A rischio fino all’ultimo l’asta per il SanStefar

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4960

A rischio fino all’ultimo l’asta per il SanStefar
CHIETI. Stava per saltare tutto. E l’asta per 5 milioni e mezzo per l’acquisto del SanStefar all’ultimo momento ha rischiato la sospensione o l’annullamento.

Al momento dell’apertura delle buste, pervenute al notaio Alfredo Pretaroli di Chieti per l’asta del SanStefar, il curatore Giuseppina Ivone (nella foto) ha informato delle ultime novità i due gruppi (Isosan e Malzoni) che avevano presentato l’offerta per acquisire il settore riabilitazione dell’ex impero di Enzo Angelini. In sostanza, rispetto alle notizie già comunicate in sede di data room, il curatore, assistito da Francesco Cancelli, ha notificato ai presenti che c’erano una comunicazione della Regione Molise ed una diffida a sospendere la gara da parte di un avvocato di Campobasso. A questo punto i partecipanti hanno chiesto un’ora di tempo per riflettere ed hanno pregato il notaio di attendere. Breve consulto tra i rappresentanti delle due società («andiamo a prenderci un caffè», hanno spiegato ai dipendenti ed ai sindacalisti in attesa, sorpresi di questo inusuale slittamento), poi di nuovo tutti dentro lo studio del notaio, con dichiarazioni messe a verbale: «nonostante tutto, vogliamo continuare l’asta».

E così, documento dopo documento, e con un pò di pignoleria in più che non guasta mai, la gara è ripresa per concludersi alle 13,40 con la vittoria del Gruppo di Avellino che ha acquisito i centri dell’Abruzzo e del Molise, gestiti dal SanStefar. In sostanza il fatto nuovo emerso a pochi giorni dall’asta è che la Regione Molise ha informato che lo scorso anno era stato pubblicato un bando per la manifestazione di interesse a gestire i due centri di riabilitazione di Termoli e Campobasso (budget di circa 2 milioni e 200 mila euro/anno) e che era stata stilata una graduatoria con al primo posto un imprenditore, lo stesso che poi attraverso l’avvocato ha inviato la diffida per sospendere l’asta. Ma dopo il primo posto in graduatoria, in effetti non c’era stata nessuna attribuzione del servizio a quell’imprenditore, forse perché la Regione e l’Asrem (l’azienda sanitaria unica del Molise) non se la sono sentita di spingere oltre il contenzioso con il Tribunale di Chieti che aveva decretato il fallimento del SanStefar e che era subentrato nell’accreditamento.

Di qui anche la decisione di conservare il budget all’esercizio provvisorio, che però – con un’azione

di piccolo disturbo – è stato pagato in questi mesi solo in dodicesimi, dopo anche la riconferma dell’accreditamento per il 2011. La domanda che si sono posti soprattutto i rappresentanti Isosan, che non hanno rilanciato sull’offerta del Gruppo Malzoni proprio a causa di questa irruzione del Molise nella gara, è stata semplice: si tratta di un regìa organizzata per farci fuori o per arrivare alla chiusura del SanStefar o per favorire qualcuno?

«In queste condizioni – hanno spiegato i vertici Isosan – non rischiamo i soldi dei nostri soci che sono padri di famiglia. Non si tratta di perdere per 58 centesimi, ma di non poter partecipare ad una gara tranquilla».

La mattinata di ieri, carica di attesa e di tensione per sapere se c’erano o no offerte di acquisto, era iniziata presto, con gli interessati alla gara già presenti poco dopo le 10 nell’atrio del Notaio. Primo ad arrivare il Gruppo identificato all’inizio come Neuromed. Poi si è materializzato Ercole Core per Isosan (sigla che significa integrazione socio-sanitaria). La busta gialla di Neuromed, appoggiata al muro e guardata a vista, è stata poi trasferita nello studio di Alfredo Pretaroli da Raffaele Ianuale, amministratore delegato della società “Laboratorio di biodiagnostica Montervergine Malzoni” di Avellino, una srl che fa capo alle Cliniche Malzoni.

Si è poi saputo che recentemente questo Gruppo ha visto l’acquisto di quote da parte di Neuromed, la società di Pozzilli di Isernia, che all’inizio sembrava interessata anche all’acquisto di Villa Pini. Sfumata la possibilità di gestire la clinica di Enzo Angelini, con cui da tempo erano attivi collegamenti proprio per la riabilitazione, Neuromed si è rifatta sotto centrando l’obiettivo attraverso un gruppo che ad Avellino è molto ben quotato. Si tratta di imprenditori privati della sanità, attivi dagli anni 50 con il fondatore Mario Malzoni e molto apprezzati sia nel campo della ginecologia e dell’ostetricia che negli altri settori della chirurgia, della medicina e della diagnostica, con diverse Case di cura. Una nel centro di Avellino, l’altra vicino alla funicolare che porta al santuario di Montevergine ed il Laboratorio moderno in via Nazionale Torrette. A seguire, rispetto ai rappresentanti che hanno partecipato alla gara, si è presentato Antonio Bortone, direttore dei centri Santo Stefano, che ha presidiato lo studio del notaio per tutta la durata delle operazioni, motivando la sua presenza come un dovere morale nei confronti dei dipendenti SanStefar.

Poi, dopo l’inizio incerto, la gara si è sviluppata rapidamente e finalmente il notaio Pretaroli ha potuto annunciare che si era aggiudicato il tutto, pur con le riserve verbalizzate, il “Laboratorio Montevergine Malzoni srl di Avellino”.

«Ma è un gruppo solido? Che capitale sociale ha? Ci sono tutte le autorizzazioni?»

I pochi dipendenti rimasti ad attendere l’esito e i due sindacalisti Cgil presenti (Angela Scottu e Andrea Gagliardi) si interrogano, ma senza poter dare risposte. Ci sarà un mese di tempo per incontrare i sindacati e raggiungere un accordo, che è previsto dalla legge come obbligatorio prima di dare il via alle attività. Ma intanto il primo passo per la ripartenza è stato fatto, schivando in extremis un ostacolo improvviso.

Sebastiano Calella 29/04/2011 9.40