Carunchio: elezioni in famiglia, gli sfidanti sono marito e moglie

Alessandro Biancardi

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IL CASO. CARUNCHIO. Dopo le elezioni che hanno visto contrapposti un fratello ed una sorella a Pennapiedimonte l'anno scorso, in un altro piccolo paesino della provincia di Chieti si sfideranno a colpi di voti alle prossime amministrative due coppie di marito e moglie.

IL CASO. CARUNCHIO. Dopo le elezioni che hanno visto contrapposti un fratello ed una sorella a Pennapiedimonte l'anno scorso, in un altro piccolo paesino della provincia di Chieti si sfideranno a colpi di voti alle prossime amministrative due coppie di marito e moglie.

Uniti nella vita, contrapposti sulla scheda elettorale. Questo il destino di due coppie di Carunchio, 700 anime a 700 metri sul livello del mare.

Non solo coppie, ma le due liste concorrenti svelano un’intricata maglia di parentele. Pochi, e sempre gli stessi, i cognomi che riempiono le due liste “Carunchio per le libertà” e “Uniti per Carunchio”.

Il capolista della prima, Gianfranco D’Isabella si scontrerà i prossimi 15-16 maggio con la moglie Paola Di Carlo, candidata nella lista avversaria. Stessa sorte per la coppia formata da Valentino Serafini, candidato nella lista “Uniti per Carunchio” e figlio del capolista Elio, contrapposto alla moglie Patrizia Turdò.

A sostegno della “squadra” capeggiata da Gianfranco D’Isabella, si sono candidati Gaetano D'Onofrio (sindaco uscente alla scadenza del secondo mandando, quindi non ricandidabile per la carica finora ricoperta), Maurizio Di Trento, Demi Giulianelli, Nino Giovanni Giannini, Stefano Sciorra, Nicola Turdo' e Patrizia Turdo'.

Mentre nell’altra lista i candidati sono Elio Serafini (capo lista), Giuseppe Ciccarella, Paola Di Carlo, Marco Di Carlo, Agata Potena, Valentino Serafini, Angelo Turdo' e Giovanni Ritrivi.

Oltre alle coppie, ai padri e figli contrapposti, ci sono due fratelli (Paola e Marco Di Carlo) nella lista “Uniti per Carunchio” e due cugini (Nicola e Patrizia Turdò) nell’altra.

I programmi delle due liste, per ora, in paese non li conoscono. La campagna elettorale deve ancora cominciare. In queste occasioni, di solito, i giornalisti sono ben visti e trattati con i guanti. Non sempre però.

La particolarità deve aver un pochino infastidito il candidato Gianfranco D’Isabella, dato per favorito in paese, chiamato da diversi giornali ma che si dice «sorpreso dalla chiamata».

«E’ PER IL BENE DELLA CITTA’»

«Non mi vorrei esprimere sulla questione», ha detto D’Isabella al telefono con PrimDaNoi.it, «non sono intenzionato a rispondere alla questione prima dell’uscita degli articoli sui giornali».

Domanda: «Paola Di Carlo è sua moglie?». Il candidato sindaco ha risposto: «Sì sì, se gliel’ha detto il signore che ha mandato la lettera, sarà vero…Che mi devo vergognare che è mia moglie?».

In effetti una segnalazione sul caso Carunchio è arrivata via email.

A più riprese nella telefonata il candidato sindaco ha chiesto se le sue parole (dette ad una giornalista) venissero pubblicate o meno, ribadendo il divieto alla divulgazione dei contenuti della chiacchierata telefonica che «non c’è mai stata» (secondo il capolista).

Poi, però, il candidato sindaco ha dato il proprio bene placito (come se il cronista fosse vincolato alla liberatoria…) alla pubblicazione della segnalazione che non faceva altro che svelare parentele e che non avremmo riportato senza verificare.

In un secondo momento, D’Isabella, che si dice grande lettore di questo quotidiano, ha aggiunto che qualora il pezzo non fosse stato di suo gradimento, avrebbe adito alle vie legali. Di questi tempi però adombrare la possibilità di una querela ancor prima di aver scritto non fa più effetto…

Sta di fatto che la telefonata dai toni pacati e gentili ma decisi continua con giudizi sull’autore di una email che informava dell’intreccio delle parentele.

Secondo D’Isabella «chi ha masticato un po’ di politica sa come vanno queste cose».

E come vanno? «Se vorrò rispondere alla lettera, lo farò io, ma devo valutare», ha concluso.

Nei paesini il problema che porta alla presentazione di “liste d’appoggio”, e non propriamente d’opposizione, è quello del quorum, che se non raggiunto comporterebbe il commissariamento del Comune.

«E siccome io al mio paese ci tengo», ha precisato D’Isabella, «sono dieci anni che lavoro tanto per il mio paese e non vorrei vederlo commissariato».

E’ vero che le hanno fatto già gli auguri come nuovo sindaco?

«Io ringrazio», ha detto,«ma potrebbero benissimo vincere gli altri, le elezioni non sono truccate, è il voto dei cittadini a decidere».

IL PAESE E’ PICCOLO E LA GENTE MORMORA… POCO

In paese non sono molti quelli interessati alla politica. La maggior parte dice di essere all’oscuro di tutto e che voterà a fiducia o per conoscenza. Sono per lo più anziani che si sono rassegnati al «tanto non cambia niente». Come una signora che al telefono si fa una risatina e dichiara:«non si preoccupi più di tanto, che rimane tutto uguale».

Non manca chi vede la notizia delle coppie candidate come un gossip e ci tiene a precisare che «nel suo negozio non si fanno pettegolezzi». Qualcuno un po’ più scandalizzato c’è. E’ il caso di qualche negoziante preoccupato perchè «non c’è nessuno che controlla l’operato degli amministratori visto che sono tutti dalla stessa parte». «E’ davvero un peccato», ha detto un altro cittadino di Carunchio, «non so se andrò a votare». Una posizione, quella dell’allontanamento dal voto, assunta da molti, almeno ad una veloce verifica telefonica. Non dello stesso avviso un’anziana signora che non si sconvolge più di tanto perché «conosce i componenti di entrambe le liste e si fida ciecamente». Non mancano i cittadini presi alla sprovvista perché all’oscuro di tutto che avanzano dubbi su un’eventuale mancanza di democrazia.

LA LISTA D’OPPOSIZIONE NON SI PRESENTA

In tanti invece sanno che una lista d’opposizione, vera, si era formata. Ma poi all’ultimo minuto tre persone si sono tirate indietro. Il promotore della lista era Antonio Turdo’, presidente nazionale del partito “Italia Unita” che per ora non conta iscritti ma solo rappresentanti in diverse regioni italiane.

«Anche noi avremmo potuto mettere fratelli e cugini nelle liste quando si sono ritirate le persone», ha detto Turdo’, «ma non mi sembra etico. Se avessi saputo quello che poi hanno fatto, non mi sarei fatto tanti scrupoli». «Il giorno della consegna delle liste queste persone si sono ritirate», ha spiegato, «ma loro avevano già tutti i documenti pronti dell’altra lista e li hanno presentati. Chi gliel’ha detto che a noi mancavano persone e che ci voleva una lista d’appoggio?».

Queste persone hanno subito pressioni per ritirarsi? «No, non credo», ha risposto Turdo’, «all’ultimo secondo hanno detto di non sentirsela».

Dunque un paese da favola Carunchio, come Pennapiedimonte, dove le cose vanno talmente bene che si può fare a meno dell’opposizione.

A scrutinio effettuato e chiunque sia il vincitore che tipo di controllo l’opposizione eserciterà a Carunchio?

Manuela Rosa 04/05/2011 8.37