbe arrivare anche a livello locale l'opzione di porre la fiducia su un disegno di legge. Questo vuol dire che il Consiglio non voterà in merito alla singola legge proposta ma ogni consigliere durante la seduta sarà invitato a dichiarare se intende o meno dare la propria fiducia al governo regionale.

Se i consiglieri, a maggioranza, pongono la fiducia la legge passa. Altrimenti si va tutti a casa.

E dire che nelle ultime settimane il clima in Consiglio è già incandescente perchè la minoranza accusa il governatore e super commissario Gianni Chiodi di gestire da solo una intera regione (si pensi la sanità o il terremoto) escludendo di fatto il dibattito democratico con l'opposizione.

Più volte Idv e Pd hanno chiesto di tornare a parlare di sanità in Consiglio ma la lotta è impari e si va avanti con la gestione straordinaria che in quanto tale tiene tutti a distanza. Se il provvedimnento dovesse passare potrebbe non favorire né il libero arbitrio (almeno teorico) dei diversi consiglieri né favorire il dibattito nel merito dei provvedimenti. Una legge che imponga la fiducia avrebbe come conseguenza quella di compattare la maggioranza pro tempore al governo e far passare provvedimenti che altrimenti porrebbero distinguo. Insomma i consiglieri di maggioranza potrebbero essere chiamati a votare “turandosi il naso”.

«Arrivano le sconfitte, le sentenze negative del Tar», commenta Camillo D'Alessandro commentando la possibilità dell'introduzione della 'fiducia', «le scadenze dei commissariamenti, le riforme non fatte, ripetute sedute sospese per mancanza di numero legale, il lavoro che non riparte. Cosa fa la maggioranza di centro destra? Chiede di istituire la questione della fiducia per la prima volta in quaranta anni dalla nascita del Consiglio regionale».

In realtà qualcun altro negli anni passati aveva pensato di seguire la stessa linea e lo confermano il funzionario Giovanni Giardino e il direttore Giovanna Colangelo nel parere dell'ottobre del 2009 in merito proprio alla legittimità della disposizione regolamentare.

Nella Regione Abruzzo, scrivono i due, «nel corso delle precedenti legislature in cui si sono svolti lavori di revisione ed approvazione del nuovo Statuto, è stato proposto un progetto di legge statutaria contenete un articolo relativo alla questione di fiducia. Tuttavia», continua la relazione, «non è stato approvato dall'Aula in seconda lettura ed è pertanto decaduto».

Lo stesso parere spiega che la pista si può percorrere, ma così come hanno fatto altre regioni (Calabria, Liguria e Friuli Venezia Giulia) che hanno voluto «rafforzare il ruolo del presidente della Regione» bisogna trovare «un fondamento espresso almeno a livello statutario ed uno svolgimento più dettagliato della relativa procedura nel Regolamento interno».

«Storicamente», si riconosce anche nel parere, «l'Istituto della fiducia ha sempre assolto una duplice funzione: la prima, di natura politica, consiste nel ricompattare la maggioranza evitando, attraverso il ricorso al voto palese, spinte centrifughe in ordine all'indirizzo politico e manovre occulte contro l'esecutivo in carica. La seconda, invece, di carattere essenzialmente procedurale volta ad aggirare comportamenti ostruzionistici grazie all'inemendabilità del testo ed alla sua priorità nell'ordine di votazione»

«Non basta il commissariamento su Sanità e Terremoto», contesta ancora D'Alessandro. «Ora non vogliono inciampi neanche sull'attività ordinaria, per cui se si discute troppo una legge , la maggioranza pone il voto di fiducia e arrivederci democrazia».

«Siamo alla fine dell'impero - conclude il capogruppo del Pd - di fronte a tutti i problemi che ha l'Abruzzo, questi signori pensano ai giochi di prestigio per tirare a campare».

a.l.  25/06/2011 11.52