Spesa farmaceutica, parte la caccia alle prescrizioni inappropriate

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. C’era una leggenda metropolitana, spesso rilanciata per giustificare alcuni tagli sanitari,  secondo la quale la spesa farmaceutica era uno dei settori che aveva sforato i tetti previsti.

In particolare, visto che la spesa per le medicine erogate in farmacia risulta sotto il 13% previsto, lo sforamento sarebbe avvenuto in ospedale o con la spesa nei reparti o nella distribuzione “per conto” di farmaci particolari e di medicine al momento delle dimissioni dei malati. Di qui la necessità – fatta filtrare a livello regionale - di altri tagli e di ristrettezze, magari di ticket o di differenze da pagare per i farmaci generici che non hanno allineato i loro prezzi a quelli della lista Aifa. Come tutte le leggende, anche questa si è sciolta ieri come neve al sole, quando il sub commissario Giovanna Baraldi ha comunicato che sono in corso contatti ed incontri con i medici di medicina generale (addirittura si preannuncia un accordo) per premiare l’appropriatezza delle prescrizioni mediche.

«E’ stata una scelta dei medici stessi che hanno deciso di erogare un’indennità comunque prevista solo ai medici più virtuosi», ha spiegato il sub commissario. Quindi saranno questi numeri nuovi a dare il senso di marcia della spesa farmaceutica prossima ventura. Si tratta cioè di migliorare solo la somma delle spese per le medicine, che non è poi molto lontana da quella delle regioni virtuose. Basta consultare i dati del report annuale pubblicato da Federfarma. Secondo questi dati, la spesa farmaceutica ospedaliera in Abruzzo è di 103 euro procapite, rispetto ad una media italiana di 99 euro.

Quella convenzionata è di 195 euro rispetto ai 184 nazionali, per un totale di 298 euro procapite rispetto ai 282 italiani. Cioè solo 4 euro in più della media in quella ospedaliera e 12 euro in più per quella nelle farmacie. Per gli altri aspetti, l’andamento dell’Abruzzo è molto simile a quello di altre regioni: aumenta il numero delle ricette (come dappertutto), diminuisce però il costo medio per ricetta, segno che vengono prescritti farmaci a costo inferiore, magari i generici. In Abruzzo questi farmaci però sono ancora sotto la media, anche se di poco: sono il 56% sul totale, rispetto al 58% nazionale. Dunque il settore di intervento dell’Ufficio commissariale sarà la spesa farmaceutica convenzionata, quella cioè nelle farmacie, visto che la spesa ospedaliera non è molto comprimibile. Riguarda infatti i farmaci ad alto costo (quelli oncologici, quelli per il sangue o per l’Aids) che non si possono negare. Salvo proporre, come si sente dire per altre Regioni, di erogare queste cure solo ai residenti. Un’idea bislacca, frutto forse solo di un malinteso spirito federalistico.

Sebastiano Calella  17/05/2011 9.47