Politici in carrozzina per qualche ora per vivere la disabilità

Alessandro Biancardi

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IL VIDEO. PESCARA. Lo hanno detto e lo hanno fatto. Le associazioni in difesa dei disabili hanno incontrato il 27 maggio al palazzo della Regione, in viale Bovio, consiglieri ed assessori per sensibilizzarli sul tema della disabilità.

Lo avevano annunciato il 24 maggio scorso quando si erano riuniti in una protesta collettiva contro i tagli al sociale a favore dei disabili, a partire dall'abrogazione dei fondi per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

Ed hanno mantenuto fede ai loro propositi scegliendo la strada più immediata: far rivivere ai politici le difficoltà quotidiane che si provano nelle loro condizioni.

«Una prova pratica di sperimentazione empatica della disabilità», l'ha definita Nicolino Di Domenica, responsabile del movimento Vita Indipendente Abruzzo.

E' per questo che ad assessori e consiglieri è stato chiesto di accomodarsi in carrozzina e di percorrere tratti di strada per sperimentare in prima persona, anche se per poco tempo, lo status di disabilità. Durante l'esperimento c'è stato chi se l'è cavata discretamente mentre qualche politico nel tentativo di scendere dal marciapiede si è bloccato.

Ma la prova più dura è stata salire sul marciapiede. Alcuni assessori hanno perso l'equilibrio e rischiavano la caduta, un altro si è incastrato con le rotelle anteriori della carrozzina.

«Bastano cinque minuti perché la vita cambi», ha detto Claudio Ferrante, presidente dell'associazione Carrozzine Determinate, ai politici che si accingevano a salire sulle sedie a rotelle, «non per la menomazione quanto per le difficoltà che si provano nel sapere di non avere le istituzioni dalla propria parte».

«Riflettete su questo», ha continuato, «persino salire su un marciapiede diventa impossibile. Noi disabili non abbiamo il senso dell'equilibrio e rischiamo continuamente di cadere a terra e morire».

E, riferendosi alle barriere architettoniche, il presidente di Carrozzine Determinate ha tuonato: «siamo alla mercè degli altri. Anche prendere un autobus per noi può diventare umiliante. Dobbiamo confidare nella sensibilità di autisti buoni e disponibili che ci aiutino perchè le barriere architettoniche alle fermate impediscono al saliscendi dell'autobus di essere funzionale».

Ma tra le difficoltà ricordate non potevano mancare quelle legate alla mancanza di strutture idonee. «Non possiamo neppure entrare nel palazzo della Regione perché gli ascensori sono troppo stretti», ha detto Ferrante che si è lasciato andare ad un'amara dichiarazione: «le persone sole e disabili che hanno bisogno di assistenza anche per lavarsi, il sabato e la domenica non godono di questo servizio».

Ma la manifestazione di venerdì scorso mirava soprattutto a strappare un impegno concreto alle istiuzioni. Ed è per questo, secondo quanto riportato da Nicolino Di Domenica, che i politici «hanno concordato per un intervento deciso e costruttivo per la risoluzione dei problemi posti a tappeto».

In particolare, dice Di Domenica «hanno espresso il loro impegno per rifinanziare la legge che prevede contributi per l'abbattimento delle barriere (legge numero 13 del 1989 che era stata abrogata da un regolamento regionale). Sono stati concordi, inoltre, nell'approvare in tempi brevissimi una legge regionale ad hoc che preveda finanziamenti per il movimento Vita Indipendente, così come hanno promesso l'attivazione della legge regionale “Bosco” per l'abbattimento delle barriere architettoniche nel settore pubblico e la creazione secondo i dettami di legge di un Comitato Regionale per la Disabilità (ndr legge regionale 53/1995 già vigente ma mai applicata).

Notizie meno buone sul fronte dei tagli (dal 30% al 70%) dei fondi per il sociale.

«L'assessore Paolo Gatti, non ha saputo dare risposte concrete, limitandosi alla semplice giustificazione che tutto è dipeso dal taglio governativo al fondo sociale», ha detto Di Domenica. «Le conseguenze di questo taglio che già dal prossimo luglio penalizzeranno non solo l'area della disabilità, ma anche l'infanzia, gli anziani, e settori come le povertà emergenti e la tossicodipendenza». Ed il responsabile di Vita Indipendente sottolinea che in altre regioni italiane, dove c'era lo stesso problema, i tagli sono stati ridotti se non annullati con diverse scelte sulle priorità delle politiche di bilancio.

Marirosa Barbieri 30/05/2011 9.00