Caccia, Wwf: «in Abruzzo si torna 20 anni indietro»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2494

ABRUZZO. Il Wwf denuncia le «gravi violazioni» del calendario venatorio 2010-2011.FEBBO: «LAVORIAMO PER DARE DIGNITA' AI CACCIATORI» 

Domenica 19 settembre in Abruzzo si apre ufficialmente la caccia. In realtà si spara già da tre settimane, (grazie all'autorizzazione regionale alla pre-apertura),periodo delicatissimo di riproduzione, di cura dei piccoli e di preparazione per i lunghi voli che moltissime specie di uccelli si apprestano ad iniziare verso i luoghi di sosta invernale.

 Ancora una volta il Wwf denuncia «le gravi violazioni della normativa nazionale e comunitaria» che il calendario venatorio abruzzese presenta e l' «anomalia» di una approvazione attraverso legge regionale («per la prima volta nella storia della Regione Abruzzo») e non con delibera di Giunta come prevede la legge regionale sulla caccia del 2004. «Approvando il calendario per legge», spiega l'associazione ambientalista, «la Regione ha pensato di sottrarsi al giudizio della magistratura, poiché le leggi regionali, a differenza delle delibere di Giunta regionale, non sono, di regola, impugnabili. Il ricorso ad una legge regionale consente poi di eludere ogni giustificazione tecnico-scientifica che dovrebbe essere alla base delle scelte sui prelievi venatori. E l’approvazione per legge di un calendario venatorio è ancora più grave in una regione come l’Abruzzo dove non è presente neppure l’altro strumento indicato dalla legge per la gestione della caccia, il Piano faunistico-venatorio che è scaduto nel 2005».

Secondo il Wwf il calendario sarebbe stato approvato «senza essere stato prima sottoposto ai pareri obbligatori dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organismo nazionale delegato, tra l’altro, al controllo della programmazione venatoria) e del Comitato regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale e per la Valutazione di Incidenza».

Gli Uffici della Regione Abruzzo, infatti, «a dimostrazione del caos che regna nel settore», avrebbero richiesto questi pareri «su una loro versione del calendario diverso da quello poi proposto “politicamente” da Febbo e Giuliante in consiglio regionale».

«È stata violata la legge nazionale sulla caccia», contestano ancora dal Wwf, «laddove prevede che il prelievo venatorio sia subordinato alla necessità di assicurare la conservazione delle specie. Gli Stati sono obbligati ad adeguare il prelievo alla situazione delle singole specie, fino ad arrivare al divieto di prelievo per quelle specie che hanno uno status sfavorevole di conservazione».

La legge regionale approvata il 3 agosto scorso consente inoltre la caccia a quattro specie in declino in Europa (Coturnice, Moretta, Moriglione e Pavoncella) e ad altre 11 con stato di conservazione sfavorevole (Starna, Canapiglia, Marzaiola, Codone, Mestolone, Beccaccino, Frullino, Quaglia, Beccaccia, Tortora, Allodola): «in pratica 15 delle 30 specie dichiarate cacciabili dalla Regione Abruzzo avrebbero richiesto particolari precauzioni che invece non ci sono state».

Martedì prossimo, dopo un passaggio che gli ambientalisti definiscono «anomalo» in commissione straordinaria, andrà in approvazione un «ulteriore peggioramento» della normativa che estenderà “il comparto unico” a tutto il periodo di caccia ristabilendo di fatto il cosiddetto “nomadismo venatorio”, abrogato da quasi 20 anni a livello nazionale. «In pratica», spiega il Wwf, «i cacciatori non saranno più legati ad una zona specifica ma potranno cacciare su tutto il territorio nazionale, causando la perdita di quel collegamento “cacciatore-territorio” che anche i meno oltranzisti hanno individuato quale elemento fondamentale dell'attività venatoria».

Gli ambientalisti auspicano che i consiglieri regionali «almeno per questa volta si ricordino di essere stati eletti di tutti i cittadini e non solo da una parte (tra l'altro minoritaria) di essi».

18/09/2010 10.52

«LAVORIAMO PER DARE DIGNITA' AI CACCIATORI» 

«Continua la sterile polemica del WWF e della LIPU contro il nuovo calendario venatorio, polemica mai costruttiva, mai orientata al dialogo ma solo e soltanto al NO ideologico». E' la replica dell'assessore alal caccia, mauro Febbo che aggiunge: «una posizione preconcetta contro i cacciatori, che hanno invece gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini e quindi va loro riconosciuto il diritto di cacciare, espressamente previsto dalle leggi. Ma le associazioni ambientaliste, con il loro atteggiamento ed operato, in questi due anni, hanno mirato sempre ad impedire di fatto l'esercizio della caccia e non ad essere propositive ed a trovare soluzioni condivise. Ed è strano che solo in Abruzzo, tali posizioni preconcette siano particolarmente integraliste». Ciononostante l'assessore fa sapere che «continuerà la nostra politica tesa a ridare dignità alla categoria dei cacciatori, che svolge una delle attività più antiche al mondo». 20/09/10 12.31