Arpa: i sindacati scendono in campo per un tavolo di concertazione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Richieste non accolte, aggravi economici e poca trasparenza.

Questi sarebbero i motivi che hanno spinto Fit Cisl, Ultratrasporti, Uglautoferrotranvieri e Faisa Cisal a proclamare lo stato di agitazione contro l’Arpa (autolinee regionali pubbliche abruzzesi ) mettendola alle strette.

Obiettivo? Spingere l’azienda ad aprire un tavolo di conciliazione alla presenza dell’Assessore regionale ai trasporti e del presidente Cda Arpa per discutere sulle richieste dei dipendenti.

Ma che cosa ha spinto le 4 sigle sindacali a scendere in campo in difesa dei lavoratori?

Secondo i sindacati «l’Arpa avrebbe ignorato le sollecitazioni dei suoi dipendenti che premevano per discutere su alcune questioni come: detassazione straordinario, verificatori, reperibilità, premio evitati sinistri, bigliettazione a bordo autolinee L’Aquila, prepensionamenti, premio di produttività,test alcool, riconoscimento dell’anzianità di guida maturate in più aziende».

Temi che stanno a cuore alla categoria dei lavoratori. Già il 12 aprile scorso i sindacati si erano incontrati con l’assessore per i trasporti l’avvocato Morra per discutere sulle conseguenze negative che il patto di stabilità avrebbe avuto sulle aziende Arpa Cerella, Gtm e Sangritana.

Un incontro che portò alcuni risultati: l’abrogazione dell’ art 67 legge 1/ 2011 con relativa revoca del patto di stabilità ed una convocazione urgente con i sindacati per discutere sulla situazione dei lavoratori.

«Incontro che ad oggi non è stato ancora convocato», fanno sapere i sindacati.

I sindacati con lo stato di agitazione chiedono che sia rivista la decisione dell’azienda di spingere i lavoratori all’esodo «per favorire ricambi di personale e gestire con migliore efficacia gli esuberi di personale derivanti da tagli di servizi e che il presidente Cda Arpa faccia un passo indietro sull’intenzione di non confermare i contratti di inserimento ad alcuni dipendenti, stroncando così il loro rapporto di lavoro».

Ma il malcontento dei dipendenti riguarderebbe anche una serie di decisioni assunte, secondo quanto dicono i sindacati «a loro insaputa , senza che venisse convocato un tavolo di concertazione come previsto dal Cnnl di categoria». Le decisioni riguardano: acquisizione Paoli bus con Cessione di quote alla cerella Srl, appalti a ditte esterne del servizio di attività di soccorso in linea e trasferimento bus, acquisizione deposito L’Aquila.

A ciò si sommerebbero aggravi economici per l’azienda dovuti all’acquisto di nuovi autobus senza contributi regionali ed a carico dell’Arpa appesantendo le sue casse di circa 1.5 milioni di euro all’anno. Senza contare la decisione della regione di reintegrare centinaia di migliaia di chilometri di percorrenza senza però contribuire alle spese. Costi che si sommano a quelli delle autolinee già da tempo esercitate dall’Arpa senza contributo regionale.

Marirosa Barbieri 19/06/2011 11.50