Asta SanStefar: vince Petruzzi con 8 milioni. Maristella: gara annullata

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un finale da thrilling per la giornata delle aste di SanStefar e Maristella, le società di riabilitazione dell’ex Gruppo Villa Pini.

Nel pomeriggio il Policlinico Abano terme ha acquistato il SanStefar con un'offerta da 8 milioni, in mattinata l'asta per Maristella è stata sospesa.

Nel pomeriggio c'è stato un vero corpo a corpo tra il Policlinico Abano terme di Nicola Petruzzi e Neuromed, una partita di poker con rilanci mozzafiato da un minuto di tempo per passare o per vedere le carte. In mattinata, come detto, lo scontro con il Gruppo Malzoni-Neuromed era finito in parità, o meglio con un “no contest”, per l'annullamento dell'asta per Maristella.

La partita pomeridiana era iniziata in sordina nello studio del notaio Alfredo Pretaroli, che alle 15 ha invitato i due concorrenti ad accomodarsi nel suo studio, dove intanto era sopraggiunto anche il curatore fallimentare Giuseppina Ivone. Come noto, il gruppo Malzoni-Neuromed si era aggiudicato l'asta del 28 aprile con 5,5 milioni, ma Petruzzi aveva fatto riaprire la gara offrendo il 10% in più, cioè quasi 6,1 milioni. Il primo rilancio è stato del Gruppo Malzoni con 6,2 milioni. Petruzzi (in realtà erano presenti l'Ad Gabriele Manfreda, il direttore Paolo Argenti e Luca Corneli De Vincentiis) ha rilanciato a 6,5, Malzoni a 6,6, Petruzzi a 7 e così via, con rilanci del Policlinico Abano terme da 500 mila euro e da 100 mila per Malzoni-Neuromed. Quando da 7,5 milioni, Petruzzi ha rilanciato ad 8, l'asta si è conclusa con il getto della spugna del concorrente per il quale – così ha commentato l'Ad Raffaele Ianuale subito dopo la gara – «quella cifra è un prezzo fuori mercato».

 Diverso e soddisfatto il commento di Gabriele Manfreda, Ad del gruppo che ha vinto:«Noi eravamo determinati e volevamo vincere ad ogni costo. Sia la prima offerta che ha fatto riaprire l'asta, sia quelle di oggi non sono rilanci leggeri, proprio a testimonianza della volontà del nostro gruppo di aggregare il personale e di valorizzare le professionalità esistenti nel SanStefar, oltre che di difendere il territorio dall'ingresso di altri operatori».

 Ora non resta che l'accordo con i sindacati (Carmine Ranieri, Angela Scottu e Andrea Gagliardi, Cgil, sono stati presenti mattina e pomeriggio) e la firma del contratto, anche se le prime impressioni dei sindacalisti sono state di apprezzamento per la volontà dimostrata da Petruzzi di acquistare il SanStefar addirittura ad un prezzo leggermente superiore alla prima base d'asta che era di poco inferiore agli 8 milioni.

NAUFRAGA LA VENDITA DI MARISTELLA PER ORA

In mattinata, come detto, l'asta per il Maristella è stata annullata perché il sindaco di Chieti ha sospeso alla società l'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria. Si tratta di un atto dovuto di Umberto Di Primio, dopo che la Asl gli ha comunicato che la struttura – che opera all'interno di Villa Pini - non aveva più i requisiti minimi per l'accreditamento. Due erano le offerte (Neuromed e Petruzzi) pervenute entro le ore 11 al notaio Alfredo Pretaroli, ma alle 11,30 - cioè l'orario di apertura delle buste – il curatore fallimentare Giuseppina Ivone ha dovuto comunicare che brevi manu, pochi minuti prima dell'asta, aveva ricevuto la notizia della revoca dell'autorizzazione. Di comune accordo, i due concorrenti hanno perciò deciso di soprassedere alla gara e forse se ne riparlerà con una nuova asta a fine di luglio.

Il colpo di scena ha provocato qualche stupore sia per i tempi con cui il blocco da parte del sindaco è stato comunicato, sia perché sembra che l'atto della Asl non sia quello definitivo per la certificazione della mancanza dei requisiti minimi, strutturali e gestionali, ma sia invece un atto intermedio che poteva sicuramente essere comunicato molto prima. Fatto è che venerdì Di Primio riceve la comunicazione della Asl, poi passano sabato e domenica con gli uffici chiusi, stamattina la comunicazione del sindaco al presidente del Tribunale, Geremia Spiniello, ed al giudice fallimentare Adolfo Ceccarini. Telefonata rapida al curatore e consegna della lettera pochi minuti prima dell'asta. Di qui la decisione di annullare l'asta e di informare di nuovo il giudice fallimentare. Resta così in sospeso il destino di Maristella (circa 3 milioni di budget) che opera nel campo della riabilitazione dei malati in regime di ricovero, seminterrati, ambulatoriale e domiciliare. In particolare i malati ricoverati al Maristella sono quelli con le patologie più invalidanti. Come resta in sospeso il destino di quei dipendenti che sapevano, come tutti da tempo, le difficoltà del Maristella e che si sono sorpresi a veder attivare oggi questo ostacolo burocratico che ricorda lo stesso comportamento del sindaco di Ripa Teatina per l'Azienda agricola. Cioè mettere in primo piano la burocrazia e trascurare il resto. Sembra infatti che fin dai tempi della vecchia gestione (come ha confermato Enzo Angelini) sia stato presentato il crono programma per la messa a norma, inviandone comunicazione alla Regione, al Comune e alla Asl secondo la legge 32. Dunque per il SanStefar che si è sbloccato, un percorso ad ostacoli per il Maristella e molta carne al fuoco per le dietrologie sul comportamento della Asl e del sindaco di Chieti. Cioè per scoprire quale può essere la regìa che ha portato alla sospensione dell'asta, con tutto quello che potrebbe significare per la revoca degli accreditamenti regionali o per un'ipotesi di turbativa d'asta. Quasi un ritorno dei fantasmi del tempo di Angelini, quando ha preso corpo l'assalto a Villa Pini. Come si sa, a volte ritornano.

Sebastiano Calella  06/06/2011 18.02

MARISTELLA E' COMUNQUE VENDIBILE

Il documento della Asl su Maristella come detto era solo “intermedio”. Tale documento ha indotto il sindaco di Chieti a segnalare alcune criticità della struttura ai fini dell'autorizzazione all'attività sanitaria ed in pratica segnala solo alcuni lavori da eseguire. In proposito esiste un crono programma di interventi i quali serviranno a sanare in tempi brevissimi la anomalie riscontrate e potranno consentire così la vendita all'asta di Maristella.

Il curatore, venuta a conoscenza solo poco prima dell'asta, di questi problemi sollevati dalla Asl e rilanciati dal sindaco di Chieti, li ha comunicati come dovuto ai concorrenti all'asta, i quali di comune accordo hanno deciso di soprassedere alla gara. Nessuna autorizzazione a Maristella per lo svolgimento dell'attività sanitaria è stata dunque revocata. La prossima asta sarà bandita a breve

(s.c.)   07/06/2011 10.51