Estrazione idrocarburi: 50.150 firme contro il petrolio

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Questa mattina le associazioni Nuovo Senso Civico e Difesa Beni Comuni hanno presentato le firme raccolte a favore della revoca di tutti i permessi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Abruzzo.

LANCIANO. Questa mattina le associazioni Nuovo Senso Civico e Difesa Beni Comuni hanno presentato le firme raccolte a favore della revoca di tutti i permessi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Abruzzo.

Il no è esteso ai lavori nel mare antistante «per gravi motivi ambientali». La raccolta, iniziata in occasione della Fiera dell’Agricoltura di Lanciano del 2009, è proseguita in tutta la regione fino al superamento di 50 mila firme (50.150). La petizione verrà sottoposta a tutte le autorità di governo nazionali e regionali, ai gruppi parlamentari, ai partiti politici e all’Unione Europea.

«L’Abruzzo è soggetto ad un attacco da parte di svariate compagnie petrolifere straniere che possono portare ad uno stravolgimento delle sue caratteristiche e del tipo di sviluppo che si è dato, frutto anche di lunghe e tenaci lotte», commenta Alessandro Lanci, presidente Nuovo Senso Civico. Un attacco di così vasta portata poteva essere contrastato in un modo solo: cercando di mettere insieme il massimo possibile di forze e di istituzioni, di destra e di sinistra e così abbiamo cercato di fare».

''Trasversalità'' è stata la parola d’ordine: «per due anni abbiamo raccolto firme - spiegando ad ognuno dei sottoscrittori gli scopi della petizione - in tutte le feste popolari, presso le Cantine sociali, sulle spiagge d’estate e nelle piazze d’inverno. Sono ormai noti i dati sulle centinaia di pozzi scavati per l’estrazione di idrocarburi in terra e nel mare d’Abruzzo e perciò non li elencheremo di nuovo. Qui basti ricordare che i Comuni che ospitano pozzi sono 221 su 305 e che ne risulta interessato il 50% del territorio della Regione e il 90% della popolazione».

Questo nella Regione Verde d’Europa: «l’Abruzzo ha scelto da alcuni decenni un tipo di sviluppo fondato sull’industria manifatturiera, sulla preservazione dell’ambiente con la creazione dei parchi che coprono oltre il 30% del suo territorio sul turismo e su un’agricoltura volta a immettere sul mercato prodotti d’eccellenza.  Si illude chi pensa che le popolazioni di questa terra possano tornare indietro rispetto a queste scelte ed accettare un destino di regione mineraria petrolifera», chiude Lanci.

20/05/2011 13.30

*IL DOCUMENTO