SanStefar: Petruzzi presenta un’offerta più alta del 10%, si riapre l’asta?

Alessandro Biancardi

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SanStefar: Petruzzi presenta un’offerta più alta del 10%, si riapre l’asta?
ABRUZZO. Si riapre l’asta per il SanStefar, la società del gruppo Angelini specializzata nella riabilitazione e già aggiudicata a fine aprile?

A sorpresa presenta un’offerta il Policlinico Abano terme, dell’imprenditore Nicola Petruzzi, che ha già in affitto Villa Pini. L’offerta, come previsto dalla nuova legge fallimentare, è superiore del 10% alla cifra di base d’asta, che era di 5.564,164,20 euro. Dopo quasi un mese dall’aggiudicazione al Laboratorio di biodiagnostica Montevergine di Avellino (gruppo Neuromed-Malzoli) alla cifra di soli 58 centesimi di più della base d’asta, dunque i giochi si riaprono e sul tavolo ci sono altri 550 mila euro che fanno lievitare il costo del SanStefar ad oltre 6 milioni. Toccherà ora al curatore fallimentare ed al giudice fallimentare valutare se riaprire o no la competizione, perché appunto le norme in vigore concedono la possibilità di farlo, non l’obbligo.

La notizia giunge inaspettata, ma non del tutto inattesa: c’erano già voci insistenti su questo interessamento di Petruzzi, avvalorate dal ritardo della convocazione dell’incontro con i sindacati da parte del gruppo Neuromed. Incontro che poi era stato convocato per lunedì prossimo, quasi alla scadenza del periodo di tempo previsto per presentare il piano industriale ai sindacati ed ottenerne l’approvazione. In realtà l’accordo con i sindacati è una prassi obbligatoria, ma non vincolante, ma il Gruppo Neuromed aveva fatto sapere che accordo o non accordo l’intenzione era quella di andare avanti nell’acquisizione. Indubbiamente le indiscrezioni che davano per certo il taglio di circa 200 dipendenti non facevano ben sperare nel raggiungimento di una piattaforma comune con i sindacati. Ora questo improvviso interessamento rischia di complicare ulteriormente la conclusione di una storia molto travagliata, che ha già conosciuto una prima asta deserta.

Nicola Petruzzi, raggiunto telefonicamente, non è stato molto loquace: ha solo confermato il suo interesse e si è augurato che l’offerta possa andare a buon fine. In realtà già prima della conclusione della seconda asta, proprio nello studio del notaio Alfredo Pretaroli, c’era stata molta delusione da parte dei dipendenti presenti per la mancata partecipazione sia del Santo Stefano (la casa madre ora del Gruppo Kos di De Benedetti) sia del Policlinico Abano terme che in un primo momento sembrava interessato. Probabilmente l’offerta non era stata presentata perché Petruzzi era già impegnato nella difesa della sua riabilitazione psichiatrica sotto attacco da parte dell’Ufficio commissariale. Ora che il Tar ha messo fuori gioco i tagli del duo Chiodi-Baraldi, si aprono nuove prospettive. Il tempo di reperire le risorse necessarie per la nuova avventura e subito l’offerta.

Sebastiano Calella 20/05/2011 17.17