Sanità Abruzzo, Cisl Fp: «politica delle lobbies sta distruggendo sanità»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Cisl Fp denuncia «la politica dei veti incrociati e le lotte intestine in atto tra le lobbies».

Per Traniello e Farina, che parlano a nome del sindacato, gli ultimi provvedimenti Commissariali avrebbero mostrato senza dubbi una sanità abruzzese «ormai al capolinea che mostra in tutti i suoi atti il proprio fallimento».

Non soddisfano troppo nemmeno i dati enunciati da Chiodi sui risanamenti di bilancio perchè, dicono i due, «questi sono solo frutto di tagli ai servizi sanitari e dell’ introduzione di nuovi ticket su prestazioni finora esenti».

Una gestione, dunque, in crisi che non sarebbe riuscita a trovare soluzioni senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

«Il sistema che adotta il duo Chiodi/Baraldi è semplice ed al tempo stesso immediato e risolutivo, purtroppo non indolore», continuano i due. «Una volta individuato il problema, lo si elimina alla radice con un semplice tratto di penna. Ed ecco qui confezionata l’ennesima delibera ad hoc».

E si pensa dunque alla recente delibera 3/11 che cancella dal panorama sanitario abruzzese la struttura psicoriabilitativa, denominata Azienda Agricola, dell’ex gruppo Villa Pini dotata di 56 posti letto per malati psichiatrici, nella quale sono attualmente ricoverati 35 pazienti con circa 20 operatori sanitari che li assistono.

Oppure alla delibera 17/11 sui nuovi costi dei farmaci che abolisce la clausola di salvaguardia per i cittadini introducendo a loro carico la differenza dei costi tra i farmaci equivalenti non allineati alle nuove tariffe Aifa.

Il sindacato contesta inoltre anche la pubblicazione della recente asta fallimentare di una delle cliniche del gruppo Villa Pini.

«Accade peraltro, che in un sistema sanitario alla deriva», scrivono in una nota i sindacalisti, «privo di governo ed indirizzo, un curatore fallimentare, quale quello di Villa Pini, possa mettere all’asta una struttura come “il Maristella”, accreditata con il servizio sanitario regionale per l’erogazione di prestazioni riabilitative, nonostante la dichiarazione, da parte degli organi competenti per territorio, della mancanza dei necessari ed idonei requisiti fondamentali per lo svolgimento di tali attività».

«Sono oltre 3 anni, dall’emanazione del 3° Piano Sanitario Regionale», continuano i due, «che si attende la nuova stesura della rete sulla residenzialità territoriale per favorire la deospedalizzazione e correggere le distorsioni del vecchio sistema unitamente all’introduzione di nuove tipologie di assistenza con tariffe e standard di personale appropriati (e non drogati come in alcuni casi), ma di questo documento, di cui tutti conoscono l’esistenza ormai da mesi, nessuno ad oggi conosce il contenuto, se non l’organismo commissariale che l’ha redatto e che, non si comprende per quale astruso motivo, tentenna ancora nel pubblicizzarlo».

Per la Cisl Fp è arrivata l’ora di far emergere con chiarezza «queste gravi contraddizioni all’interno delle Istituzioni Regionali deputate alla gestione della sanità».

02/05/2011 8.06