Sviluppo Italia Abruzzo, salta l'accordo: tutti licenziati

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una doccia fredda. Una notizia arrivata inaspettatamente, secondo quanto sostengono le associazioni sindacali.

ABRUZZO. Una doccia fredda. Una notizia arrivata inaspettatamente, secondo quanto sostengono le associazioni sindacali.

Sono state inviate nei giorni scorsi a tutti i dipendenti di Sviluppo Italia Abruzzo Spa delle lettere di licenziamento, con efficacia dalla del 29 aprile, proprio alla vigilia della festa del 1° maggio.

Le incredule segreterie regionali di Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uil Ca e Ugl credito che parlano di una azione «assolutamente inopportuna».

Anche perchè, ricordano sempre i sindacati, nelle scorse settimane sembrava che la difficile e lunga trattativa si fosse conclusa, positivamente, per l'importante cessione dell'azienda, Sviluppo Italia Abruzzo del Gruppo Invitalia, ad Abruzzo Sviluppo Spa, società a capitale regionale, dopo
ad una intensa trattativa effettuata congiuntamente dalle parti.
«Di contro», denunciano sempre le segreterie regionali, «si assiste al primo gravissimo evento di licenziamento collettivo, nella Società Invitalia, a totale capitale pubblico, in una regione già fortemente penalizzata da eventi drammatici e da una situazione economica, sociale ed occupazionale di assoluta emergenza».

LE RAGIONI DI INVITALIA

Secondo Invitalia, invece, la situazione sarebbe ben diversa e il licenziamento sarebbe stata l'unica alternativa possibile proprio a causa di un confronto infruttuoso.

«Nonostante le reiterate e convergenti azioni dell'Agenzia, della Regione Abruzzo e delle organizzazioni sindacali nazionali, regionali e di categoria», dicono dall'azienda, «l'auspicato trasferimento di Sviluppo Italia Abruzzo non e' potuto avvenire per una incomprensibile presa di posizione dei dipendenti e dei loro rappresentanti sindacali aziendali, che si sono rifiutati di sottoscrivere un accordo teso a permettere la cessione della societa' alla Regione per il tramite di Abruzzo Sviluppo».

«E' una vicenda – spiega Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia - che lascia sconcertati. Quando, per una volta, due istituzioni convergono per garantire un futuro ai lavoratori in una zona, soprattutto in questa stagione, particolarmente bisognosa di supporti istituzionali quale l'Abruzzo, gli stessi lavoratori rifiutano questa opportunità. Ad Invitalia non e' rimasta pertanto alcuna possibilità che non quella di applicare la legislazione vigente».

SINDACATI SMENTISCONO

Ma i sindacati smentiscono la motivazione motivazioni dei licenziamenti addotta dalla società e sostengono che i lavoratori di Sviluppo Italia Abruzzo «non siano stati messi in grado di poter accettare, legittimamente, quanto tutti i sindacati e la società acquirente, Abruzzo Sviluppo Spa, avevano
concordato con un apposito accordo, siglato il 26 aprile; l'unica vera preoccupazione della totalità dei dipendenti era e rimane sono solo quella di costruire un loro futuro occupazionale».
Le segreterie regionali di categoria e confederali, chiedono l'intervento della Regione Abruzzo «affinché si giunga all'immediata revoca dei singoli licenziamenti, poiché certi che esistano le condizioni per giungere, in tempi brevi, ad una soluzione condivisa e definitiva».

02/05/2011 8.36