Anaao-Assomed: «difendiamo gli ospedali pubblici contro i censori dell’ultima ora»

Alessandro Biancardi

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Anaao-Assomed: «difendiamo gli ospedali pubblici contro i censori dell’ultima ora»
ABRUZZO. «Le sentenze sfavorevoli a Chiodi sulla sanità e le polemiche degli imprenditori delle Cliniche private sulla mobilità passiva, rischiano di offuscare il ruolo degli ospedali pubblici e di chi ci lavora, che invece vanno difesi».

Filippo Gianfelice, segretario regionale Anaao-Assomed (sindacato dei medici ospedalieri) scende in campo contro «i censori dell’ultima ora e contro chi vuol gettare discredito sui nostri ospedali, che invece sono molto apprezzati dai cittadini». «Per onestà intellettuale – precisa Gianfelice, raggiunto telefonicamente – debbo valutare un pò irrituale il fatto che chi opera nel mondo profit delle cliniche parli della mobilità passiva come del male maggiore. Di fatto sappiamo che a spostarsi in altre regioni sono soprattutto pazienti con patologie di bassa gravità (con un termine tecnico quelle con peso inferiore a 0.5) che troverebbero la loro soddisfazione benissimo nella nostra regione e che spesso si muovono trasportati da autobus, magari ingaggiati da chi ben conosce il valore dei Drg intra ed extraregionali». Secondo il segretario regionale Anaao si deve sempre far riferimento alla storia recente della sanità abruzzese, «quando un arrembante privato accreditato ha occupato, senza alcun controllo e con la tutela di qualche politico compiacente, settori della sanità abruzzese, con l’unico scopo di trarre profitto e facile arricchimento, concorrendo alla realizzazione dell’immenso debito accumulato. Così ha dimenticato di fatto e completamente quella funzione di complementarietà propria del privato nei confronti della sanità pubblica, gravata da incombenze oltremodo necessarie (pronti soccorso, rianimazioni, eccetera)».

 L’origine di tutti i mali della nostra sanità, secondo Gianfelice, sta nel pagamento a Drg delle prestazioni sanitarie dei privati (cioè a rimborsi fissi per patologia: tot un’appendicite, tot una protesi dell’anca ecc) il che ha moltiplicato ricoveri e prestazioni delle cliniche, mentre gli ospedali venivano pagati a quota capitaria, cioè sempre la stessa cifra rapportata agli abitanti del territorio.

«Mentre i medici pubblici (ospedalieri o in convenzione) stringono la cinta in tanti modi, i tetti di spesa delle Cliniche non sono poi così bassi – continua il segretario Anaao – si tratta di riscoprire il ruolo complementare della sanità privata. In una regione sottoposta a Piano di rientro tutti devo partecipare all’azione di risanamento». Visto che il Programma operativo Chiodi-Baraldi sta collezionando sconfitte giudiziarie, non sarebbe il caso che si attuasse finalmente il Piano di rientro dai debiti dell’ex assessore Mazzocca, sempre ricordato nelle sentenze?

«Io lo conosco bene quel Piano e l’ho anche criticato per la sua rigidità – ricorda Gianfelice – l’unico meccanismo che metteva in campo per risparmiare era il blocco delle assunzioni, quindi ribaltava sul personale l’obbligo del risparmio. Con il Piano della Baraldi avviene esattamente il contrario: noi medici stringiamo la cinta, ma sblocchiamo le assunzioni. Dirò di più: l’Anaao ha ottenuto anche lo sblocco per le assunzioni dei precari, medici e infermieri. Per il 2011-2012 sarà possibile la copertura all’80% del turnover, cosa che non è stata concessa a nessuna regione». Vede rosa per il futuro della sanità abruzzese?

«L’azione del commissario Chiodi è meritoria, se si considerano i risultati raggiunti sul piano del bilancio economico 2010 – conclude il segretario regionale Anaao – per il futuro vedo che l’ospedale pubblico si è riappropriato di una centralità che fa ben sperare».

Sebastiano Calella  11/06/2011 9.42