Sanitopoli, condanna a 4 anni per Anello. Assolti Pace e Trozzi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

10505

Sanitopoli, condanna a 4 anni per Anello. Assolti Pace e Trozzi
PESCARA. E' arrivata alle 16 la sentenza nell'ambito del rito abbreviato del filone Sanitopoli per i tre imputati.

Per Pietro Anello è arrivata una condanna di 4 anni. Assolti invece l'ex presidente della Regione Giovanni Pace e l'ex presidente della Fira, Vincenzo Trozzi che esattamente una settimana fa aveva portato a casa un'altra assoluzione nell'ambito del processo Fira.

Pace e Trozzi dovevano rispondere di associazione per delinquere, concussione e tentata concussione; Anello di associazione per delinquere, abuso in atti d'ufficio, concorso in truffa e corruzione. Per Pace e Anello la Procura aveva già chiesto quattro anni di reclusione, mentre per Trozzi tre anni e sei mesi.

a.b. 13/06/2011 16.08

PACE: «FINISCE UN INCUBO»

Una giornata intensa che non dimenticheranno molto facilmente: la mattina lunga ed estenuante, il pomeriggio di trepidazione e sudori freddi.

L’ex governatore Giovanni Pace ed il cognato Vincenzo Trozzi sono stati assolti in pieno dalle accuse loro mosse dalla procura di Pescara nell’ambito del procedimento meglio noto come Sanitopoli.

Si trattava del rito abbreviato chiesto dagli imputati. Attenti anche il pool di magistrati composto da Giampiero Di Florio, Giuseppe Bellelli e Nicola Trifuoggi.

La sentenza letta dal gup Angelo Zaccagnini ha fatto tremare le gambe ai due imputati che hanno ascoltato in piedi la lettura del provvedimento per l'avvocato Pietro Anello, consulente della Fira ai tempi della prima cartolarizzazione.

«Il tribunale condanna a 4 anni Pietro Anello»… ha detto quasi subito il giudice intorno alle 15.50. Uno sguardo fugace a Pace e Trozzi: quasi una smorfia all’unisono, un ghigno di paura per il significato che la cosa poteva avere su di loro.

 Impassibile e fronte lucida invece per Anello che non ha dato il proprio consenso per essere ripreso in aula da fotografi e giornalisti.

Alla fine la sentenza che pare durissima per l’ex consulente speciale della Fira voluto da Masciarelli per avviare il processo delle cartolarizzazioni è sembrata ancora più dura e da digerire non tanto per l’interdizione dai pubblici uffici, quanto per l’anticipo dei danni da liquidare alle parti civili nell’ordine di 250mila euro cadauna. Una cifra enorme evidentemente commisurata ai danni prodotti.

Fuga per Anello dopo la lettura della sentenza, salti di gioia e abbracci dopo la pronuncia per ben due volte della parola «assolve» per Pace e Trozzi che si sono stretti intorno all’avvocato Massimo Cirulli che già era riuscito a strappare un ottimo risultato per Trozzi per l’altro insidioso processo della Fira.

Anche oggi lacrime e sospiri di sollievo. Lacrime, pianti e telefonate immediate dei parenti e delle figlie dell’ex governatore. «Finisce un incubo», ha detto Pace, «volevo uscire pulito e a testa alta:  ci sono riuscito e sono felice per quello che è successo».

Assoluzione piena per non aver commesso il fatto, dunque, per le accuse di associazione a delinquere.

Assoluzione perché il fatto non sussiste, invece, per l’altro episodio contestato ai due imputati (insieme a Giancarlo Masciarelli): il reato di concussione tentata in concorso perchè «dopo l’approvazione della delibera di giunta regionale 1281 del 14 dicembre 2004 relativa alla prima cartolarizzazione dei debiti hanno costretto e indotto Angelini a promettere e corrispondere la somma di € 100.000».

Anche in questo caso il giudice non ha creduto ad Angelini per cui ritiene non sussistere il fatto contestato.

 «PIETRO ANELLO COLPEVOLE» 

Il gup Zaccagnini ha sentenziato prima di tutto che una associazione a delinquere (la prima relativa al centrodestra) c’è stata ed ha prodotto danni. Contestualmente però ha sancito la non appartenenza di Pace e Trozzi a questa associazione.

Anello è stato dunque condannato per associazione a delinquere, abuso d’ufficio e truffa aggravata e gli sono state concesse le attenuanti generiche ritenute equivalenti alle aggravanti. Per l’indulto la pena è stata inoltre condonata nei limiti dei tre anni.

L’interdizione  dai pubblici uffici, invece, avrà la durata di 5 anni, interdetto dall’esercizio della professione di avvocato per la durata di un anno e giudicato «incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di un anno».

Come detto poi la condanna pesante a 1.250.000 in favore delle 5 parti civili (Regione, e le quattro Asl), cifra che sarebbe soltanto l’anticipo del danno che invece sarà eventualmente liquidato in sede di rito normale e all’atto della sentenza di primo grado per il processo di Sanitopoli. Altri 100mila euro sono inoltre la condanna alle spese di giudizio e onorari per le parti civili.

Anello è stato inoltre assolto dal reato di corruzione perchè il fatto non sussiste. Si trattava della richiesta avanzata ad Angelini di versare la somma di 250mila euro affinchè Villa Pini fosse inserita nella lista dei crediti da cartolarizzare.

Una accusa ripetuta da Angelini anche nell’incidente probatorio ma che evidentemente non è stata ritenuta valida dal giudice.

«Comunque soddisfatti», ha detto il procuratore Nicola Trifuoggi, «poiché la condanna di Anello rispecchia quanto prospettato. Inoltre il giudice ha certificato la prima associazione a delinquere anche se ha stabilito che Pace e Trozzi non vi facessero parte. L’impianto accusatorio resta in piedi».

Alessandro Biancardi  13/06/2011 16.52 

*IL RUOLO DI PETRO ANELLO