Comunità montane: arriva il taglio: da 11 a 4

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ad un anno dall'approvazione in Consiglio, dal prossimo 1° luglio quattro Comunità montane prenderanno il posto delle 11 precedenti.

Con la firma dei decreti del presidente della Giunta regionale entra nel vivo la riforma di riordino delle Comunità montane votata dal Consiglio regionale nel giugno del 2010, che ha sancito la nascita e la rideterminazione territoriale di quattro Comunità montane: "Montagna Sangro Vastese", "Montagna Pescarese", "Montagna di L'Aquila" e "Montagna Marsicana".

I decreti di successione firmati dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, e proposti dall'assessore Carlo Masci, sono stati formulati sulla scorta delle attività dei Commissari nominati nell'agosto scorso.

La firma dei decreti «rappresenta - ha spiegato Enrico Mazzarelli, portavoce del presidente Gianni Chiodi - una tappa importante nel processo di riordino delle Comunità montane che persegue l'obiettivo di ridurre la spesa per il loro funzionamento in ragione anche del taglio dei trasferimenti statali».

Ma un altro importante obiettivo della riforma è rendere le Comunità montane enti con una struttura organizzativa finanziariamente sostenibile, con il compito di rideterminare la dotazione organica in funzione dei servizi che esse andranno a svolgere.

In questi mesi il lavoro svolto dai Commissari è stato complesso, spiegano dalla Regione, e ha comportato la ricognizione di tutti i rapporti giuridici facenti capo alle Comunità montane soppresse con il trasferimento di detti rapporti ai nuovi enti che dunque subentreranno nella titolarità.

Per quanto riguarda la comunità montana Sangro Vastese, ad esempio, il commissario ha anche denunciato «irregolarità diffuse e clientelismo» 

Sul fronte dei livelli occupazionali, alle Comunità montane è stato provvisoriamente assegnato il personale, ma è stata anche avviata la complessa problematica legata alla ricollocazione delle stesso, che secondo la legge di riforma ha la diritto alla salvaguardia del posto di lavoro, con la nascita di un tavolo partenariale che sia in grado di studiare tutte le soluzioni possibili.

In questo ambito, i decreti presidenziali firmati dispongono il trasferimento di dipendenti da una Comunità montana a determinati Comuni, in accoglimento delle istanze presentate dai dipendenti stessi.

22/06/2011 11.18