Premio internazionale per attivisti che difendono il mare: tra i finalisti Maria Rita D’Orsogna

Alessandro Biancardi

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USA. C’è anche l’abruzzese Maria Rita D’Orsogna tra i candidati del concorso che premia la personalità che più delle altre si è impegnata a difendere il mare e la natura.

USA. C’è anche l’abruzzese Maria Rita D’Orsogna tra i candidati del concorso che premia la personalità che più delle altre si è impegnata a difendere il mare e la natura.

Si chiama World Oceans Day (giornata mondiale degli oceani) ed è l’appuntamento dell’anno più atteso dagli ambientalisti d’oltreoceano.  L’evento che si terrà l’8 giugno è organizzato da Oceana, la più grande associazione internazionale per la tutela del patrimonio marino mondiale.

Obiettivo della giornata sarà la premiazione delle personalità che si sono distinte nella difesa della flora e fauna marine e che, attraverso il loro impegno, hanno portato avanti campagne  importanti. Circa 500 le nominations ma solo 10 i finalisti scelti da un panel di esperti.

Si tratta di 6 attivisti adulti e 4 giovanissimi. Oltre ad animalisti, ambientalisti e ricercatori, non poteva mancare all’appello Maria Rita D’Orsogna, docente di matematica in California e di origini abruzzesi, nota ai media dal 2007 per la sua battaglia in difesa delle coste adriatiche contro le trivellazioni petrolifere. Dal 2007 ha coinvolto numerose persone che erano contrarie al centro oli di Ortona, poi con l’avvento delle richieste di concessioni petrolifere a terra e a mare si è spesa in prima persona per far emergere incongruenze e lati oscuri.  

Un impegno quello della D’Orsogna non passato inosservato negli States  dove è stata ribattezzata Erin Brockovich per la tenacia con cui ha difeso in prima linea la sua terra. «Sarà possibile votare i finalisti fino al 31 maggio»,fa sapere Oceana che indica il sito dove poter visionare il profilo completo dei concorrenti ed esprimere la propria preferenza

 Al vincitore andranno in premio una gift card di  Nautica, un paio di  occhiali da sole, una copia di For Cod & Country, nuova guida per cibo marino sostenibile del noto chef di Washington Barton Seaver e last but  not least, un riconoscimento morale per la causa portata avanti.

Ma chi sono i finalisti?

Cerchiamo di conoscerli meglio. Zander Srodes, autore di libri in difesa delle tartarughe, Maria Rita D’Orsogna che si batte  contro le trivelle in Abruzzo e che è diventata un po’ il simbolo e punto di riferimento di ambientalisti ma anche esempio di impegno civico e di coinvolgimento dell’opinione pubblica attarverso il web (fa la spola tra la California dove insegna e l’Abruzzo…).

Tra i finalisti poi c’è Peter Wallerstein, attivista per la protezione di mammiferi e uccelli in California.

 Particolare riguardo meritano i più giovani. Si tratta di Carter ed Olivia Reis, i due fratellini di 10 ed 8 anni che hanno fondato l’organizzazione no-profit One More Generation con lo scopo di diffondere la consapevolezza sul maltrattamento animale e l’inquinamento ambientale. I piccoli sono riusciti a strappare alle istituzioni georgiane una proposta di legge per il controllo delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Molto giovane anche Sophie Bromenshenkel del Minnesota che, a soli 8 anni,è la portavoce della causa degli squali.

«La mia battaglia è cominciata quando vidi uno squalo morto sulla spiaggia. Era incinta», aveva dichiarato ai media la baby attivista «decisi che bisognava intervenire». E le parole di Sophie colpiscono ancora di più, alla luce dei risultati riportati. 3500 dollari la somma raggiunta dalla Bromenshenkel durante le sue campagne e devoluta al programma di conservazione marina dell’università di Miami.

Il World Oceans Day è solo uno degli eventi sostenuti da Oceana. La più grande organizzazione internazionale per la tutela degli oceani, dal 2001, ha infatti protetto più di 1,2 milioni di metri quadrati di acque ed un numero imprecisato di tartarughe marine, squali e delfini. Grazie alla sua distribuzione territoriale, Oceana ha uffici nell’America del Nord, centro e Sud ed in Europa ed ha conquistato più di 500.000 sostenitori in tutto il mondo

Obiettivo delle sue campagne è  preservare gli equilibri di un ecosistema sempre più minato dall’intervento dell’uomo.

«Gli oceani sono immensi ma non sono immune dall’intervento umano», denuncia Oceana ed aggiunge, «Meno del 4% degli oceani resta inalterato. Abbiamo già distrutto tutto e portato all’estinzione specie di milioni di anni. Tutto ciò a scapito della razza  umana stessa e del sistema economico mondiale».

Campagne mirate, nazionali ed internazionali, e capillarità territoriale sono i modi attraverso cui Oceana fa sentire la sua voce anche se non basta. Nonostante i suoi sforzi sembra che l’organizzazione resti ancora nell’ombra. Colpa delle politiche scomode di cui è portatrice?

Fatto sta che l’associazione non demorde e  si appella ai social network, Facebook e Twitter,  affinchè il suo messaggio venga diffuso, conosciuto ed apprezzato.   

Marirosa Barbieri  10/05/2011 15.48