La scure dei tagli per fare cassa sulla Forestale, il sindacato:«logica miope»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il sindacato nazionale della Forestale incontrerà il presidente della Regione, Gianni Chiodi, per dire no alla soppressione di distretti e comandi forestali in Abruzzo.*CHIUSURA DEI DISTRETTI FORESTALI NELLA MARSICA. DI PANGRAZIO «PREVALGA IL BUON SENSO»

L’AQUILA. Il sindacato nazionale della Forestale incontrerà il presidente della Regione, Gianni Chiodi, per dire no alla soppressione di distretti e comandi forestali in Abruzzo.

*CHIUSURA DEI DISTRETTI FORESTALI NELLA MARSICA. DI PANGRAZIO «PREVALGA IL BUON SENSO»

A renderlo noto è Andrea Laganà,segretario nazionale del sindacato forestale italiano, che oggi, 14 giugno, farà il punto della situazione anche con gli assessori Gianfranco Giuliante, Giandonato Morra e Mauro Febbo.

Verrà chiesto alla Regione di valutare, attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico, l’importanza strategico-operativa dei distretti forestali dislocati sul territorio abruzzese, della scuola del corpo forestale Abruzzo e dei comandi di stazione, al fine di evitarne la chiusura.

«Il corpo forestale in Abruzzo è un punto di riferimento», afferma Laganà, «sia come forza di polizia (soprattutto nelle piccole aree rurali sopperisce all’assenza di polizia locale), che come custode del patrimonio agro-silvo- pastorale. Senza considerare il fatto che tra il Corpo forestale dello stato e la regione Abruzzo c’è una Convenzione che tutela da incendi boschivi, si occupa di fauna selvatica, soccorso alpino forestale, cave, vivai. Segno, questo, del grande valore dell’attività forestale».

Ma perché allora sopprimere il lavoro dei custodi della regione verde d’Europa (che ha pur sempre  tre parchi nazionali, un parco regionale, 13 riserve naturali statali ed altre aree verdi protette)?

A rispondere ci pensa il sindacalista che sostiene che alla base di questa decisione «ci sia una logica di economizzazione pubblica, cioè tagli al settore forestale abruzzese per fare cassa».

Logica che sembra trovare riscontro nella vigente pianta organica regionale che stabilisce 543 come tetto massimo di unità forestali, mentre attualmente l’Abruzzo ne conterebbe 613 tra distretti ed uffici. Un esubero di 70 unità  che provocherebbe un dispendio economico e giustificherebbe quindi la chiusura di distretti forestali.

Ma, è anche vero, secondo la pianta organica, che la Regione sarebbe in sottonumero per il numero di forestali per ettari all’interno dei Parchi nazionali.

A fare le spese di questa decisione non sarebbe solo il territorio silvo-pastorale che subirebbe la perdita dei suoi operatori ma lo stesso personale che non verrebbe redistribuito nella regione e non avrebbe nuove destinazioni per almeno 10 anni.

«Questa riduzione del corpo forestale in Abruzzo è in contro tendenza», spiega Laganà riferendosi al fatto che alla riduzione del corpo forestale corrisponde, invece, un aumento delle unità di altre forze di polizia e vigili del fuoco. Ampliamento dovuto alla ricostruzione post sisma a L’Aquila e alla necessità di controllare le conseguenti infiltrazioni malavitose sul territorio.

Di diverso avviso l’Ugl che con il segretario nazionale, Danilo Scipio dice:«stanno montando inutili e strumentali polemiche sulla razionalizzazione delle strutture del Corpo forestale dello Stato, create ad arte da chi fa dell’interesse personale il suo credo, veicolate da politici e amministratori locali che pensano solo al proprio orticello elettorale anziche’ avere a cuore il bene comune del paese. a dichiararlo e’ danilo scipio, segretario nazionale dell’ugl – corpo forestale dello stato».

«L’esiguità dell’organico, che ammonta a poco più di 8.700 unità», sostiene l’Ugl, «impone delle scelte ponderate riguardo alle strutture da mantenere operative, quelle da accorpare e quelle da sopprimere. la forza del corpo forestale dello stato – continua il sindacalista – è la sua capillare presenza soprattutto in ambito rurale e montano e pertanto, laddove si è stati costretti a chiudere strutture, la scelta è stata giocoforza quella di sacrificare gli uffici e far rimanere in vita i comandi stazione».

Come finirà si vedrà.

m.b. 14/06/2011 11.55

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CHIUSURA DEI DISTRETTI FORESTALI NELLA MARSICA. DI PANGRAZIO «PREVALGA IL BUON SENSO»

AVEZZANO. Si chiama piano di riordino forestale ed è un programma di gestione del territorio boschivo nazionale.

Lo stesso che ha stabilito la chiusura dei distretti del Corpo Forestale di Avezzano, Sulmona e Pescasseroli.

Una soluzione che, se attuata, priverebbe l’Abruzzo distretti strategici: quelli della Marsica, Valle Peligna ed Alto Sangro, esautorando di fatto le funzioni ed i compiti svolti dal corpo forestale e creando difficoltà di gestione dei comandi di stazione.

E’ il consigliere regionale Di Pangrazio Pd a sollevare la questione ricordando che «la provincia de L’Aquila già fortemente penalizzata dai tragici eventi sismici del 6 aprile 2009, non può subire questa ulteriore perdita visto che forestalmente parlando ha un’importanza strategica dal punto di vista ambientale, dei boschi, dei pascoli sia per l’intera Regione che a livello nazionale. Così come la città di Avezzano è una città di riferimento per circa 130.000 abitanti con un’estensione territoriale comprendente 37 comuni, quindi troppo importante perché uffici storici di questo tipo vengano azzerati».

Senza contare il fatto, sottolinea Di Pangrazio, «che simili stravolgimenti vengono fatti senza consultare i sindaci dei territori interessati».

Numerosi sono stati i contributi che la Regione Abruzzo ha saputo dare al Paese, dice il consigliere, che fa riferimento alla convenzione stipulata il 14 febbraio 1985 tra il Ministero Agricoltura e Foreste e Regione Abruzzo, ancora oggi vigente.

Un accordo che indica i criteri e le misure da adottare nel caso di incendi boschivi  come prevenzione, avvistamento, spegnimento sia aereo che a terra,  estinzione, rilievi e misurazioni su aree incendiate e l’ utilizzo fondi da usare per migliorie boschive.

Così come  rientrano nel patto le modalità di taglio boschi e piante, estrazioni, caccia, pesca e l’individuazione di zone sottoposte a vincolo idrogeologico.

«Speriamo prevalga  il buon senso e che i distretti forestali non vengano chiusi, anzi potenziati con maggiori funzioni e compiti», è l’auspicio di Di Pangrazio che cede la parola ai sindaci perché si attivino per evitare questo strappo.

Un primo passo in tal senso è stato fatto dal Comune di Avezzano che si è già mosso e il 20 maggio scorso approvando una risoluzione urgente che conferisce al sindaco tutti i poteri per salvare il distretto forestale di Avezzano.

«Con tempismo», ha spiegato l'assessore Mauro Febbo, «e su una questione che ritengo assai delicata, mi sono attivato per informarmi e cercare di fare chiarezza sul futuro delle sedi della Forestale. A dimostrazione di quanto fatto in questo periodo e del rapporto di fiducia che esiste tra l'Ente Regione e il Corpo Forestale c'è la lettera che ho inviato al Comandante Cesare Patrone in data 31 maggio 2011, a seguito della quale c'è stato un primo e proficuo incontro in data 8 giugno 2011. Al momento sono in attesa di organizzarne un altro in occasione del quale ribadiremo la nostra volontà di fare tutto il possibile affinché si possa continuare a lavorare in sinergia con il Corpo che proprio grazie alla sua capillare presenza sul territorio può dare un supporto fondamentale all'ente regionale. Volevo quindi tranquillizzare Di Pangrazio che la Direzione Politiche agricole della Regione Abruzzo è molto attenta a queste problematiche che restano una priorità nella nostra agenda. Posso già anticipare che nessun posto di lavoro sarà perso ma anzi ci sarà un incremento nell'organico e questo credo sia un punto a favore delle Regione».

14/06/2011 9.57