Rischio idrogeologico. «Che fine ha fatto il commissario Mascazzini?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Se ne parla molto  (subito dopo eventi calamitosi, tipo frane e simili) poi l’argomento passa in cavalleria.

Del rischio sismico però bisognerebbe parlare più spesso e soprattutto attivarsi di più e meglio visto che l’Abruzzo è regione che rischia ed è molto fragile da questo punto di vista. Alcune statistiche indicano un enorme indice di cementificaizone che mina pesantemente il territorio.

Proprio sul rischio idrogeologico mesi fa fu nominato un commissario straordinario, Gianfranco Mascazzini (tra i tanti commissari che popolano la regione) ma il giorno dopo fu arrestato nell’ambito di una delle tante inchieste sui rifiuti napoletani.

Poi non se ne è saputo più nulla.

Il consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, ha presentato così un’interpellanza per chiedere che fine abbia fatto l’Accordo di programma quadro, tra il Ministero dell'Ambiente e la Regione Abruzzo, con il quale vengono messi a disposizione 40 milioni di euro per far fronte al rischio idrogeologico del territorio abruzzese.

«Lo scorso 25 gennaio all’indomani dell’accordo Chiodi si era vantato di esser stato il primo Presidente di Regione ad accettare la sottoscrizione di questo programma», dice Ruffini, «adesso mentre le altre regioni il Programma lo stanno già attuando noi abbiamo scalato la classifica al contrario. Siamo diventati ultimi, ovvero il Programma è fermo, i soldi non vengono spesi, ed il commissario che doveva gestire i fondi è stato arrestato».

L’Abruzzo rischia quindi ritardi nella prevenzione del rischio idrogeologico in una fase in cui la nostra regione si è dimostrata più volte vulnerabile.

Basta leggere i dati sul dissesto idrogeologico riportati dal Piano per l’Assetto Idrogeologico dei Bacini Abruzzesi e del Bacino Interregionale del Fiume Sangro, da cui si evince che l’85% dei comuni Abruzzesi è a rischio frane, alluvioni ed erosioni. Tale pericolosità in termini percentuali rappresenta oltre il 12% del territorio regionale. Lo stesso Ordine dei Geologi Abruzzo da tempo chiede maggiori attenzioni e investimenti per la conoscenza del territorio e soprattutto per la prevenzione dei rischi idrogeologici.

Altro quesito rivolto al presidente riguarda la nomina di un nuovo Commissario che sostituisca la designazione dell’ingegnere Mascazzini, il commissario di nomina ministeriale che doveva seguire le somme stanziate per il risanamento idrogeologico, arrestato nell'ambito dell'operazione contro reati ambientali, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.

«Vogliamo sapere se il Ministero ha proceduto a revocare Mascazzini. Se lo stesso è stato o verrà sostituito con soggetti di provata affidabilità e capacità. Soprattutto auspichiamo che le nomine che ci arrivano da Roma, che tra l’altro potrebbero essere scelte anche tra i tecnici della Regione, presentino dei profili di spiccata etica e moralità», aggiunge Ruffini.

Il consigliere del Pd chiede inoltre se tra le priorità del Piano si possano inserire anche gli interventi legati ai fenomeni alluvionali che hanno colpito il teramano nello scorso mese di marzo, in particolar modo il ripristino dei ponti stradali danneggiati.

23/05/2011 7.59