Ospedale Guardiagrele: sindaco diffida Asl Chieti: «applicate la sentenza del Tar»

Alessandro Biancardi

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GUARDIAGRELE. Una lettera-diffida del sindaco di Guardiagrele al presidente Chiodi ed al manager Francesco Zavattaro per chiedere il rispetto della sentenza del Tar.

 

Ma anche un depliant della Asl sull’Ospedale di Casoli spiegano - meglio di ogni altro commento

- lo stato dell’arte sul funzionamento dei due ospedali. In pratica tutto è rimasto come prima, con buona pace dei giudici amministrativi (e del Consiglio di Stato) che pure sono stati chiarissimi: nessun taglio, nessuna chiusura senza contestualità nell’attrezzare sul territorio servizi sostitutivi per la sanità. La realtà, a quanto pare, è diversa. E di molto. A Guardiagrele scende in campo il sindaco Sandro Salvi, amministrazione di centrodestra, che contesta apertamente la lentezza con cui si applica quello che ha deciso il Tar: «nessuna esecuzione è stata data alla sentenza del Tar dell'Aquila, depositata il 17.05.2011 – scrive Sandro Salvi - ho anzi notizia che vengono adottate iniziative e provvedimenti in totale contrasto con quanto disposto in sentenza. Su parere del legale di questo Comune, faccio notare che in tal caso verrebbero posti in essere atti non solo illegittimi sul piano amministrativo, ma anche illeciti sul piano penale».

Ma c’è di più, fa notare molto seccato il sindaco di Guardiagrele: «secondo quanto mi viene riferito, in alcuni atti della Asl si fa cenno al Pta (punto di prima assistenza) di Guardiagrele, mentre non risulta che esso sia mai stato istituito. Ove esistessero atti in tal senso chiedo formalmente di riceverne copia nell'interesse di questo Comune».

Non è una dichiarazione di guerra in senso stretto, ma poco ci manca. E si aggiunge anche a tutte le altre diffide del centrosinistra locale, forte anche del pronunciamento del Consiglio di Stato che è stata la stella polare di orientamento al Tar.

 

ANCHE DA CASOLI IL SINDACO POLEMIZZA CONTRO LE FALSE PROMESSE DELLA ASL

 

Che l’atteggiamento della Asl di Chieti sia attendista (dall’Ufficio commissariale arrivano notizie di ricorso contro queste sentenze) è tecnicamente corretto, quello che non torna è la comunicazione che la Asl stessa diffonde rispetto a decisioni che sono state stra-bocciate e che un pò ingenuamente sono state diffuse per convincere i residenti delle zone interne che con la chiusura dei due ospedali non cambiava niente, anzi era meglio.

E’ illuminante di questa operazione che tenta di forzare la realtà, il depliant pubblicato a spese della Asl sull’ospedale di Casoli, intanto chiuso come ospedale per acuti.

«A Casoli c’è chi si prende cura di te», con foto accattivante di un medico donna. All’interno tutti i servizi che il Pta, presidio di prima assistenza territoriale erogava in sostituzione dell’ospedale chiuso: si diceva infatti che il territorio non rimaneva “orfano dei servizi”, tutt’altro. E via con

l’elenco: Cardiologia, Chirurgia, Radiologia, Dialisi ecc. ecc. «Purtroppo erano solo false promesse- spiega Sergio De Luca, Pd, sindaco di Casoli - perché ci sono solo il Punto prelievi per le analisi, la Radiologia funziona a ritmi ridotti perché i medici pensionati non sono stati sostituiti e non si fanno più le Tac con mezzo di contrasto, non essendoci più gli anestesisti. Inoltre la Dialisi non fa più sedute pomeridiane, gli ambulatori fanno molte meno prestazioni, perché i medici debbono venite qui da altri ospedali».

Ma cos’è cambiato in sostanza? «Hanno provveduto a trasferire all'interno del Pta il Distretto sanitario di Base di Casoli – continua il sindaco – quindi si fanno rinnovi patenti, certificati dell'Ufficiale sanitario, nell’ex sala operatoria c’è il deposito dei pannoloni per la consegna ai malati. Praticamente tantissimi servizi sanitari di altissimo livello e qualità...»

 

Sebastiano Calella 06/06/2011 10.59