? Arta e nomine: Federazione della Sinistra: «basta colonizzazione partitica»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Prc) e Antonio Sai (Pdc) contro le nomine dei revisori di partito.  Dopo la polemiche sulla nomina di Mario Amicone a direttore dell’Arta (che Acerbo e Saia ribattezzano ''il genio delle scienze ambientali'') nuove contestazioni si abbattono sulla nomina dei revisori dei conti.

I due consiglieri d'opposizione puntano il dito contro le scelte ricadute su Eugenio Seccia, attuale assessore al bilancio del Comune di Pescara e Antonio Sabatini, consigliere comunale sempre a Pescara. «Entrambi sono del Pdl ed entrambi già retribuiti dalla comunità in qualità di pubblici amministratori», sottolineano Saia e Acerbo.

Il terzo componente è Emilio Marzetti, «da sempre revisore supergettonato dal Pds poi dal Pd. Anche i supplenti sono riconducibili ad appartenenze politiche ben definite», commentano ancora i due consiglieri.

Per Acerbo e Saia, in pratica, la rivoluzione meritocratica di Gianni Chiodi e Nazario Pagano si rivelerebbe «per l’ennesima volta una bufala: semplicemente la perpetuazione della tradizione di spartizione partitocratica».

«Anzi è forse peggio perché, in questo caso», sostengono, «non si piazzano neanche dei professionisti qualsiasi ma direttamente degli eletti del Pdl che già occupano cariche amministrative».

Acerbo e Saia assicurano di non avere nulla di personale nei confronti di persone «stimabili e perbene», ma attaccano l' «ennesimo episodio di spregiudicatezza partitocratica». 

«Capisco che finchè la legge rimane quella attuale è inevitabile che i nominati siano indicati dai partiti, ma un minimo di pudore imporrebbe che non si trattasse di amministratori in carica in altri enti», sottolinea il consigliere di Rifondazione.

I due hanno depositato lo scorso 30 novembre 2010 una proposta di legge, «bloccata dalla maggioranza in Commissione», che prevede di mettere un freno proprio a quella che viene definita «tradizione di colonizzazione partitica».

Il progetto di legge propone una nuova disciplina di nomina dei revisori legali nelle società, aziende, enti e Asl della Regione Abruzzo per superare le tradizionali modalità di nomina dei revisori contabili che non paiono adeguate a garantirne l’indipendenza. Infatti la prassi corrente implica una selezione politica, di maggioranza e minoranza, dei revisori e quindi una logica lottizzatoria che nel tempo tende a creare un rapporto fiduciario con i referenti politici in grado di garantire la nomina (nel caso specifico i politici hanno nominato direttamente altri politici di grado inferiore).

«Considerato che i vertici di enti, società, agenzie sono scelti dalla “politica”, ne consegue che i vigenti criteri di nomina sono all’insegna dell’illogico principio che il controllato nomina il controllore», analizzano Saia e Acerbo.
La invasività “partitocratica” secondo i due consiglieri sarebbe inoltre «fortemente discriminatoria» in quanto impone a più o meno stimati professionisti di doversi avvicinare a esponenti politici o partiti per richiederne la “sponsorizzazione” al momento delle nomine.
«Ve li immaginate Seccia e Sabatini che fanno le pulci a Amicone magari dopo che la sera prima hanno partecipato alla riunione della coalizione?», chiudono i due. 

17/06/2011 9.46