I precari della scuola protestano sotto gli uffici della Regione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Hanno protestato sotto gli uffici del Consiglio regionale, questa mattina, i precari, insegnati e personale amministrativo e tecnico della scuola.  *MENSE, LAVORI IN CORSO E CERTIFICATI: QUANDO L'ANNO SCOLASTICO PARTE MALE

Al loro fianco, così come annunciato nei giorni scorsi, c'erano anche i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Snals Confsal delle quattro province abruzzesi. Alcuni precari hanno scelto anche forme eclatanti di protesta, incatenandosi nel corso del sit in e hanno chiesto a gran voce alla Regione più risorse e un tavolo di confronto tecnico per affrontare tutte le questioni.

«Se non arriveranno le risorse – hanno assicurato i sindacati - l'anno prossimo la situazione nella scuola sarà ancora più drammatica». Domani, intanto, la protesta si sposterà a L'Aquila: alcuni insegnanti, infatti, hanno fatto sapere che la manifestazione di protesta sarà replicata davanti alla sede del Consiglio regionale.

«Le balle del ministro Gelmini si stanno sciogliendo come neve al sole», contestano Maurizio Acerbo, consigliere regionale Prc e Antonio Saia, consigliere regionale PdCI.

La protesta di oggi e quella di domani evidenziano, secondo i due, «che la riforma della Gelmini produce conseguenze devastanti sulla scuola pubblica in particolare in una regione come l’Abruzzo che finora non ha stanziato risorse aggiuntive per colmare i tagli governativi».

L'Emilia Romagna ha stanziato 51 milioni, la Puglia 21 e la Basilicata 7: se come sostiene l’assessore Masci la Regione Abruzzo», dicono Acerbo e Saia, «non ha disponibilità di bilancio, cosa su cui ci sarebbe da approfondire, la Giunta Regionale ha il dovere di chiedere con forza al suo Governo la deroga per l’Abruzzo dagli interventi di riduzione della dotazione organica del personale docente e ata previsti per la scuola dalla pseudo-riforma Gelmini e l’assegnazione di risorse aggiuntive».

Il Gruppo consiliare del Pd chiede invece un Consiglio straordinario  urgente per discutere i problemi dei precari. «Il governo della Regione Abruzzo, di fronte ai 2500 che lottano per conservare il proprio posto di lavoro», contesta Camillo D'Alessandro, «si è chiuso in trincea, rifiutando il confronto con le organizzazioni sindacali e con le forze di opposizione. L’assessore al bilancio, Masci, ha liquidato la questione dicendo che non ci sono soldi, dimenticando che, se c’è la volontà , le risorse possono essere trovate. Ma la verità è che, ancora una volta, la Regione Abruzzo preferisce accantonare il problema scuola che non riguarda, purtroppo, solo la questione occupazionale ma investe tutto il comparto della didattica. Grazie alla politica del centro destra, ci troviamo, infatti, di fronte a scuole dove i problemi rendono sempre più difficile l’insegnamento. Per questo abbiamo chiesto che al più presto venga convocato un consiglio regionale, dove poter affrontare quello che la giunta Chiodi si ostina a ignorare».

 

20/09/2010 15.32

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MENSE, LAVORI IN CORSO E CERTIFICATI: QUANDO L'ANNO SCOLASTICO PARTE MALE

 ABRUZZO. Sono tornati oggi a scuola i bambini e gli alunni che frequentano la scuola elementare e primaria alla Noè Lucidi di Teramo. Non sono mancati disagi in alcune delle aule della scuola dell’infanzia e altre della scuola elementare, ma nella quali, già da domani mattina, «sarà possibile riprendere la normale attività didattica», visto che il sindaco ha immediatamente dato disposizioni perché ogni inconveniente venisse eliminato.

Il primo cittadino Brucchi accompagnato dagli assessori Giorgio Di Giovangiacomo e Piero Romanelli, infatti, ha svolto un sopralluogo dettagliato visitando tutto l’edificio, controllando per tre ore tutti i locali della Noè Lucidi, al temine del quale ha voluto rivolgere un messaggio al personale dell’Istituto e alle famiglie: «Chiedo ai genitori, ai docenti, agli amministrativi e, soprattutto, ai bambini di aver pazienza in questo periodo, nella certezza che tutti i disagi relativi alla disposizione delle aule e agli spazi temporaneamente destinati all’attività di insegnamento, saranno risolti definitivamente entro la fine di ottobre, quando la parte più importante e impegnativa dei lavori sarà giunta a conclusione e l’impresa inizierà a lavorare in un’altra ala della scuola, per poi riconsegnarci un edificio perfettamente in regola con le più severe norme sismiche entro l’inizio del prossimo anno».

Intoppi ci sono stati anche a Pianella. La scuola primaria paritaria ‘Orizzonti’, situata in contrada Vallerio, è stata chiusa in seguito all’accertamento della mancanza dei requisiti di sicurezza richiesti dalla normativa vigente, tra cui l’autorizzazione della Asl. «L’amministrazione comunale è sinceramente rammaricata per la chiusura immediata della scuola ‘Orizzonti’ – ha commentato il sindaco D’Ambrosio –, ma si tratta di un atto dovuto per garantire ai nostri alunni e ai loro genitori la tranquillità di poter studiare in ambienti sicuri e a norma. E’ stato, infatti, verificato il mancato rispetto da parte del locale che ospita l’istituto scolastico in contrada Vallerio dei requisiti di sicurezza richiesti dalla normativa vigente: in particolare è stata accertata la mancanza dell’autorizzazione sanitaria della Asl. Saremo ben lieti di revocare l’ordinanza di chiusura appena i proprietari della scuola ‘Orizzonti’, che rappresenta un’importante risorsa per la città, sarà in grado di regolarizzare la propria struttura».

Ad Anversa degli Abruzzi, invece, a dare una risposta chiara sulla mensa scolastica sarà il difensore civico.

Davanti al silenzio del Comune e delle altre Autorità interpellate la scorsa settimana sulla questione della mensa scolastica, che non prevede nessuna indicazione (generici riferimenti a “un Primo, un Secondo e un contorno”), e che indica espressamente di voler fornire ai bambini il “panino confezionato” e una bottiglietta di acqua minerale, Elettra Rinaldi si è rivolta al Difensore Civico.

«Il silenzio su questi temi è inaccettabile», spiega Rinaldi, «e io non intendo arrendermi. Stiamo per delegare a tabelle ministeriali e sommatorie di calorie una parte della nostra identità e della nostra responsabilità di genitori: io non ci sto. Intendo combattere perché ai nostri figli vengano dati cibi sani, tradizionali, locali e non inquinanti. Che ne pensano gli amministratori di una produzione di 352 bottigliette di plastica al mese?»

Sono infatti previste bottigliette di acqua minerale per ogni bambino della scuola materna, per un totale di 50 bottigliette a settimana, più altre 38 bottigliette a settimana per i bambini delle elementari, per un totale di 352 bottiglie al mese. «Tutto questo», denuncia ancora Rinaldi, «in un paese che vanta ben tre sorgenti di acqua di ottima qualità».

«Davvero crediamo che fornire un panino in confezione plastificata sia la migliore garanzia di salute e sicurezza alimentare per i nostri figli? E’ questa la risposta che diamo davanti al continuo aumentare degli scandali alimentari, al problema dei rifiuti, alla crescente domanda di legame con il territorio e di cibi a “chilometri zero”, in un paese che ha la fortuna di avere aria e acqua pulite, e un forno che produce ogni giorno il pane con questi elementi naturali?».

Problemi risolti, invece, per i bimbi della scuola elementare di Mutignano che questa mattina sono stati accolti nell’edificio scolastico di Borgo Santa Maria, dopo la decisione presa dal Comune di trasferire i 37 alunni per problemi legati alla sicurezza nell’edificio Ipab del centro storico di Pineto, ovvero l’impossibilità di realizzare al momento un’adeguata uscita di sicurezza. Il problema di natura logistica, spiegano dal Comune di Pineto, riguarda lo smembramento dei bambini della II classe, in tutto 8, che in un primo momento avrebbero dovuto essere raggruppati in un’unica classe, ma che in realtà sono stati divisi e mandati in due classi differenti: 4 da una parte e 4 dall’altra. «Non è stato possibile tenerli tutti assieme», spiega l’assessore alla pubblica istruzione Tiziana di Tecco, «in quanto avremmo creato uno sbilanciamento didattico con una classe formata da 21 bambini e un’altra da 13. Lo smembramento ha permesso, invece, di rformare due classi di II, ciascuna delle quali con 17 piccoli studenti». I genitori dei bimbi di Mutignano che frequentano la II elementare sabato scorso, non appena hanno saputo della cosa, hanno protestato. L’assessore Di Tecco li ha incontrati e ha spiegato le ragioni che hanno spinto la direzione didattica ad adottare tale soluzione. Alla fine le mamme si sono convinte e hanno accettato il provvedimento.

 

20/09/2010 15.33