Sanità. Baraldi frena, D’Alessandro (Idv):«tavoli segreti con Venturoni?»

Alessandro Biancardi

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Sanità. Baraldi frena, D’Alessandro (Idv):«tavoli segreti con Venturoni?»
ABRUZZO. Tutto fermo, a sorpresa, sul fronte tagli ai posti letto ed alla riabilitazione psichiatrica.* CENTRO SAN TOMMASO: LA PAROLA AL COMMISSARIO AD ACTA CHIODI

Ieri l'incontro in Regione con il sub commissario Giovanna Baraldi, in fasi successive con i diversi gestori del settore, ha dimostrato che le recenti bacchettate del Tar sulla politica sanitaria dell'Ufficio commissariale qualche risultato lo hanno conseguito. E così è stato riconfermato il budget attuale sia per l'anno in corso che per il 2012. Nel caso di Maristella, la società del gruppo Angelini interessata dalla vendita all'asta, il budget riconfermato e senza tagli è di circa 3 milioni di euro. In realtà, dalle poche notizie che filtrano sugli incontri, questa improvvisa retromarcia (rispetto ai proclami precedenti ed ai comportamenti delle singole Asl sui posti letto in eccesso e sulla necessità della compartecipazione alla spesa, cioè del ticket) sembra più una scelta tattica dell'Ufficio commissariale che una presa di coscienza dei problemi di questo settore dell'assistenza sanitaria. Insomma la decisione politica è stata di non tirare troppo la corda. Ma il progetto vero sembra un altro. Infatti non concordano con la riconferma del budget le parole del sub commissario Baraldi su presunti nuovi poteri – cioè mano libera - che il Governo si appresterebbe a concedere all'Ufficio del commissario alla sanità. E che consentirebbero tagli e ticket senza pericoli da Tar. In realtà qualcuno ha pensato che a far parlare così il sub commissario sia stata la delusione di vedere a pezzi il suo lavoro di oltre un anno e quindi la sua speranza di poter riprendere in mano ed in assoluta autonomia il Programma operativo bocciato dai Tribunali amministrativi, di cui però non sembrano veramente conosciute le sentenze. I giudici amministrativi (anche diversi) non contestano infatti la necessità di un risanamento dei conti sanitari e si rifanno sempre al Piano di rientro dai debiti “da realizzare”. Criticano invece “la mancata contestualità” tra la chiusura dei piccoli ospedali e la realizzazione inesistente di servizi sanitari su quei territori.

D'ALESSANDRO, IDV, «VENTURONI DECIDE SULLA SANITÀ?»

Se dunque la delusione del sub commissario è un atteggiamento comprensibile in un tecnico che ha ben lavorato (il suo errore è stato solo di aver fatto scelte politiche che non le competevano), il pericolo è che questo atteggiamento sia condiviso dalla maggioranza di centrodestra alla Regione. Ieri infatti l'ex assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni, oggi capogruppo Pdl, era presente fisicamente negli uffici di via Conte di Ruvo dove si tenevano le riunioni e più volte è intervenuto per parlare con la Baraldi. Il che spiega le perplessità sollevate dal consigliere regionale Cesare D'Alessandro, Idv, che ha presentato un'interrogazione al presidente Gianni Chiodi su un «fantomatico tavolo tecnico che decide sulla sanità e che si riunisce settimanalmente a Pescara con il sub commissario Baraldi. A questo tavolo parteciperebbero i Direttori generali delle Asl, l'ex assessore alla Sanità e attuale capogruppo Venturoni e altri tre consiglieri regionali del Pdl».

«Se Chiodi ritiene di poterlo fare – scrive D'Alessandro nell'interrogazione - smentisca le voci. Oppure vorrà dirci a quale titolo e per conto di chi si riunisce il tavolo tecnico, da chi è stato insediato e con quale provvedimento, dove si svolgono le riunioni e quali sono i provvedimenti commissariali esaminati. E fateci conoscere i verbali delle riunioni - conclude D'Alessandro - per sapere quali temi e provvedimenti vengono discussi. Almeno questo, se non si vuole che la segretezza degli incontri possa farli associare all'idea di logge massoniche, quelle sì private e riservate ai soli membri».

 Non è la prima volta che in casa Idv si fa cenno alla massoneria e ai poteri forti dietro alle scelte sanitarie di Chiodi, ma il tavolo tecnico – a quanto se ne sa – è solo un incontro di routine che vede impegnati ogni settimana, lunedì pomeriggio, i manager Asl o i direttori sanitari ed amministrativi per fare il punto sulla situazione. A questo tavolo emergono proposte, criticità, risultati, contestazioni, insomma il tavolo sembra più una riunione di coordinamento che un incontro carbonaro. Quindi il problema sollevato da Cesare D'Alessandro è forse un altro: c'è una parte di Consiglio regionale (il centrodestra) che ha abdicato dalle sue competenze in materia sanitaria, ce n'è un'altra (il centrosinistra) che se ne vorrebbe riappropriare. Più che di massoneria, si tratta di  dignità dei consiglieri eletti, pagati per fare le leggi e non solo per alzare la mano a favore di scelte eterodirette.

Sebastiano Calella  17/06/2011 9.58

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 CENTRO SAN TOMMASO: LA PAROLA AL COMMISSARIO AD ACTA CHIODI

 ORTONA. Per il Centro San Tommaso di Ortona si profila una soluzione.   Al termine della conferenza di servizi, convocata dal sindaco Nicola Fratino, le parti hanno deciso di presentare un'istanza al commissario ad acta, Gianni Chiodi, per rimodulare, sul territorio della provincia di Chieti, i posti già accreditati per la Fondazione Papa Paolo VI Onlus.

L'intervento non comporterebbe alcuna spesa aggiuntiva ed il budget complessivo invalicabile risulterebbe invariato, assicurano da Palazzo di Città.

Il Centro San Tommaso è uno dei 13 centri della Fondazione Papa Paolo VI Onlus. I pazienti sono affetti da gravi disabilità, molti sono neonati o in età scolastica.

Nel 2004, con delibera di giunta, il centro è stato autorizzato dalla Regione, ma non è mai stato accreditato. Da allora ha fornito prestazioni sanitarie a tutto il territorio dell'Ente d'Ambito Sociale n.28, ovvero all'utenza di quei comuni che da Ortona sorgono sull'asse della Marrucina.

Dal 25 maggio scorso, il centro San Tommaso è stato costretto a sospendere le prestazioni perché la Asl di Chieti-Lanciano e Vasto non ha autorizzato le proroghe ai trattamenti.

Tutto ciò ha determinato gravi disagi e disservizi, ponendo in serio pericolo anche il buon esito dei trattamenti.

«La presenza del centro San Tommaso– sostiene il sindaco Fratino – è fondamentale per questo territorio che non può essere penalizzato. Ho riscontrato con grande favore la disponibilità del direttore generale della Asl Franco Zavattaro, della direzione delle Politiche della Salute della Regione Abruzzo e di don Antonio Di Giulio, rappresentante legale della Fondazione Paolo VI, ad addivenire ad una soluzione. L'eccezionalità del caso ed i problemi contingenti che interessano un ampio territorio e pazienti affetti da disabilità gravi impongono una presa di coscienza ed una decisione rapida che solo il Commissario ad Acta, per i poteri straordinari che ha, può adottare» «Non ci sarebbe alcun aggravio di spesa, pertanto sono certo», ha concluso Fratino, «che il Presidente Chiodi si farà carico del problema che deve essere risolto»

Nel frattempo si attende che Chiodi e la Baraldi definiscano il Piano di fabbisogno delle prestazioni ospedaliere ed extraospedaliere che sta risentendo anche dei pronunciamenti della giustizia amministrativa.

Il centro San Tommaso, dal canto suo, si è impegnato a garantire le prestazioni sanitarie già autorizzate dalla Asl.

17/06/2011 10.15