Qualità dell’aria: una gara europea da 2 milioni per 11 nuove stazioni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Qualche mese fa la diffida degli ambientalisti alla Regione. Oggi l'Arta predispone il bando pubblico.

La gara dovrà andare a colmare delle carenze evidenti che investono ampie zone della regione e investe uno dei problemi direttamente connessi alla qualità della vita dei cittadini. L’Arta, Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente della Regione Abruzzo, pubblica il bando per integrare il sistema delle centraline già in funzione nella regione.

Si tratta in concreto della fornitura in opera di 11 stazioni fisse per il monitoraggio della qualità dell’aria.

L’importo ammonta a quasi 2 milioni di euro.
Le nuove centraline andranno ad integrare le 7 di proprietà dell’Agenzia regionale già in funzione sul territorio abruzzese.
Si costituirà così la Rete di monitoraggio della qualità dell’aria prevista dal “Piano Triennale di Tutela e Risanamento Ambientale” della Regione Abruzzo.

Nei mesi scorsi Wwf, Arci e Porta Nuova di Vasto hanno inviato alla Regione Abruzzo una diffida denunciando «gravissime inadempienze» per quanto riguarda il monitoraggio e la riduzione dell'inquinamento atmosferico.

Il caso più eclatante, avevano denunciato le associazioni, riguarda la Provincia di Chieti dove «da tre anni non viene effettuato alcun tipo di monitoraggio da parte degli enti pubblici».

 Questo, sempre secondo le associazioni,  nonostante vi siano aree industriale tra le più grandi d'Italia (come la Val di Sangro) e insediamenti significativi come a Vasto, Chieti scalo e S. Salvo.

Anche zone con problemi importanti in altre province, come Roseto e Giulianova, non sono sottoposte ad alcuna verifica nonostante il Piano della Regione avesse prescritto la necessità di un monitoraggio di 2 mesi ogni anno.

L'Associazione Porta Nuova aveva contestato fortemente il Piano dell'Aria approvato dalla Regione già nel 2009 con uno specifico studio in cui si evidenziano gravi lacune - come quelle legate all'utilizzo di dati ampiamente al di sotto dello standard qualitativo di legge in quanto raccolti per un numero di giorni inferiore rispetto a quello previsto dalla normativa - e l'omissione di alcuni dati importantissimi prodotti da Arta che dimostravano la presenza in varie aree abruzzesi di un forte inquinamento a causa dei temibili Idrocarburi Policiclici Aromatici. 

13/05/2011 10.40