Spese e tagli della Regione, e alla fine arriva «il colpo mortale di Chiodi sul web»

Alessandro Biancardi

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Spese e tagli della Regione, e alla fine arriva «il colpo mortale di Chiodi sul web»
ABRUZZO. I tagli ai costi si abbattono anche sulla editoria ed ai contributi che la Regione fornisce in via indiretta ai mass media.

Da più di un decennio la Regione stipula accordi con le agenzie di stampa per avere un certo numero di chiavi (password) che consentono ad un certo numero di televisioni, quotidiani, periodici e testate on line di usufruire di un accesso ad alcune agenzie come l'Ansa e l'Agi (quest'ultima fino allo scorso anno).

Ma Chiodi il commercialista si è accorto che le risorse da destinare a questo servizio sono molto meno e dunque bisogna tagliare. Invece di mettere, però, a bando il numero ridotto di chiavi di accesso si esclude un settore ben preciso: il web, cioè il settore in maggiore espansione persino nell’''arretrato'' Abruzzo.

Il bando pubblicato sul Bura ordinario n. 37 dell'8 giugno 2011 parla chiaro e parla di domande da inviare entro e non oltre il 23 giugno.

Possono partecipare periodici ma non quotidiani distribuiti in edicola, tv e altre testate che producono qualcosa, l’importante è che non sia soltanto on line.

L’evoluzione di Chiodi e l’amore per l’informazione on line si infrange in un passo falso che sa molto di discriminazione.

Una discriminazione si crea per forza di cose: intanto le testate on line dovranno, se vorranno e potranno, acquistare con i propri mezzi il servizio di agenzie (e questo già crea una disparità rispetto ai concorrenti) ma l’incredibile è che se ho una televisione posso partecipare al bando e ricevere gratis il servizio e poi posso utilizzarlo anche per il sito internet della tv. In realtà la Regione, in teoria, lo vieta ma contestare l'utilizzo delle agenzie, di fatto, è cosa davvero ostica se non impossibile.

Sta di fatto che gli oltre 30 quotidiani e periodici on line (stima approssimativa ed in continuo aumento) non potranno nemmeno concorrere.

Senza dire che il bando è anche lacunoso sui criteri di assegnazione che potevano essere tali quando si era in presenza di un esiguo numero di testate ma oggi…  

Impietoso il commento di Carlo Costantini, capogruppo Idv,

«Decine di operatori, spesso anche semplici volontari, che garantiscono l'informazione libera in un paese che Reportes sans Frontiéres colloca tra il 40° ed il 50° posto in tema di libertà di stampa, dopo Cile e Corea del Sud», dice Costantini, «saranno costretti a pagare di tasca propria alcune migliaia di euro l'anno, se vorranno ottenere (o continuare ad ottenere) il servizio di ricezione delle agenzie di stampa».

«La verità fa paura a Chiodi e la rete», dice Costantini, «a differenza delle televisioni e delle testate giornalistiche alimentate periodicamente a "marchette", che funzionano come veri e propri juke box, dove metti i soldi e ti cantano la canzone che desideri - non fa sconti a nessuno, nel bene e nel male».

«L'Italia dei Valori - chiude Costantini - metterà in campo ogni azione, dentro e fuori le istituzioni, per assicurare che questa opportunità - quella di ricevere le agenzie di stampa - venga assicurata a chiunque faccia informazione libera e, quindi, primi tra tutti, ai giornali on line ed alle testate web».

La Regione oltre che motivare coni soliti problemi di budget parla anche di richieste avanzate dalle stesse agenzie di stampa che avrebbero lamentato una sorta di “concorrenza sleale” operata dai siti on line. Un problema che se fosse vero andrebbe quanto meno discusso ma in sedi molto più ampie perché se infatti il problema è la concorrenza sleale allora le agenzie non dovrebbero vendere il servizio a nessuna testata on line che potrebbe comunque essere “sleale” ma pagando il canone alle agenzie.

Questa nuova trovata è una ulteriore conferma di come -da questo punto di vista- Chiodi sia uguale al predecessore Del Turco che nemmeno si curava di un fenomeno, l’informazione sul web, che gli stava esplodendo sotto il naso.

09/06/2011 18.04