Malati psichiatrici trasferiti: nessun dubbio, si procede. Caramanico contro Chiodi

Alessandro Biancardi

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Malati psichiatrici trasferiti: nessun dubbio, si procede. Caramanico contro Chiodi
ABRUZZO. Tre malati psichiatrici sono stati trasferiti di prima mattina dall’Azienda agricola di Ripa Teatina all’ospedale di Guardiagrele, altri due seguiranno con un secondo viaggio.

Va avanti senza tentennamenti l’opera di svuotamento ad ogni costo della struttura riabilitativa di Ripa Teatina chiusa con un’ordinanza del Comune. E a nulla sembrano servire gli appelli e le diffide di chi a vario titolo si oppone a questa operazione che si è comunque tradotta in gravi disagi per i pazienti: impotente la Commissione del Senato, muta la Prefettura di Chieti, silenziosi i Carabinieri del Nas, Procura della repubblica per il momento solo attenta a raccogliere informazioni. E così va avanti la comunicazione del Centro di salute mentale della Asl di Chieti, a firma del direttore Massimo di Giannantonio, e diretta a Nicola Carlesi (Dipartimento salute mentale) e Giovanni Pardi, psichiatra responsabile dell’Azienda agricola di Ripa Teatina parla chiaro: oggi 16 giugno saranno trasferiti nella Struttura riabilitativa presso l’Ospedale di Guardiagrele 5 pazienti. Domani 17 giugno ne partiranno altri 3. Una quarta paziente verrà dirottata alla Rsa presso l’ospedale di Città Sant’Angelo. Nessun ripensamento della Asl dunque dopo la diffida inoltrata ieri dai cinque consiglieri di opposizione che chiedono il rispetto della sentenza del Tar che riabilita il presidio di Guardiagrele come ospedale per acuti e quindi tecnicamente impossibilitato ad accogliere i malati della riabilitazione psichiatrica. In realtà la comunicazione della Asl parla espressamente di una «struttura riabilitativa» funzionante presso l’Ospedale, così come parla di un «Ospedale di Città Sant’Angelo»(?). In effetti queste definizioni burocratiche, non si sa quanto strumentali, servono a riaprire una polemica ormai annosa sia a Guardiagrele in particolare (dove i politici regionali avevano più volte detto: mai qui i malati psichiatrici….) sia a livello di applicazione delle sentenze della giustizia amministrativa.

 IL SINDACO DI GUARDIAGRELE ATTACCA IL CENTROSINISTRA SULLA DIFESA DELL’OSPEDALE

 Secondo Sandro Salvi, sindaco di centrodestra, i proclami dell’opposizione di centrosinistra sono fuori luogo: «Finalmente – scrive Salvi - ci sono voluti più di due anni all’opposizione per capire che la sanità non può essere assicurata solo da due Reparti che si reggono grazie allo spirito di sacrificio ed alla competenza del personale che vi opera. Ed allora scoprono, dopo averli denigrati in ogni modo, che nel nostro Ospedale è bene attivare una Rsa e un Ospedale di Comunità, come noi da anni affermiamo e ribadiamo, perché necessari, insieme ad altri servizi territoriali, alla chirurgia ambulatoriale, alla day surgery ed al Distretto Sanitario. Il consigliere Gianna Di Crescenzo dimostra di non conoscere o finge di non conoscere cos’è un Pta, perché continua a chiamarlo poliambulatorio. In realtà, non è un poliambulatorio, ma è una struttura molto più complessa e flessibile, con tutto un insieme di attività, tra cui anche Reparti a medio-basso indice di intensità terapeutica».

E le responsabilità della crisi dell’Ospedale di Guardiagrele vengono ribaltate sul Piano di riordino del 2008, predisposto dal Centrosinistra, mentre «il centrodestra – conclude Salvi - ha vinto il ricorso al Tar contro il Piano Chiodi-Baraldi, come è facilmente controllabile». Secondo l’avvocato Simone Dal Pozzo, che la pensa molto diversamente sulla primogenitura dei ricorsi al Tar contro il Programma operativo, quello che sta avvenendo alla Asl di Chieti, nonostante la sentenza che riapre l’ospedale, è «semplicemente assurdo, perché si continua ad operare come se niente fosse accaduto». Senza dire che la definizione del Pta come poliambulatorio non è del consigliere di opposizione, ma è scritta in sentenza dal Tar.

 CARAMANICO:«CHIODI NON RISPETTA LE LEGGI SULLA CERTIFICAZIONE DEI DEBITI ASL»

 Un atteggiamento di noncuranza rispetto alle leggi che sembra accomunare la Asl di Chieti al comportamento del presidente Chiodi anche su altre questioni che riguardano la sanità. Almeno secondo la denuncia di Franco Caramanico, consigliere regionale Sel, che attacca Chiodi perché «dimentica leggi e tempi creando un Far west dei debiti della sanità»: «le procedure di ricognizione dei debiti delle Asl regionali, volte ad accertare  in modo completo e definitivo le posizioni debitorie e creditizie delle aziende sanitarie abruzzesi,  non sono state ancora completate. E’ passato  più di un anno dal termine previsto dal Decreto legge del Governo – sostiene Caramanico – ma è tutto fermo».

Come noto, attendono di essere certificati e quindi pagati più di 800 milioni di euro di debiti, maturati fino al 2004 e all’interrogazione presentata da Caramanico a Chiodi, ha risposto l’assessore Carlo Masci il quale ha sostenuto «che le Asl stanno completando l’attività di riconciliazione e certificazione».

 Il tutto ad un anno dalla scadenza prevista per legge: il che ha «determinato una profonda confusione nell’erogazione delle somme dovute alle Asl e l’emergere di una sorta di “Far west” in questa parte importante della sanità pubblica. Ancora una volta Chiodi dimostra di non rispettare le regole e le leggi della Regione e dello Stato, “leggerezze” di cui pagano il conto gli abruzzesi».

 Sebastiano Calella  16/06/2011 12.21