Pierangeli (Aiop):«La sentenza contro le cliniche per la Regione è vittoria di Pirro»

Alessandro Biancardi

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   Pierangeli (Aiop):«La sentenza contro le cliniche per la Regione è vittoria di Pirro»
ABRUZZO. «Ma quale trionfalismo…, forse il presidente Chiodi non ha ben riflettuto: la sentenza del Consiglio di Stato contro le cliniche e favorevole alla Regione, è una vittoria di Pirro».

Luigi Pierangeli, presidente regionale Aiop (l’associazione dell’ospedalità privata) definisce «del tutto fuori luogo, fuorviante e poco rispettosa dell’intelligenza dei cittadini abruzzesi» l’esultanza di Chiodi per la sentenza sui tetti di spesa per le cliniche che ha dato ragione all’ex commissario alla sanità Gino Redigolo.

«C’è poco da gioire – continua Pierangeli – il 2008 costerà salato alle casse regionali, perché la Regione dovrà comunque pagare le prestazioni effettuate dai privati: la sentenza parla infatti di soluzioni transattive, peraltro già previste dal commissario Redigolo e discusse anche nell’ultima udienza pubblica. Ci sono poi gli interessi maturati. Se aggiungiamo il peso crescente ed insostenibile della mobilità passiva regionale – e su questo Chiodi ha ben ragione di tacere - forse non guastava una maggiore sobrietà nel festeggiare».

Chiodi euforico per la sentenza sembra essersi liberato  e sollevato visto che aveva scommesso tutta la sua credibilità sull’affidamento ad un legale di sua fiducia per questo ricorso che l’avvocatura regionale aveva sconsigliato di fare. Quindi Chiodi ha vinto la sua scommessa privata e di questo gli va dato atto. La delibera del 5 novembre 2008 sui tetti di spesa è stata ritenuta corretta e non tardiva a causa di tutti i fatti giudiziari accaduti in quell’anno, proprio «quelle vicende di rilievo penale che hanno riguardato la sanità abruzzese non sono prive di rilevanza – sostiene l’Aiop – perché se venisse accertato un mutamento dei presupposti su cui si basa la delibera commissariale, l’amministrazione potrebbe vedersi indotta ad esercitare i propri poteri di autotutela, come peraltro si legge anche in sentenza. Un’evenienza per nulla ipotetica, visto quanto è emerso nell’attività del Gruppo Villa Pini».

«Peraltro – conclude Luigi Pierangeli - lo sforamento del tetto di spesa complessivo per le prestazioni regionali è stato contenuto nella misura del 5%, secondo i dati del commissario, per cui le roboanti cifre sbandierate in proposito dalla Regione sono del tutto fantasiose. C’è invece una responsabilità del commissario, che invece preferisce andare incontro a maggiori oneri di spesa pur di non rinunciare alle sue esternazioni puramente propagandistiche».

 DA GUARDIAGRELE:«FACCIA PURE RICORSO PER FAR CHIUDERE L’OSPEDALE, AVRÀ TORTO».

Tutto politico invece il commento dell’ex senatore Angelo Orlando, Rifondazione comunista, e capitano della squadra di Guardiagrele che con i suoi successi al Tar ed al Consiglio di Stato ha messo in crisi il Programma operativo che ha saccheggiato la sanità abruzzese. «Il presidente Chiodi, travolto dall'entusiasmo per le sentenze del Consiglio di Stato che annullano le sentenze del Tar Abruzzo favorevoli ai privati, su Facebook si scatena in proclami: “e ora sotto con Guardiagrele e Casoli.” Farebbe bene, però, a leggerle attentamente queste sentenze: scoprirebbe che non hanno dato ragione a lui o al Commissario Gino Redigolo, bensì - udite, udite - all’assessore Bernardo Mazzocca. Mentre a proposito del contestato presunto ritardo del tetto di spesa 2008, alle cliniche ha detto con chiarezza: chi è causa del suo mal pianga se stesso».

 Ma c’è di più: Angelo Orlando, che è stato anche presidente della commissione bilancio alla Regione, lancia una sfida vera e propria a Chiodi: «quanto poi all’orgasmo da appello contro le sentenze che riguardano Guardiagrele e Casoli – conclude – il presidente ricordi che è dal Consiglio di Stato e dalla Corte Costituzionale che nascono i presupposti di quelle sentenze che hanno salvato i piccoli ospedali. Quindi avrà torto. Vada pure avanti, così il CdS potrà leggere le motivazioni aggiunte dal nostro avvocato Simone Dal Pozzo che smonta non solo la parte relativa ai due ospedali, ma tutto il Programma Operativo 2010. Infatti la sua riforma sanitaria è basata sul presupposto del doppio illegittimo intervento Stato-Regione: da una parte sono state sospese le aziendalizzazioni degli ospedali universitari, previste per legge, dall’altra sono state istituite quattro Asl provinciali in modo diverso da quello previsto nella legge».

Sebastiano Calella  09/06/2011 8.57