Sciopero Cgil: «adesione del 58%. Ora Governo ci ascolti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'adesione media allo sciopero del 6 maggio su tutto il territorio nazionale e in tutti i settori si è attestato al 58%.

La Cgil ha comunicato questo primo dato (predisposto da una società specializzata) rilevato su un campione rappresentativo dal punto di vista statistico.

«Adesso il Governo ha il dovere di aprire un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali per tornare ad investire in scuola, università e ricerca», commenta dalla segretaria Flc Cgil Abruzzo, Cinzia Angrilli.

«Vogliamo essere immediatamente convocati per definire il numero preciso delle immissioni in ruolo nei prossimi tre anni, i nuovi criteri con i quali definire gli organici e la garanzia del rispetto delle normative contrattuali». La Flc è molto soddisfatta anche in Abruzzo dell’adesione allo sciopero del personale scolastico. In diverse scuole è stato superato il dato del 50%. Nelle manifestazioni di Pescara, Teramo, Lanciano e Sulmona docenti e personale ata hanno denunciato i tagli agli organici. Infatti in Abruzzo il taglio previsto dalla legge n.133-2008 (che in Abruzzo ha già tagliato più di 2500 posti di lavoro negli anni scolastici 2009-10 e 2010-11) sarà per il prossimo anno scolastico 2011-12 di altri 475 posti di docente e altri 390 circa Ata.

«Grazie a tutti gli insegnanti, a tutti i collaboratori scolastici, a tutti gli assistenti amministrativi e tecnici, a tutti i dirigenti scolastici che in Abruzzo sono scesi in piazza ancora una volta con la Cgil», commenta soddisfatta Angrilli. «Sappiamo bene che questo sciopero è stato per loro un grande sacrificio: gli stipendi sono bloccati e sul reddito di ogni famiglia ormai si riflettono i gravissimi problemi della nostra regione».

Il sindacato ha chiesto, a livello nazionale, un piano di assunzioni di 61.000 docenti e 39.000 ata per l’anno scolastico 2011-12 (al netto dei tagli).

«I posti annunciati nel cosiddetto decreto sviluppo sono assolutamente insufficienti per sanare il dramma della scuola».

Perché vanno spalmati in un triennio (lo dice il decreto che si tratta di un piano triennale) e perché la quota annuale per l’Abruzzo non annullerebbe nemmeno la fetta dei posti tagliati dalla legge 133.

«Basta ricordare», dicono dal sindacato, «il decreto sulle assunzioni dello scorso anno scolastico che ha visto per la nostra regione solo 77 immissioni in ruolo di docenti a fronte di 700 posti tagliati. La Cgil continuerà con forza a chiedere le immissioni in ruolo su tutti i posti che già sono disponibili (100.000) con un risparmio vero per lo Stato rispetto alle supplenze».

10/05/2011 9.38