Petrolio in Adriatico, non si blocca l’iter autorizzativo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Gli insediamenti petroliferi al largo dell’Adriatico sono tutt’altro che scongiurati, il ministro Prestigiacomo non si arrende e chiede l’attivazione di una conferenza dei servizi sulle trivellazioni.

L’iter autorizzativo va dunque avanti, nonostante le nette prese di posizione contro l’insediamento. La richiesta del ministro all’Ambiente è anzi tesa proprio a garantire «una maggiore informazione, trasparenza e coinvolgimento di tutte le istanze del territorio, prima della conclusione dell'iter autorizzatorio».

L’iniziativa è stata presa al termine della riunione svoltasi ieri presso il ministero dell'Ambiente alla presenza di rappresentanti delle tre regione coinvolte, Abruzzo, Molise e Puglia: l'onorevole Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, il senatore Carmelo Morra, l'onorevole Antonio Di Staso, l'onorevole Sabrina De Camillis, l'onorevole Michele Bordo, l'onorevole Barbara Matera, Stefano Pecorella, commissario del Parco del Gargano e Enrico di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti e Franco Moroni, delegato agli affari petroliferi della Provincia di Chieti.

Nel corso dell'incontro, informa una nota del ministero, sono state affrontate le problematiche emerse in seguito alla concessione del parere positivo sulla valutazione di impatto ambientale su un programma di ricerche di idrocarburi in una zona di mare a largo delle coste abruzzesi, molisane e pugliesi.

«Il ministro – si legge nell’informativa - ha fornito ampie rassicurazioni sulla tipologia e la qualità delle verifiche che sono state svolte coinvolgendo i massimi organi istituzionali in materia di tutela ambientale (Ispra). Gli accertamenti svolti, corredati da autorevolissimi e rigorosi pareri tecnico-scientifici - è stato ribadito - sono tali da escludere qualsiasi conseguenza del programma di ricerca sull'ecosistema».

Stefania Prestigiacomo ha inoltre ricordato che la normativa in vigore ha modificato in senso estremamente restrittivo la disciplina dei permessi di ricerca e della coltivazione di idrocarburi. «Oggi - ha detto - non è più possibile richiedere permessi per zone di mare che siano a meno di 5 miglia dalla costa, un limite che viene sostato a 12 miglia dal confine esterno della zona protetta ove l'area marina sia tutelata da normative nazionali o locali. Limiti che nel caso specifico sono stati osservati rigorosamente».

Per il ministro, dunque, non ci sarebbero ostacoli alle trivellazioni al largo dell’Adriatico.

UNA GRANDE MOBILITAZIONE A TERMOLI

Ma non la pensano così esponenti politici, associazioni ambientaliste e semplici cittadini, che stanno attivando varie forme di protesta contro gli insediamenti petroliferi che potrebbero ‘minacciare’ le Isole Tremiti e l'intero mare Adriatico.

Una delle più grandi mobilitazioni sarà organizzata da associazioni ambientaliste, gruppi garganici organizzati, comitati di tutela del mare, associazioni di tutela dei consumatori, consorzi operatori turistici, rappresentanti delle amministrazioni locali delle Regioni Puglia, Molise e Abruzzo e dai principali comuni della provincia di Foggia e Campobasso.

La manifestazione è prevista a Termoli per il prossimo 7 maggio dalle 10 nell'area portuale. Hanno aderito numerosi comuni della provincia di Foggia, tra cui Vico del Gargano, Rodi Garganico, Mattinata, Peschici, San Severo, Foggia, Lucera, Carpino, Manfredonia, Vieste, Cerignola, San Giovanni, Serracapriola.

28/04/2011 10.06