Missione in Tunisia «a costo zero» per Chiodi. «Rafforzata nostra leadeship»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «La missione in Tunisia non ha comportato nessun costo a carico del bilancio regionale».

Lo ha assicurato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, a seguito di una interrogazione dei consiglieri Saia (Comunisti italiani) e Acerbo (Rifondazione).

I due chiedevano di sapere quanto era stato speso per il viaggio istituzionale al quale hanno preso parte il presidente, il direttore degli Affari della Presidenza, un rappresentante del Ministero degli Esteri, un giornalista ed un fotocineoperatore dipendenti della Regione Abruzzo.

«La missione in Tunisia», ha spiegato il governatore, «è a costo zero per il bilancio regionale». Chiodi ha respinto con forza le accuse «strumentali e farneticanti» dei due esponenti dell'opposizione che criticavano principalmente la partenza del giornalista e del cameraman: «la loro presenza risponde solo ad esigenze d’immagine del presidente finalizzata solo ad accrescere la sua visibilità (con costi a carico dei Cittadini!)».

«Si è trattato di un incontro preparatorio di altissimo livello politico», ha assicurato il presidente, «in cui l'Abruzzo ha affermato la propria leadeship, riconosciuta da oltre 270 regioni appartenenti a 33 paesi e 16 organizzazioni interregionali. Ma dirò di più. Il risultato straordinario è che la città di Pescara, nel mese di luglio, ospiterà un forum internazionale per un dibattito tra esperti, a livello europeo, per favorire quel processo di democratizzazione in atto in Tunisia, conseguente al movimento rivoluzionario».

Chiodi il 19 e 20 aprile scorso ha incontrato a Tunisi rappresentanti del governo per illustrare un progetto pilota di cooperazione internazionale.

In questi due giorni di permanenza il Presidente ha tenuto consultazioni di alto livello politico nella capitale tunisina dove vi è un forte interesse all'ulteriore consolidamento dei rapporti con l'Europa e con l'Aer.

Dopodichè il 13 maggio è stato firmato un accordo per una collaborazione che, in una prima fase, prevederà l'accoglienza, a tempo determinato, dei giovani tunisini nelle regioni europee per stage formativi, mentre la seconda fase sarà caratterizzata dal ritorno dei giovani in Tunisia con il supporto di crediti d'aiuto concessi dalle regioni europee coinvolte nel progetto.

Una intesa firmata dalla Presidente dell'Aer Michele Sabban, dal ministro dello sviluppo regionale Bderrazek Zouari, alla presenza del ministro del Lavoro, Said Aydi.  

18/05/2011 11.02