Petrolio, Ministero boccia Elsa 2: «vittoria dei cittadini»

Alessandro Biancardi

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Petrolio, Ministero boccia Elsa 2: «vittoria dei cittadini»
VASTO. Lunedì il Ministero del'Ambiente e della Tutela del Mare ha espresso parere negativo alla perforazione del pozzo di ricerca Elsa 2 della società Petroceltic Italia.

Il pozzo sarebbe dovuto sorgere a pochi chilometri dalla riviera vastese e da Punta Aderci. Fra le motivazioni che hanno portato alla bocciatura di Elsa 2 anche l'invio di numerose osservazioni di
cittadini, enti pubblici e locali, tutte coordinate via internet e Facebook nel settembre del 2009.

Come già rimarcato dai cittadini e poi confermato dal Ministero, la Petroceltic aveva omesso di presentare una analisi approfondita della possibile sedimentazione e inquinamento di materiale tossico, della possibilità di rumori molesti, di possibili danni dovuti alle specie ittiche per l'uso di air gun, e della possibile subsidenza indotta.

«Come cittadini siamo felici di questo risultato», commenta Maria Rita D'Orsogna, «che dopo
l'accantonamento del Centro Oli di Ortona e la bocciatura del pozzo Ombrina Mare a Rocca San Giovanni mostra ancora una volta quanto importante sia la partecipazione civica, l'attivismo intelligente dal basso e una opinione pubblica bene informata».
I cittadini ringraziano quanti si sono adoperati per l'invio di osservazioni, incluse le amministrazioni locali e la provincia di Chieti. «E' una vittoria dell'Abruzzo e della sua gente e di nessun partito politico in particolare».
«E' importante ora», aggiunge D'Orsogna, «continuare a lavorare per fermare altri pozzi di petrolio e strutture minerarie, nel basso Vastese, a Montesilvano e ai piedi del lago di Bomba. Sopratutto è importante giungere ad una definitiva perimetrazione del parco della costa teatina, uno strumento che ci aiuterà a proteggere la costa per le generazioni future, non solo dagli speculatori del petrolio, ma anche da quelli  non meno insidiosi, dell'edilizia selvaggia».

LE MOTIVAZIONI DEL MINISTERO

Nella bocciatura il Ministero parla di «mancanza di un'accurata e dettagliata analisi sui sedimenti di fondo nell'arca di appoggio della piattaforma», «mancanza di una accurata analisi degli impatti causati dal rumore prodotto nella fase di perforazione sui mammiferi marini», l'assenza di una «adeguata descrizione delle tipologie di indagine preventiva», l'assenza di «uno studio sulle possibili manifestazioni del fenomeno della subsidenza a seguito della messa in produzione del pozzo».

«Elsa», ricorda D'Orsogna, «è stato il primo pozzo per cui abbiamo fatto le osservazioni. Non avevo la più pallida idea di come sarebbe tutto finito e un po ho agito a naso chiedendo a tutti di scrivere. In qualche modo ce l'abbiamo fatta. Sono contenta».  

24/05/2011 8.38

 * ECCO I DOCUMENTI DEL MINISTERO (download .zip)