Acerbo contro Di Stefano: inaugurazione con polemiche

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Apertura con polemica del primo Hospice (struttura dedicata ai malati terminali di tumore) della Asl di Chieti e forse dell’Abruzzo intero.*L’HOSPICE DI LANCIANO: UNA VILLA CON 12 POSTI LETTO PER I MALATI TERMINALI

La cerimonia è prevista questa mattina a Lanciano, peraltro con un’anticipazione alla stampa con visita della struttura e illustrazione del percorso delle cure palliative. Un evento molto importante, che va a colmare un’evidente lacuna dell’assistenza sanitaria abruzzese e che il manager Francesco Zavattaro riesce invece a realizzare. Ma non è una festa per tutti, come dovrebbe essere. Perché l’ansia da prestazione (quella che in altri ambiti produce flop disastrosi) ha giocato un brutto scherzo all’organizzazione dell’evento, almeno secondo il consigliere regionale Maurizio Acerbo che preannuncia un’interrogazione al presidente Chiodi: nell’invito infatti risulta tra i protagonisti dell’inaugurazione il senatore Fabrizio Di Stefano, Pdl.

Si chiede Acerbo: «A che titolo? Perché lui sì ed altri senatori no? E’ una deriva partitocratica – continua il consigliere regionale di Rifondazione comunista – che ha portato l’Abruzzo alla rovina. Se è stato invitato come coordinatore regionale del Pdl, il manager Zavattaro dimostra una manifesta mancanza di correttezza istituzionale e usa il denaro pubblico per fare pubblicità ai suoi sponsor politici. Insomma la Asl usa denaro pubblico per far fare la figura del “padrino” sul territorio a un capo partito. Ritengo questo episodio vergognoso e chiederò un chiarimento ufficiale a Chiodi con un’interrogazione».

 La protesta di Acerbo è il seguito dello scontro che già si è verificato in settimana al Consiglio regionale, quando si è discusso delle sentenze del Tar che hanno bocciato il Programma operativo taglia-ospedali. «Si conferma che Chiodi è responsabile in Abruzzo dello spostamento delle decisioni dalle legittime sedi istituzionali a illegali e illegittimi tavoli politici del centrodestra - chiosa Acerbo – a meno che Di Stefano non sia stato invitato come presidente della Commissione sanità ai tempi della Giunta Pace, quando fu distrutta la sanità regionale tra cartolarizzazioni, regali alle cliniche ecc. ecc.»

IL CENTROSINISTRA RIVENDICA LA PRIMOGENITURA DEI RICORSI AL TAR CHE HANNO BOCCIATO CHIODI

In realtà questa ansia da prestazione sta investendo un pò tutto il centrodestra, preso in contropiede dalle pronunce di Tar e Consiglio di Stato che hanno bocciato la politica sanitaria regionale. Ora c’è la corsa a dichiarare «anche noi l’avevamo detto, anzi siamo stati i primi a contestare». Purtroppo per il Pdl non è così, stando ai voti in Consiglio regionale e alle dichiarazioni ufficiali di sostegno alla politica sanitaria del Commissario. Anche se bisogna ricordare che spesso il senatore Di Stefano è apparso recalcitrante rispetto ai provvedimenti del duo Chiodi-Baraldi, senza però mai assumere nei fatti una posizione critica o contraria. E la guerra ai provvedimenti sanitari bocciati l’ha fatta solo l’opposizione, che però non è stata invitata alla cerimonia dell’Hospice. Questo tentativo del Pdl di accaparrarsi meriti politici che forse non ha, è oggetto di una dura polemica sulle sentenze del Tar contro la chiusura degli ospedali di Casoli e di Guardiagrele.

«La coerenza è la nemica del centrodestra», spiega una nota della Lista civica “Guardiagrele il bene in Comune. Secondo il portavoce dei 5 consiglieri di opposizione, l’amministrazione guardiese di centrodestra ha sempre mantenuto un atteggiamento ondivago, stretto tra l’ubbidienza cieca pronta e assoluta ai provvedimenti di Chiodi e le proteste dei cittadini, salvo poi salire sul carro dei vincitori e rivendicare primogeniture inesistenti. «Se non ci fosse stato il Consiglio di Stato a dare ragione ai nostri ricorsi – conclude Gianna Di Crescenzo – il Tar non avrebbe ascoltato né noi né loro. Ma tutti sanno che c’è chi ha scritto “chiuso” su alcuni ospedali e chi ha impedito nei fatti che ciò si verificasse».

s. c. 04/06/2011 10.47

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L’HOSPICE DI LANCIANO: UNA VILLA CON 12 POSTI LETTO PER I MALATI TERMINALI

 LANCIANO. Una villa immersa in un parco di 4 mila metri quadrati, con 10 stanze singole dotate di bagno interno, tv color e frigo, due mini appartamenti, arredi e complementi di colore diverso in ciascun ambiente, cura dei dettagli e del comfort: si presenta così l’hospice “Albachiara” di Lanciano,  primo centro in Abruzzo dedicato alle cure di fine vita, aperto questa mattina alla presenza del Presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi, dell’arcivescovo di Lanciano Emidio Cipollone e di numerose autorità.

Accogliere, alleviare, confortare sono le parole chiave dello speciale programma di assistenza riservato ai malati che non rispondono più ai trattamenti farmacologici in termini di guarigione e hanno necessità di cure di natura diversa, finalizzate al controllo del dolore e di altri sintomi che generano profonda sofferenza.

Obiettivo delle cure palliative è dare la miglior qualità di vita possibile ai malati e ai loro famigliari, la cui presenza nella struttura è stata opportunamente prevista con l’allestimento di spazi comuni,  come salottini, sala pranzo, cucina, oltre ai due mini appartamenti riservati a quei pazienti per i quali si rende importante la permanenza  di un congiunto nella struttura.

L’hospice, pronto ad accogliere i malati già da lunedì, si avvale di un’équipe multidisciplinare costituita da 7 infermieri, 5 operatori socio-sanitari, 2 medici e uno psicologo, con a capo Pierpaolo Carinci, nominato responsabile della struttura, mentre il coordinamento infermieristico è stato affidato a Cristina Di Toro.

Si tratta di personale tutto interno alla Asl Lanciano Vasto Chieti, che ha scelto la strada della gestione diretta, evitando il ricorso ad affidamenti esterni: «La nostra è stata una decisione coraggiosa – sottolinea il Direttore Generale della Asl Francesco Zavattaro – perché la disponibilità di risorse umane è davvero limitata e pesantemente condizionata dal perdurare del piano di risanamento. Invece è prevalsa la volontà di non delegare e seguire in prima persona il percorso di cure palliative, sul quale la nostra Azienda ha investito moltissimo nella convinzione che prendersi cura è importante quanto curare, una distinzione che impone un approccio col malato improntato all’umanità, alla sensibilità, oltre che alla competenza. Nella fase più dolorosa della malattia, quando si restringono i margini di efficacia delle terapie farmacologiche, c’è ancora spazio per alleviare la sofferenza del corpo e dell’anima, e i malati vanno accompagnati; noi siamo accanto a loro, con i nostri operatori, e non saranno mai più soli». 

«L’hospice di Lanciano ci permette di recuperare un gap nei livelli essenziali di assistenza che poneva l’Abruzzo in una condizione di grave ritardo – ha evidenziato Chiodi – ed è un esempio di come il servizio pubblico possa fare sanità di qualità tenendo sotto controllo i costi».

L’hospice, 1.800 quadrati di superficie divisi su due piani, è stato realizzato nell’edificio che un tempo ospitava la casa di riposo Ipab, sottoposta a un impegnativo lavoro di ristrutturazione, durato oltre due anni, che ha richiesto in un investimento di circa 1 milione di euro, a cui vanno ad aggiungersi altri 200 mila euro per gli arredi e la sistemazione del giardino; la spesa è stata coperta in parte con fondi regionali per 465 mila euro, mentre è stata la stessa Asl a farsi carico della parte restante con fondi in conto capitale. 

04/06/2011 13.24