Rinnovabili, la giunta regionale salva le pratiche avviate e stila nuove regole

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Non subiranno gli effetti restrittivi della nuova legislazione nazionale gli investimenti per l'installazione di impianti di energia rinnovabile in Abruzzo, già in fase avanzata.

ABRUZZO. Non subiranno gli effetti restrittivi della nuova legislazione nazionale gli investimenti per l'installazione di impianti di energia rinnovabile in Abruzzo, già in fase avanzata.

Infatti, con un provvedimento «atteso e fondamentale per gli operatori del settore» la Giunta regionale ha puntualizzato, chiarito e snellito le procedure autorizzative, alla luce del decreto legislativo del 3 marzo 2011, che recepisce le direttive  comunitarie, stabilendo che i titoli autorizzativi acquisiti già con deposito degli atti al Servizio regionale competente prima del 29 marzo 2011 non sono oggetto degli effetti del nuovo decreto.

«Questo», ha sottolineato l'Assessore all'Energia che ha illustrato in una conferenza stampa l'atto deliberativo, «ha una valenza di sostanza, considerato che gli investimenti per gli impianti di energia rinnovabile in Abruzzo si aggirano sull'ordine di qualche centinaia di milioni di euro. Operatori, imprenditori e banche erano già esposti con procedure in avanzato stato di lavori quando il decreto legislativo del 3 marzo scorso ha profondamente modificato le linee di indirizzo, soprattutto per il fotovoltaico a terra, generando confusione ed un comprensibile timore per l'entità degli investimenti. Aver quindi stabilito una data, quella del 29 marzo per l'efficacia dei titoli autorizzativi, significa aver generato effetti pratici decisamente positivi per la messa in sicurezza sia dell'attività imprenditoriale e sia dello sviluppo delle energie rinnovabili».

 Altra novità introdotta con la delibera approvata stamattina dalla Giunta regionale riguarda lo snellimento delle procedure. Infatti è stato deciso che la Dia è il titolo autorizzativo alla installazione di impianti di energia rinnovabile, per una potenza nominale fino ad 1 MW elettrico.

«In concreto -  come hanno spiegato l'Assessore all'Energia ed il Direttore degli Affari della presidenza e del settore Energia -  vuol dire coinvolgere fortemente il territorio, segnatamente i comuni, stimolare la libera iniziativa e promuovere la diffusione delle fonti rinnovabili».

 Dopo il 29 Marzo 2011, così come introduce il decreto legislativo 3/03/2011, per le installazione a terra del fotovoltaico, gli impianti non potranno superare il 10 per cento dell'azienda agricola, mentre potranno arrivare al 100 per cento in caso di terreni incolti da almeno cinque anni.

02/05/2011 14.08