L’Aquila: polizia ancora in piazza contro i tagli alla sicurezza

Alessandro Biancardi

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L’Aquila: polizia ancora in piazza contro i tagli alla sicurezza
L’AQUILA. «Pugnalati alle spalle». E’ questo lo slogan che sindacati di polizia Siap, Silp PerLa Cgil, Coisp ed Anfp hanno scelto per la manifestazione di protesta contro i tagli alla sicurezza, che si è tenuta oggi dalle 12 alle 14  a L’Aquila sotto il palazzo della questura.

In prima fila accanto ai poliziotti che distribuivano ai presenti volantini contenenti i motivi della protesta, c’era il Coisp che ha messo in mostra sagome di carta raffiguranti poliziotti pugnalati alle spalle.

«Un simbolo», precisa la sigla sindacale, «che rappresenta lo stato in cui versano gli operatori di polizia a causa di tagli indiscriminati che mettono a repentaglio il sistema di sicurezza dei cittadini aquilani».

 Una politica, quella prevista dalla finanziaria 2009 che, tagliando oltre un miliardo di euro per il triennio 2009-2011 le risorse per la benzina, per la manutenzione delle auto, per interventi di manutenzione degli uffici e per l’ammodernamento degli strumenti tecnici e informatici necessari per il funzionamento dei settori operativi e burocratici, «ha minato la professionalità degli apparati di polizia», sostengono i sindacati, «compromettendone la funzionalità».

«E come se non bastasse», denunciano, «anche la manovra finanziaria del 2010 non ha tenuto conto dei problemi esistenti e ha previsto un ulteriore taglio pari a circa 600 milioni di euro per il triennio 2011-2013».

Secondo i sindacati L’Aquila avrebbe potuto essere modello pilota per una scelta di ammodernamento tecnologico e valorizzazione dell’operato delle forze di polizia, senza costi ulteriori per il cittadino. Invece evidentemente la mancanza di fondi e la necessità di tagli non solo non rende possibile la sperimentazione ma depotenzia di fatto le Forze di polizia.

Tagli che si traducono direttamente sulla sicurezza ma anche sulla giustizia: sicurezza vuol dire più uomini e pattuglie per le strade che non ci saranno. Giustizia significa celerità e incisività nelle indagini di polizia giudiziaria che invece saranno costellate da nuovi ed insormontabili ostacoli.

In molte questure vi sono problemi legati alla turnazione, agli straordinari, persino alla carta per le stampanti. In queste condizioni non solo è difficile lavorare ma è inevitabile uno scadimento della qualità.  I rischi ed i carichi di lavoro aumentano, la paga scende.

A L’Aquila inoltre la mancanza di fondi porterà al trasferimento di 70 operatori di polizia aquilani, in città di tutta Italia, dove gli uffici di polizia sono colpiti da drastica riduzione degli organici, un provvedimento già cotestato e contro il quale una buona parte della politica ha fatto fronte comune.

«Cosa andranno a fare questi 70 qualificati operatori di polizia?», si chiede la Coisp, «fin quando non ci sarà questo riconoscimento concreto noi continueremo nella nostra azione a tutela degli operatori che rappresentiamo e, più in generale, della sicurezza dei cittadini».

La manifestazione de L’Aquila si inserisce nel più ampio movimento di contestazione sindacale che ha visto oggi le stesse sigle scendere in piazza a Roma e sfilare per gli stessi motivi e per le stesse richieste.

31/05/2011 19.06