Masciarelli patteggia per Fira e Sanitopoli. Attesa per Trozzi

Alessandro Biancardi

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Masciarelli patteggia per Fira e Sanitopoli. Attesa per Trozzi
PESCARA. Nessuno sconto per i capi di imputazione dai quali è stato prosciolto. Il giudice Marco Bortone questa mattina ha accolto la richiesta di patteggiamento presentata dalla difesa ed accolta dall'accusa.

In totale 3 anni e 4 mesi di condanna per l'inchiesta Fira e Sanitopoli. Contestualmente il giudice ha dovuto accertare la prescrizione di 11 capi di imputazione e il proscioglimento per due perchè «il fatto contestato non sussiste».

Masciarelli, che non era presente in aula e per il quale non si riapriranno le porte del carcere, è stato anche condannato al pagamento di 10mila euro in favore della Fira per le spese di giudizio e 10mila euro da devolvere alla Regione per le medesime ragioni.

Nell'ambito delle conclusioni questa mattina vi è stata una netta contrapposizione tra accusa e difesa (Giuliano Milia) in ordine alla confisca della casa in cui risiede Masciarelli.

La difesa ha sostenuto che non si può confiscare un immobile intestato ad una persona estranea al procedimento (la moglie di Masciarelli è stata prosciolta) mentre i pm Annarita Mantini e Cristina Tedeschini hanno richiesto la confisca dell'immobile per poter bloccare il patrimonio e renderlo appetibile per le parti civili che altrimenti non potranno rifarsi poiché Masciarelli risulta ufficialmente nullatenente.

Il giudice ha però deciso di non decidere in ordine alla confisca e di rimandare la questione alla fase esecutiva poiché «risulterebbe fatto nuovo» e richiesta non avanzata prima nel procedimento.

Il giudice Bortone ha contestualmente confiscato metà della somma dal conto corrente intestato alla moglie e sul quale sono depositati 4mila euro (somma confiscata 2mila).

Secondo la Procura proprio Masciarelli avrebbe avuto un ruolo centrale nella vicenda perchè abusando di poteri e funzioni connessi al ruolo istituzionale rivestito avrebbe elargito illecitamente contribuzioni pubbliche a società anche direttamente riconducibili a se stessi (intestate a parenti). 

Nei giorni scorsi c'è stato invece il rinvio a giudizio per gli altri indagati dell'inchiesta Fira (che non hanno scelto il rito abbreviato o il patteggiamento).

Il processo comincerà il prossimo 15 ottobre. Tra i 27 imputati  anche Vincenzo Maria Angelini, ex titolare della clinica privata Villa Pini di Chieti, l'ex assessore regionale alla sanità Vito Domenici; Paolo De Michele; l'imprenditore di Altino (Chieti) Marco Picciotti; Vincenzo Lanetta, imprenditore televisivo.

Nel pomeriggio è prevista anche la sentenza per Vincenzo Trozzi ex vicepresidente della Fira che ha scelto il rito abbreviato.

ATTESA PER LA SENTENZA DI TROZZI 

Subito dopo la sentenza di Masciarelli è cominciata la discussione con il rito abbreviato per Vincenzo Trozzi, genero di Giovanni Pace, ex vice presidente della Fira.

La discussione si è protratta per l'intera mattinata ed ha visto le argomentazioni della accusa sempre sostenuta da Mantini e Tedeschini.

Nella loro requisitoria i pm hanno chiesto una condanna a due anni per Trozzi.

Nel pomeriggio è attesa la esposizione finale da parte della difesa (avvocato Massimo Cirulli) che probabilmente chiederà la assoluzione piena del suo assistito.

Ad ogni modo il giudice Bortone ha già fissato per il prossimo 6 giugno alle ore 15 la prossima udienza dove con molta probabilità si ultimerà la discussione e si attenderà la sentenza.

Alessandro Biancardi 27/05/2011 12.00

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