Concessioni balneari, dal pescarese sit in di protesta e sciopero della fame

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sit-in di protesta e sciopero della fame a partire da domani dei balneatori di Pescara con i colleghi di Francavilla al Mare e Montesilvano.

Gli abruzzesi manifesteranno a Roma, sotto la sede del Senato contro la Direttiva Bolkestein e per un chiarimento circa la revisione del Decreto Tremonti sulla durata delle concessioni sui manufatti realizzati sull’arenile, prima salita a 90 anni e poi ridotta a 20 anni.

«E’ giunto il momento di fare chiarezza per la salvaguardia di centinaia di famiglie e di migliaia di lavoratori. La manifestazione partirà alle 16 e proseguirà a oltranza, con permanenza anche notturna per far sentire la voce della costa adriatica», ha annunciato il presidente del Consorzio Imprese Balneari dell’Adriatico Riccardo Ciferni ufficializzando la manifestazione.

«Le concessioni balneari di Pescara e dell’intera costa italiana – ha sottolineato il presidente Ciferni – stanno vivendo un momento di drammatica incertezza che ha concretamente messo a rischio posti di lavoro, investimenti e aziende storiche. Da mesi ormai abbiamo denunciato le criticità della Direttiva Bolkestein che di fatto impone la messa a bando di tutte le nostre attività nel 2015, aprendo la porta anche a ingressi esterni di dubbia provenienza, a possibili infiltrazioni, distruggendo al tempo stesso delle attività storiche, che hanno scritto la storia della nostra economia

balneare, la storia stessa del capoluogo adriatico. Mesi fa abbiamo manifestato tali perplessità e le preoccupazioni di centinaia di famiglie nel corso di un incontro con il Senatore Gasparri pure firmatario di un documento parlamentare teso a sollevare la problematica».

Appena una settimana fa è stato emanato il Decreto Tremonti con il quale si sanciva il riconoscimento del diritto di superficie sul costruito alle concessioni esistenti, diritto che, a fronte del relativo pagamento da parte dei balneatori stessi, avrebbe avuto la durata di 90 anni, un passo deciso e condiviso che in qualche modo puntava alla salvaguardia di quella che è una peculiarità

dell’economia italiana e del suo mondo produttivo, senza interferire sul diritto di accesso sulla spiaggia. All’improvviso però quello stesso Decreto è stato rivisto e il diritto di superficie è stato ridotto a vent’anni, rigettando nel caos e nella disperazione centinaia di imprenditori.

«A questo punto – ha proseguito il presidente Ciferni – è giunto il momento di fare chiarezza, chiediamo il sostegno del Governo a tutela di una tipicità locale, chiediamo risposte chiare al Governo e l’assunzione di decisioni definitive. Per tale ragione a partire dalle 16 in poi, su iniziativa del Consorzio Imprese balneari dell’Adriatico, oltre un centinaio di concessionari si accamperanno a Roma, sotto la sede del Senato, per iniziare un sit-in e uno sciopero della fame a oltranza e manifestare la propria disperazione. Ovviamente dormiremo in piazza finchè non saremo ricevuti e soprattutto non conosceremo la decisione finale del Governo circa il nostro futuro».

24/05/2011 8.59