Sanitopoli, tutti contro tutti sulla costituzione delle parti civili

Alessandro Biancardi

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 Sanitopoli, tutti contro tutti sulla costituzione delle parti civili
PESCARA. Si è aperta con una piccola sorpresa l'udienza dibattimentale in corso questa mattina al tribunale di Pescara su Sanitopoli. (Nella foto al centro il giudice De Santis, a sinistra il giudice De Cesare)

Prima dell'appello il presidente del Collegio, Carmelo De Santis, ha reso edotta la folta platea di una richiesta di ricusazione avanzata lo scorso 26 maggio da Vincenzo Angelini, ex patron di Villa Pini, nei confronti del giudice a latere Massimo De Cesare, figlio dell'ex assessore della giunta Ricci di Chieti, Walter, «per grave inimicizia».

Una richiesta che in pochissimi si attendevano e che però si è risolta in un batter di ciglia. Competente a decidere della ricusazione infatti è la Corte d'Appello de L'aquila che ha fatto pervenire in tempo record la sua decisione, letta immediatamente dal presidente De Santis.

Secondo la Corte sarebbe già decorso il termine per proporre ricusazione poiché nella scorsa udienza, quella del 29 aprile, era già noto che il collegio fosse composto anche dal giudice Massimo De Cesare.

Inoltre secondo la Corte non sarebbe una causa ostativa la grave inimicizia del congiunto. Per questi motivi sono state accolte le tesi del pool di magistrati (Trifuoggi, Bellelli, Di Florio) che nel loro parere hanno evidenziato la tardività della ricusazione e l'assoluta irrilevanza delle motivazioni addotte.

Nulla di fatto dunque, ricusazione respinta e condanna a pagare 1.000 euro ad Angelini, somma da versare a favore della cassa delle ammende. L'udienza sta andando avanti con ulteriori eccezioni preliminari.

L'aula 1 del Tribunale di Pescara è piena e molte persone sono in piedi. Sono presenti tra gli altri l'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, il suo ex braccio destro Lamberto Quarta, l'ex assessore regionale Antonio Boschetti, Camillo Cesarone, e l'ex manager dell'Asl di Chieti Conga.

a.b. 27/05/2011 12.24

TUTTI CONTRO TUTTI SULLE PARTI CIVILI

Due udienze non sono bastate per esaurire le questioni preliminari del processo. Probabilmente non basterà nemmeno la terza udienza già fissata per il prossimo 8 giugno.

Oggi la giornata processuale è trascorsa faticosamente tra gli interventi di quasi tutti gli avvocati tra proposizioni di eccezioni e controrepliche. L'ex presidente Del Turco, stanco e a volte contrariato per quello che si è detto in aula, ha lasciato la Procura durante la pausa pranzo e non è più rientrato. 

Al centro delle varie questioni le costituzioni delle parti civili. Da una parte i difensori degli imputati hanno cercato di smontare come hanno potuto i loro diretti avversari, cioè quelli che in caso di una condanna penale poi potrebbero passare all’incasso dei danni subiti, dall’altra parte gli avvocati delle parti civili hanno spiegato le ragioni della opportunità della propria costituzione.

Si sono costituite parti civili gli enti pubblici (Regione e Asl) ma anche Vincenzo Angelini ed il curatore fallimentare.

Tra gli altri ha riproposto la costituzione anche l’ex moglie di Aracu, Maria Maurizio, già esclusa dal gup Zaccagnini.

La difesa Del Turco, con l’avvocato Caiazza, ha messo in luce la presunta incongruenza della costituzione di Angelini anche nei confronti di chi è imputato con Angelini stesso di associazione a delinquere con il fine della corruzione.

«Come si può pretendere che una parte civile si possa costituire in relazione ad un capo di imputazione che la descrive tra gli altri come beneficiaria delle attività indebite della associazione a delinquere?», ha detto Caiazza.

Per l’avvocato, Angelini, come da capo di imputazione dei pm, avrebbe ricevuto indebiti vantaggi dalla prima ipotizzata associazione a delinquere (giunta Pace): «credo vi sia l’impossibilità di pretendere una costituzione di parte civile nei confronti di una associazione che in realtà ha favorito lui stesso», ha aggiunto Caiazza.

Il legale ha poi attaccato la genericità dei capi di imputazione che riguardano l’ex presidente della Regione Del Turco. «Nel capo 22, per esempio, si contestano generici atti contrari ai doveri d'ufficio senza dire altro. E' come se ci trovassimo di fronte ad una “corruzione senza atto”. Se non c’è l’atto non c’è nemmeno il danneggiato ma qui parliamo di un generico asservimento delle funzioni del presidente, il che è assurdo».

Sulla genericità dei capi di imputazione si sono accodati molti altri avvocati che a loro volta hanno contestato la costituzione di parte civile di Angelini nei confronti di Conga.

Il difensore di Aracu si è opposto alla costituzione della ex moglie, Maria Maurizio; il difensore di Domenici contro la costituzione della Regione e di tutte le Asl perché vi sarebbero carenze di legittimazione.

PM: «RIGETTO TUTTE ECCEZIONI»

Il pool di magistrati dal canto loro si sono affidati alle memorie già presentate in sede di udienza preliminare.

«Le questioni non sono cambiate rispetto a quanto già deciso dal gup», ha detto il pm Giampiero Di Florio, «per cui chiediamo l’acquisizione della sentenza ed il rigetto di tutte le eccezioni».

Poi un po’ a sorpresa e fra i mugugni il pm Giuseppe Bellelli ha annunciato il deposito di due faldoni pieni di nuovi documenti «integrativi» che hanno provocato qualche malumore tra i difensori.

Si tratterebbe di ascolto di testimoni, relazioni tecniche e atti di altri procedimenti che sarebbero posteriori alla richiesta di rinvio a giudizio.

I difensori hanno contestato il fatto che per estrarre copie non si avrebbero a disposizione i sette giorni previsti poiché la prossima udienza è stata fissata per l’8 giugno e che di mezzo ci sono i fine settimana ed una festa comandata.

Nessuna decisione del collegio sulle questioni preliminari che saranno all’ordine del giorno anche della prossima udienza.

Alessandro Biancardi 27/05/2011 17.37