Sviluppo Italia, Chiodi: «ha prevalso il buon senso. Ce l'abbiamo fatta»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Soddisfatto il governatore Chiodi: «la Regione ha salvato Sviluppo Italia».

«Come avevamo annunciato nei giorni scorsi, si è conclusa positivamente la vicenda di Sviluppo Italia Abruzzo, società di Invitalia». Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, commenta così l'operazione salvezza della professionalità e dei livelli occupazionali di Sviluppo Italia Abruzzo che in queste ore è andata a buon fine.

Il cda di Abruzzo sviluppo, società in house della Regione Abruzzo, ha formalmente confermato la volontà a procedere all'acquisizione della quota azionaria detenuta da Invitalia in Sviluppo Italia Abruzzo.

Questo vuol dire che quest'ultima passerà sotto il controllo di Abruzzo Sviluppo (e quindi dell'Ente Regione).

Alla luce di ciò, Invitalia potrà preventivamente, e in tempi rapidissimi, procedere alla revoca dei licenziamenti dei lavoratori locali che, a maggioranza, hanno ratificato l'accordo.

Per raggiungere l'obiettivo, il presidente aveva sostenuto con forza l'ipotesi dell'acquisizione delle quote.

«Troppo importante il ruolo di Sviluppo Italia per le imprese e l'indotto nel territorio abruzzese», diceva Chiodi, (una quarantina di aziende nei tre incubatori di Mosciano, Sulmona ed Avezzano ed un centinaio di dipendenti complessivamente) «per accettare passivamente di perdere questo patrimonio».

«E' stata una battaglia lunga, durata più di 10 mesi di negoziazione, ed aspra - ricorda il presidente - ma, come da me suggerito, hanno prevalso il senso di responsabilità e la logica da parte di tutti gli attori coinvolti nella trattativa. Ora possiamo guardare con più ottimismo al futuro. In due anni, infatti, Sviluppo Italia, attraverso la legge 185, è riuscita a produrre circa duemila nuovi posti di lavoro. Un buon viatico - conclude - per portare avanti questo progetto».

Un plauso il presidente lo riserva al Consiglio regionale, «che ha permesso l'operazione attraverso la regolamentazione normativa, ed alle rappresentanze sindacali per il ruolo di confronto, mediazione e proposizione, decisivo per l'esito finale della vertenza».

13/05/2011 11.20