Forest Oil incontra Bomba. Tra l'azienda e i cittadini è scontro aperto

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3234

I VIDEO. BOMBA. L'impianto per la coltivazione degli idrocarburi sul lago di Bomba sarà «il più grande al mondo» nel suo genere.

E' il dato principale che emerso ieri, a gran sorpresa, nel corso dell'incontro tra i cittadini e la ditta americana Forest Oil.

Un incontro importantissimo sia per la mole di informazioni ricevute che per la consapevolezza dei cittadini che questa battaglia può essere ancora vinta. In quattro ore di spiegazione e dibattito l'attenzione è stata sempre alta: si sono chieste informazioni aggiuntive e non sono mancate proteste e contestazioni come quando il traduttore ha omesso di tradurre un ''we hope'' (noi speriamo) riferito alle emissioni prodotte.

Questa mattina c'è soddisfazione tra blogger e comitati ambientalisti che sentono di aver messo a segno un punto importante.

Lorenzo Luciano sul proprio blog ha riportato tutti i dettagli dell'incontro pubblicando alcuni video con i momenti più esilaranti.

«L'impianto non produrrà emissioni dannose per la salute», riporta sul blog Luciano riferendo quanto detto dagli americani. «L'impianto non produrrà odori e rumori che disturberanno la popolazione. Le concentrazioni in atmosfera saranno circa la metà di quelle che si hanno in cucina quando si tiene acceso il gas. Il progetto ora prevede un nuovo metodo per ridurre le emissioni di H2S. Si è pensato di usare una tecnologia utilizzata per il biogas (lo stesso impianto che hanno fatto vedere agli amministratori locali e regionali durante il viaggio in Olanda - pagato dalla Forest - impianto che trattava le acque reflue di una cartiera)».

«Un metodo naturale - perché basato su batteri - e quindi il più ecologico possibile. Viene allora osservato», continua Luciano, «che gli impianti presenti nel mondo trattano quantità di gas molto inferiori di quelle dell'impianto di Bomba. C'è un attimo di indecisione, e poi pare ce ne siano due nel mondo di dimensioni simili; poi uno solo. E dove sta? Altra indecisione e poi: "Texas". A che distanza dalle case? Silenzio, parlottii. A che distanza dalle case? "Nel deserto". La platea esulta come per un gol allo stadio. Alla fine si scopre che l'impianto di Bomba dovrebbe essere il più grande al mondo ad usare questa tecnologia (a parte quello nel deserto) o così almeno si spera ("we hope" non viene tradotto). Anche i carabinieri ridono».

Tra le altre informazioni date la Forest ha spiegato che l'impianto non sarà una raffineria «nel senso che non raffina "oil" cioè petrolio».
Occupa meno spazio di un centro commerciale (con fotolocalizzazione che lo dimostra confrontandolo con il Megalò di Chieti scalo), sarà colorato in modo da confondersi con l'ambiente e realizzato in pietra locale («il rendering lo fa sembrare una via di mezzo tra un lager ed un agriturismo», contesta Luciano). «Dopo 14 anni tutto tornerà come prima».

«L'impianto», riporta ancora il blogger, «porterà occupazione e benefici economici a Bomba e all'Abruzzo consistenti in 12 persone assunte durante i 14 anni di produzione e 2 milioni di euro all'anno per la regione Abruzzo di cui 383.000 per il comune di Bomba. Negli anni 60 la scoperta del giacimento di Cupello fu un importante fattore per la rinascita sociale ed economica di San Salvo e arrestò la crescente emigrazione».

Rassicurazioni sono state fornite anche sul turismo: «non ci saranno problemi». La salute sarà salvaguardata: «l'impianto non produrrà emissioni dannose per la salute. L'impianto non produrrà odori e rumori che disturberanno la popolazione. Le concentrazioni in atmosfera saranno circa la metà di quelle che si hanno in cucina quando si tiene acceso il gas». 

Tante le domande poste dalla popolazione ma dalla Forest «o non rispondono alle domande o dimostravano la loro impreparazione e il pubblico senza pietà invita la Forest a licenziali», racconta ancora Luciano.

La Forest propone di pagare un tecnico della popolazione per fargli studiare meglio il progetto e assicura che non porterebbe mai a termine un lavoro dannoso per la popolazione.

Il pressing è ancora lunga e Bomba spera di vincere la battaglia più importante.

«Non c'ero ma avrei pagato per esserci», commenta sul proprio blog Maria Rita D'Orsogna . «Dobbiamo solo essere uniti e fargli vedere che non ce ne andiamo, non dimentichiamo e che al nostro territorio ci teniamo».

FAGNILLI (IDV): «LA MULTINAZIONALE HA PERSO, IL TERRITORIO HA VINTO» 

Soddisfatto per l'incontro di domenica anche il consigliere provinciale dell'Idv Palmerino Fagnilli che nei giorni scorsi aveva sollevato il caso del viaggio di lavoro offerto dalla società americana ai dipendenti pubblici del territorio.

«I cittadini sono stati così attenti da mettere in seria difficoltà tecnica, politica ed etica l’autorevole e nutrito team di esperti schierati dalla Forest», commenta Fagnilli.

«Ma il vero obiettivo degli americani, cioè quello di convincere della bontà del progetto non solo non lo ha centrato, ma addirittura è riuscita a convincere persino il sindaco di Bomba a fare retro marcia dopo l’apertura olandese. Infatti dopo il viaggio ad Amsterdam, nonostante i deliberati comunali e provinciali, sia il sindaco che l’assessore provinciale Caporrella, che Coccia della Regione Abruzzo si erano detti, a riguardo, possibilisti. Degli ultimi due nulla ancora è dato sapere,

poiché assenti all’incontro domenicale Forest-Territorio, mentre il sindaco chiudendo l’incontro ha dichiarato che il Comune di Bomba, non essendo emerso nulla di nuovo dall’incontro, è fermamente contrario e che quindi si attiverà in tutte le sedi e nelle forme dovute per evitare il progetto Forest Oil. Su questa decisione forse ha pesato anche una sala tumultuosa che ne chiedeva a gran voce le dimissioni».

«La Forest ha perso», continua Fagnilli. «Il territorio ha vinto. Ma la lotta non si deve e non si può fermare.

E’ necessario suggellare la vittoria in modo ufficiale, con gli atti».

06/06/2011 12.14