Pdl diserta anche il Consiglio straordinario dopo l'arresto di Venturoni

Alessandro Biancardi

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CHIODI E PAGANO

CHIODI E PAGANO

L'AQUILA. Centrodestra assente questa mattina in Consiglio regionale dopo l'arresto dell'assessore Venturoni. E la maggioranza replica anche nel pomeriggio. Stati show: «oggi dovevamo chiarire»

 

E così dopo l'interruzione di ieri dell'assemblea, a causa dell'invasione degli aquilani, nuova pagina disastrosa per il Consiglio regionale: manca il numero legale, tutti a casa. Alla trasparenza e alle spiegazioni meglio il silenzio. Meglio far acquietare le acque.

 Alle 15 dovrebbe tenersi il Consiglio straordinario sulla Ricostruzione e Abruzzo Engineering ma pare che anche questa spinosa discussione non si terrà.

Ad inizio seduta, alle 12.10, il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante (unico della maggioranza presente) ha chiesto al vice presidente De Matteis (era assente anche Pagano) la verifica del numero legale.

Proteste da parte del consigliere dell'Idv, Cesare D'Alessandro: «è una richiesta inusuale», ha tuonato. «Giuliante dovrebbe dirci perchè Chiodi non è qui dopo che hanno arrestato Venturoni, spiegarci le motivazioni politiche e dovrebbe dare delle indicazioni, dirci almeno se lui e la sua maggioranza verrà in aula a darci una spiegazione politica sui fatti gravissimi».

Sulla stessa linea anche il consigliere di Rifondazione, Maurizio Acerbo: «è molto umiliante per l'istituzione regionale che il Pdl non sia qui a spiegarci cosa hanno combinato i loro uomini. E' una pagina di antipolitica. Ieri», ha proseguito Acerbo, «si è tenuta in questa aula la festa della democrazia con i cittadini venuti a rivendicare il diritto alla legalità costituzionale e chiedere alla Regione di pronunciarsi contro la nomina di un condannato. Oggi la maggioranza non si presenta», ha continuato l'esponente di Rifondazione, «e la macchina da guerra che fino a ieri era baldanzosa si è sciolta come neve al sole, come le balle raccontate in questi due anni».

«E' indecoroso per la politica se la risposta agli eventi che si stanno consumando sarà la chiusura della massima assemblea», ha chiuso Acerbo. Poco dopo si è proceduto alla votazione. Mancanza di numero legale, tutti a casa. «State strozzando il dibattito», ha gridato il consigliere Saia (Pdci) dai banchi.

Nuovo appuntamento alle 15. Se la maggioranza farà la grazia di presentarsi in aula e rispondere alle mille domande che ora, dopo l’inchiesta sui rifiuti, aumentano sempre più.

22/09/2010 12.36

SALTA ANCHE IL CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO

Doveva essere il Consiglio delle risposte ma nulla di fatto: come ampiamente previsto anche la seduta straordinaria per affrontare la questione di Abruzzo Engineering è salata per mancanza del numero legale. Ad andare in scena lo stesso copione di questa mattina. In apertura, alle 15, il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, ha chiesto la verifica del numero legale.

«Non mi sorprende la richiesta di Giuliante», ha replicato il consigliere del Pd, Camillo D'Alessandro, «che sta qui ad assumersi le assenze ingiustificate di una maggioranza che dimostra oggi di non avere la serenità di poter affrontare un confronto e un dibattito che avrebbe riguardato fatti non certo oggetto della cronaca di oggi ma quella di ieri».

«Oggi», ha proseguito D'Alessandro, «noi volevamo chiarire e porre delle domande all’assessore Stati e al presidente Chiodi e dagli interventi sarebbe uscito fuori qualche informazione utile all’Abruzzo. Non c’è un motivo per cui oggi non venite in aula e lo dico con la consapevolezza del momento. Oggi dovreste dimostrare che questa maggioranza può andare avanti. Proprio oggi, con le difficoltà, bisognerebbe dimostrare la tenuta». A prendere la parola è stata poi la consigliera Daniela Stati, ex assessore, oggi passata nel gruppo misto. E il suo è stato un intervento fiume, uno sfogo in piena regola, nel quale non sono mancate frecciate alla sua coalizione e a Berlusconi: «batti un colpo, sei sparito, tu riconosci Abruzzo Engineering in house ed io ho avuto una famiglia arrestata perché avrei istigato Chiodi che avrebbe istigato Berlusconi».

«Oggi ci doveva essere una maggioranza qui a chiarire», ha detto. «Non ho mai dato soldi, non ho mai fatto una nomina. Ho sentito Chiodi che dice di sentirsi un cinghiale», in riferimento alle ultime voci su presunti arresti, «gli è arrivata massima solidarietà». «Io ho una colpa», ha aggiunto, «ho ascoltato Chiodi quando dentro la giunta disse che AE ''è in house e preoccupiamoci di farla lavorare''. Mai a nessuno», ha proseguito, «auguro di essere lasciato solo in un momento di difficoltà. Sono fiduciosa nella magistratura di Pescara ma appena chiuse le indagini i famosi gazebo di Berlusconi li utilizzerò anche io, ma per far vedere gli atti e per capire perché una intera famiglia arrestata». «La mia aula saranno le piazze», ha proseguito. «Adesso ho la rabbia ed il desiderio di parlare, avremo tempo di farlo».

Si è poi proceduto al voto. Appena 17 i presenti. Maggioranza assente. Seduta sciolta.

22/09/10 15.40

GLI AQUILANI PROTESTANO: «NOSTRE FEDINE PENALI SONO PULITE»

Si fanno sentire anche oggi gli aquilani davanti a Palazzo dell'Emiciclo. Tanta la rabbia per la seduta odierna, saltata a causa della mancanza del numero legale, e per le accuse rivolte loro ieri dalla maggioranza che li aveva dipinti come «violenti» organizzatori di un «attacco squadrista». Anna Lucia Bonanni, ha ribadito a nome di un centinaio di partecipanti alla manifestazione di protesta la richiesta di revoca dell'ordinanza che nomina Antonio Cicchetti quale nuovo vice commissario alla ricostruzione.

«Abbiamo fedine penali pulite, lo stesso non possono dire altri che sono condannati, alcuni per mafia, e siedono in Parlamento, non accettiamo questo ribaltamento di valori». Un gruppo di rappresentanti dei comitati dei cittadini presidierà anche la seduta del Consiglio comunale che si svolgerà domani e poi quella del Consiglio regionale di martedì prossimo. Durante il sit-in è intervenuto anche il capogruppo del Prc in Consiglio regionale, Maurizio Acerbo, il quale ha definito «scandalosa la reazione delle istituzioni che mandano le forze dell'ordine quando il loro dovere sarebbe confrontarsi con i cittadini». 22/09/10 17.23