Referendum, pochi giorni al voto, l'Abruzzo si mobilita

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Continuano le iniziative in tutta la regione in occasione del Referendum del 12 e 13 giugno prossimo.

ABRUZZO. Continuano le iniziative in tutta la regione in occasione del Referendum del 12 e 13 giugno prossimo.

A scatenare la fantasia dei promotori sono soprattutto i due quesiti sull'acqua pubblica. Ieri pomeriggio a Chieti c'è stato un pacifico blitz del comitato “2 Sì per l'acqua bene comune Chieti” che si è presentato con l'intero direttivo (portavoce Emanuele Crescenzi; componenti Nicoletta Di Francesco del Wwf, Daniele Mario Colantonio di Legambiente, Mara Miccoli e Luciano Di Tizio) in Consiglio comunale.

Il Comitato ha consegnato una “letterona” al sindaco Umberto Di Primio per invitarlo ad aderire alla campagna referendaria e a dare seguito alle deliberazioni in tal senso già approvate dal Consiglio comunale e agli impegni assunti a suo tempo in campagna elettorale.

A tutti i membri di giunta e ai consiglieri comunali sono state regalate spillette con il simbolo della campagna referendaria e tutti sono stati invitati a recarsi alle urne il 12 e il 13 giugno prossimo a difesa dell'acqua bene comune.

A Vasto, Pescara, Avezzano, Nereto, Tortoreto Lido e e Sant'Egidio alla Vibrata è entrata ''in azione'', invece, Casa Pound. Nelle fontane pubbliche sono stati lanciati volantini raffiguranti unghie nere su una mano che dovrebbe essere quella, curata, di un manager, con tanto di camicia dal polsino inamidato e giacca blu.

«L'acqua è per definizione un bene pubblico, che, proprio perché appartiene a tutti, deve necessariamente essere sganciato dalle logiche del mercato e del profitto – sottolinea Paolo Blandini (portavoce di CasaPound Italia Avezzano) - Svenderla ai privati non solo non rappresenta una soluzione ai problemi di mala gestione, ma è eticamente sbagliato e dunque inaccettabile. Per questo l'invito di CasaPound Italia è a votare due sì convinti a entrambi i quesiti sull'acqua pubblica in occasione del referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno».

Ha scelto, invece, toni più moderati l'associazione civica Porta Nuova  di Vasto: «nella nostra zona, nell'ultimo decennio la gestione dei servizi pubblici locali è stata pubblica solo di nome.  

Secondo gli ultimi –e unici- dati ufficiali esistenti (risalenti al 1999), nell'Ato di Lanciano-Vasto circa il 51% delle tubazioni avevano, allora, un'età maggiore ai 40 anni; le perdite ammontavano al 59,1% sull'immesso in rete, e quindi al 144% dell'erogato effettivo, uno dato tra i peggiori in Italia; nonostante la presenza di sorgenti copiose ed abbondanti, le interruzioni nell'erogazione interessavano “in maniera sistematica” (e senza preavviso) il 78% della popolazione».

«Di fronte a un servizio di qualità così bassa», continua l'associazione, «la gestione publica è rimasta, per un decennio, pressoché inerte, disattendendo tutte le previsioni di piano (il cosiddetto Piano d'Ambito) che essa stessa si era data. Così la situazione è peggiorata ulteriormente. La gestione pubblica del servizio idrico, pubblica di nome, è stata di fatto appaltata ai partiti: spesso quegli stessi che, dopo aver lungamente occupato i CdA, si dimostrano oggi, a chiacchiere, così zelanti sostenitori del servizio pubblico».

Intanto a Sulmona il Comitato Acqua Bene Comune Sulmona ed i Comitati Cittadini per l'Ambiente di Sulmona hanno convocato per venerdì prossimo dalle ore 18.00 alle ore 20.00 una manifestazione territoriale di chiusura della campagna referendaria in Piazza XX Settembre.

Dal palco di Piazza XX Settembre verranno lette testimonianze, appelli, poesie sulle battaglie per l'acqua pubblica e contro il nucleare. Ci sarà anche musica. L'iniziativa si chiuderà con i comizi sui quesiti referendari.

07/06/2011 10.42

* COME E COSA SI VOTA